Goldman Sachs: un family office “di casa” per coltivare le élite

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Goldman Sachs ha confermato di essere al lavoro su un nuovo family office riservato ai partner passati e presenti della banca

Per Goldman Sachs mantenere un rapporto privilegiato con i suoi partner, presenti e del passato, è un ottimo modo per tessere relazioni con una fetta dell’élite economico-finanziaria americana

Il Goldman Sachs Partner Family Office fornirà a partner e managing director servizi di wealth management simili a quelli già offerti ad altri grossi clienti

Mentre la diffusione dei family office prende sempre più piede in Italia, Oltreoceano il settore, già presente da diverso tempo, si sta specializzando sempre di più. L’ultima dimostrazione la darà, sotto questo aspetto, la banca d’affari Goldman Sachs, che già da tempo si occupa di questi uffici di consulenza mirata alla famiglie ultra-facoltose.

Secondo un memo interno all’azienda, i cui contenuti sono stati confermati in via ufficiale all’agenzia Bloomberg, Goldman Sachs è al lavoro per creare un family office esclusivamente dedicato ai partner (presenti e passati) della stessa banca d’affari – che, com’è noto, guadagnano piuttosto bene. I migliori dirigenti della banca d’affari americana porteranno a casa, per il solo 2021, anche più di 30 milioni di dollari. Il ceo David Solomon, grazie a un 2021 particolarmente positivo sui mercati, ha ricevuto un salario complessivo di 35 milioni di dollari; il doppio, rispetto a quanto incassato nel 2020.

Per Goldman Sachs mantenere un rapporto privilegiato con i suoi partner, presenti e del passato, è un ottimo modo per tessere relazioni con una fetta dell’élite economico-finanziaria americana. Molti ex dirigenti della banca d’affari hanno visto spalancarsi di fronte le porte delle stanze dei bottoni, raggiungendo posizioni potere politico di primo livello. Alcuni di loro, non senza suggestionare i teorici del complotto, rispondono ai nomi di Romano Prodi (consulente) e Mario Draghi (managing director) – quest’ultimo, meglio ricordarlo, era già stato dg del Tesoro italiano prima di entrare in Goldman, nel 2001. Negli Stati Uniti la porta girevole che unisce la politica a Goldman Sachs è stata varcata, solo per fare un nome recente, dall’ex segretario del Tesoro dell’era Trump, Steven Mnuchin. Chi non ha scelto la politica, fra gli ex partner della banca d’affari, siede in consigli di amministrazione di grandi aziende “che hanno esigenze bancarie che Goldman potrebbe potenzialmente soddisfare”, ha ricordato Bloomberg, “o gestiscono hedge fund in cerca di deal flow”. Non è difficile riconoscere il potenziale dell’iniziativa, volta a coltivare gli “ex di lusso”, per quelli che sono gli interessi finanziari della stessa Goldman Sachs.

La banca d’affari, per tenere “in casa” il patrimonio economico e relazionale dei suoi migliori dirigenti sta mettendo in piedi il Goldman Sachs Partner Family Office, una struttura che fornirà servizi di wealth management simili a quelli già offerti ad altri grossi clienti.

A guidare il nuovo family office sarà Lisa Opoku, 50 anni, afroamericana, laureata in legge ad Harvard, già chief operating officer della engineering division. La Opoku aveva servito Goldman in qualità di coo in varie altre divisioni, fra cui il reddito fisso, materie prime e valute, fra New York, Londra e Hong Kong.

Come accennato, anche in Italia i family office hanno accelerato il passo della propria diffusione. Stando agli ultimi dati della società di ricerca Magstat in Italia il numero di family office è cresciuto dai 143 del 2019 era pari ai 163 di fine 2020. Parallelamente, le relative masse in consulenza, ammontavano a 86,4 miliardi di euro. Secondo le stesse rilevazioni, contano in Italia 736 family officer, distribuiti in 243 uffici dedicati che offrono consulenza a più di 27.737 clienti.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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