Imprese familiari: 8 su 10 non sono preparate alla successione

3 MIN

Le aziende familiari italiane credono che la propria natura le renda più resistenti alle incertezze congiunturali. Ma le loro stime si scontrano con una mancanza: quando si parla di successione, solo 1 su 10 ha già formalizzato un piano di transizione

Lanzillo: “Un’azienda familiare deve costantemente tenere in considerazione alcune sfide peculiari come le questioni legate alla proprietà o alla transizione generazionale”

Solo 2 aziende su 10 stanno attualmente pianificando futuri cambiamenti negli assetti proprietari e 1 su 10 ha definito o formalizzato un piano di transizione

Il 71% delle aziende familiari italiane crede che la propria natura – fondata sulla generazione del valore nel lungo periodo e non sulla mera redditività nel breve termine, oltre che sulle tradizioni e sui valori – le renda più resistenti alle incertezze congiunturali. Il 69% dei leader familiari, infatti, non considera il contesto esterno allarmante in un orizzonte temporale di 12 mesi e 8 su 10 si dichiarano ottimisti sulle prospettive di crescita della loro azienda. Ma le loro stime si scontrano con una mancanza, che rischia di rendere “pericolosa” la loro percezione di resilienza: quando si parla di transizione generazionale, uno dei fattori centrali per le imprese familiari insieme allo sviluppo di modelli di buona governance, solo 2 su 10 affermano di star attualmente pianificando i futuri cambiamenti negli assetti proprietari.

“A prescindere dalle contingenze legate alla congiuntura macroeconomica e geopolitica, le realtà familiari affrontano ulteriori questioni connesse alla loro stessa natura, che possono alterare il corso dell’attività e il futuro dell’organizzazione”, spiega Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader, commentando i risultati di una nuova ricerca dal titolo Aziende familiari: transizione nella continuità condotta da Deloitte Private su 100 imprese italiane di tipo familiare. “Un’azienda familiare, infatti, deve costantemente tenere in considerazione alcune sfide peculiari come la difficile interazione tra scelte di business e di investimento, nonché le questioni legate alla proprietà, alla transizione generazionale o alle dinamiche familiari”, aggiunge.

 

LE OPPORTUNITÀ PER TE.
Passaggio generazionale: trust o patto di famiglia?
Come scegliere?
Gli advisor selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi.
TROVA IL TUO ADVISOR

Il punto però è che appena una su dieci ha già definito e formalizzato un piano di transizione. Inoltre, oltre un quinto afferma che ad oggi non c’è una nuova generazione a cui passare il testimone; quando invece è presente e interessata a raccoglierlo, nel 31% dei casi, sembrerebbe non essere comunque pronta a prendere le redini dell’azienda. C’è da dire che l’81% delle intervistate ritiene indispensabile formare la generazione successiva con l’affiancamento dei leader attuali oppure, per il 71%, promuovere esperienze in altre aziende per favorire la contaminazione e lo sviluppo di nuovi approcci imprenditoriali. “Con il 54% delle aziende intervistate che è guidata dalla prima generazione, i dati del nostro studio evidenziano come molte imprese familiari non abbiano ancora vissuto la transizione generazionale”, ribadisce Lanzillo. “È cruciale che questo momento di evoluzione della governance e dell’organizzazione, connesso appunto al cambio della leadership familiare, venga opportunamente preparato e pianificato”, avverte. 

Per gestire efficacemente le dinamiche aziendali e adattarsi ai cambiamenti esterni, secondo l’esperto, è inoltre altrettanto importante sviluppare un modello di buona governance. A tal proposito, l’operatività effettiva del consiglio di amministrazione diventa un elemento essenziale per garantire il futuro dell’azienda e preservare l’eredità familiare, ma non è formalizzata da quasi una realtà su due. Le imprese che hanno formalizzato il consiglio dichiarano in due casi su tre che accoglie solo membri della famiglia proprietaria. Eppure, una parte di esse sa che il supporto di professionisti esterni consentirebbe di perfezionare alcune competenze essenziali per la crescita, come monitorare e anticipare i trend di mercato (35%), comprendere a fondo il prodotto e le tecnologie avanzate (30%), adattarsi ai cambiamenti (24%) e sviluppare una leadership coinvolgente e una comunicazione chiara e trasparente (24%).

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth