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Btp valore, ecco quanto rendono le alternative nell'Eurozona | WeWealth

Btp valore, ecco quanto rendono le alternative nell'Eurozona

Alberto Battaglia
3.10.2023
Tempo di lettura: 5'
A cinque anni nemmeno i titoli di Grecia e Portogallo rendono più del Btp valore, così come del normale Btp di pari durata

Quanto conviene davvero il Btp valore, in emissione fino al 6 ottobre? In rapporto ai titoli di Stato simili, denominati in euro e con cinque anni di durata, quello offerto da Btp valore è un premio relativamente interessante. Il Btp valore, pensato per investitori al dettaglio (non banche o fondi) che preferiscono tenere il titolo fino alla scadenza, prevede la protezione del capitale e il pagamento di cedole crescenti (4,1% i primi tre anni, 4,5% per gli ultimi due). Considerando il premio fedeltà finale dello 0,5%, riservato a chi acquisterà il titolo all'emissione e lo terrà fino alla fine, il rendimento annuo medio sarà pari al 4,36%. 


Un titolo greco a cinque anni, secondo i dati di mercato del 3 ottobre, rende il 3,82%, circa mezzo punto in meno. E gli altri titoli dei Paesi mediterranei, i più “rischiosi” considerando i livelli di debito pubblico delle rispettive economie, offrono ancora meno. Per ottenere più rendimento fra i titoli di Stato emessi in Europa bisognerebbe guardare ai prodotti denominati in monete diverse dall'euro, il cui valore però fluttua in continuazione e che pertanto non offre quelle certezze che un investitore poco propenso a rischiare cerca in un Btp. Il successo dei titoli di Stato italiani, quindi, non sembra solo frutto della mancanza di fantasia.




L'economia italiana, tuttavia, soffre di una storica tendenza a crescere meno della media europea, ed è più esposta a crisi di fiducia che minano il valore dei Btp. Questo è un problema quando ci si ritrova a doverli vendere prima della scadenza al prezzo che in quel momento gli altri investitori sono disposti a pagare. 


“Nonostante una domanda che ha già superato 9 miliardi di euro nei primi due giorni di contrattazione il nuovo Btp Valore viene collocato in un momento delicato per l’Italia ed i tassi d’interesse governativi dei paesi sviluppati in generale", ha dichiarato a We Wealth, il consulente per il fixed income di Finint Private Bank, Giacomo Alessi, "al 3 ottobre, il Btp quinquennale rende il 4,28%, il decennale il 4,93% ed il trentennale il 5,43%. Il bund è in direzione 3% mentre il T-bond Usa decennale è in area 4,8%”.


Btp valore, i rischi da considerare 

Il Btp rende bene, ma esagerare con un solo emittente, lo Stato italiano, espone a rischi. Il primo, è che la solvibilità dell'Italia non è delle migliori, come attestano i rating delle agenzie – poco al di sopra della soglia che divide i buoni emittenti da quelli più a rischio (nel gergo, la soglia spazzatura). “Il punto è che rifinanziare i titoli a scadenza con interessi più elevati, dovuti all'aumento dei tassi delle banche centrali, comportano una maggiore spesa pubblica”, ha dichiarato a We Wealth il consulente finanziario indipendente di Aegis Scf, Matteo Cadei, “le spie d'allarme si sono già attivate la scorsa settimana quando lo spread è aumentato, certamente ancora ben lontano dall’essere ai livelli del 2012, ma meglio non sbilanciarsi troppo sulle obbligazioni italiane”.


Un rischio da tenere a mente, infatti, è quello di concentrare troppo il portafoglio su un unico prodotto, le cui sorti dipendono dall'andamento dell'economia e della politica economica italiana. “Per mitigare questo rischio gli investitori devono costruire portafogli diversificati che includono, in questo caso, obbligazioni di governi, società e scadenze diverse”, ha affermato Cadei. Non bisogna poi dimenticare, ha aggiunto, che i cinque anni di durata del Btp valore vanno tenuti in considerazione quando lo si acquista: l'ideale è mettere da parte per questo prodotto una somma che non si prevede di dover utilizzare prima della scadenza, se l'obiettivo è portare a casa la certezza (ragionevole, nonostante il debito pubblico elevato) della garanzia del capitale. 


In sintesi, il Btp valore è “uno strumento adatto a chi non è già eccessivamente esposto all'Italia”, in caso contrario, “un consiglio prezioso è attendere che le obbligazioni già in possesso giungano a scadenza e rimodulare solo allora il portafoglio”, ha affermato Cadei, “anche perché la tendenza delle banche centrali è quella di avere tassi di interesse ancora elevati per diverso tempo il che implica che le prossime emissioni offriranno rendimenti competitivi. Non abbiate fretta”.

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Btp valore, quali sono le alternative

Non ci sono grosse alternative per diversificare la parte obbligazionaria del portafoglio”, ha dichiarato Cadei, “a livello europeo, con volumi di scambio alla mano che consentono effettivamente lo scambio (evitando così strumenti illiquidi), non c'è quasi nulla se non un'obbligazione della Bei con stessa scadenza, ma ha un rendimento minore. Fuori dall'Eurozona meglio non spingerci per questo obiettivo di medio termine per evitare il rischio cambio, ossia il rischio legato ad una variazione del rapporto di cambio tra due valute”. 


Un'alternativa gioca sempre in casa, il Btp Italia, un titolo indicizzato all'inflazione che protegge il potere d'acquisto dall'aumento del costo della vita – che diventa relativamente conveniente se l'inflazione sale oltre gli obiettivi. “Semplificando, se l'inflazione si attesta al 2% o superiore allora sono strumenti che possono essere effettivamente una valida alternativa, se, invece, l'inflazione sarà minore del 2% allora non fanno al caso nostro”, ha dichiarato Cadei.


Tralasciando le obbligazioni governative, il conto deposito può essere una possibilità da considerare. “Per chi non vuole esporsi al Btp valore, un'opzione è quella dei conti deposito, oggi con rendimenti anche del 5% vincolati però a 5 anni”, inoltre “gli interessi maturati su un conto deposito sono tassati al 26%, mentre per il Btp valore la tassazione è al 12,5%”.


Oltre l'Eurozona, oltre i governativi: quali bond valutare

“I fondamentali di credito italiani fanno una fatica enorme a migliorare con diversi governi che si susseguono senza trovare una via di riduzione del debito in termini relativi al Pil nemmeno in un contesto di tassi reali negativi. Per questo, nonostante il Btp sia tutto sommato un investimento facile, sicuro e redditizio è un bene anche per il piccolo-medio investitore diversificare il proprio portafoglio obbligazionario”, ha affermato Alessi, che ha preprarato per We Wealth una tabella dettagliata di titoli obbligazionari per arricchire e diversificare un portafoglio troppo concentrato sui Btp. “Nella nostra selezione abbiamo inserito titoli finanziari, industriali e governativi che possono fungere da alternativa. Con taglio minimo accessibile da tutti (1000) e rendimenti uguali o superiori al Btp Valore". 



Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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