Fwu, l’Eurovita lussemburghese in liquidazione: cosa succede ora

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Un uomo anziano in giacca e cravatta siede in un tavolo da pranzo, appoggiando la testa sulla mano. Sembra pensieroso. Il tavolo ha una tazza da caffè, un piattino e un porta tovaglioli. Il ristorante ha un interno retrò con tavoli rossi e un lungo bancone.

Come previsto, il ramo lussemburghese di Fwu andrà in liquidazione: per ora le polizze restano congelate, ma si va verso un rimborso anticipato

Indice

Il ramo lussemburghese della compagnia assicurativa FWU andrà in liquidazione, coinvolgendo gli oltre 113mila sottoscrittori di polizze residenti in Italia, per un controvalore stimato attorno ai 300 milioni di euro. Ne ha dato notizia il 22 gennaio l’autorità di vigilanza nazionale, Commissariat aux Assurances (CAA). L’Autorità “ha presentato una petizione presso il Tribunale Distrettuale del Lussemburgo per lo scioglimento e la liquidazione coatta della Compagnia” in quanto “il periodo di sei mesi concesso alla Compagnia non ha permesso di ripristinare la copertura delle passività assicurative con attività rappresentative idonee. Di conseguenza”, ha aggiunto l’Autorità, “si deve concludere che il piano di risanamento della Compagnia è fallito”.

Il fallimento del piano di risanamento, tuttavia, “non ha alcun effetto immediato sul congelamento delle attività rappresentative delle riserve tecniche presso le istituzioni depositarie, né sulla procedura legale di sospensione dei pagamenti, in cui la Compagnia si trova dal 2 agosto 2024 e che rimarrà in vigore fino a una decisione del tribunale”.


Il denaro degli oltre 110mila sottoscrittori italiani delle polizze FWU – una sorta di “nuova Eurovita” di diritto lussemburghese – difficilmente verrà restituito integralmente. La compagnia aveva infatti presentato istanza di insolvenza già a luglio 2024, e i riscatti delle polizze arano stati bloccati. Le difficoltà sono riconducibili non solo all’incapacità di coprire le passività assicurative, ma anche alla struttura dei costi dei prodotti venduti, in particolare le polizze unit linked.

Danno e beffa per i sottoscrittori italiani


Nella pratica, i sottoscrittori italiani restano in attesa di veder liquidate le proprie polizze che, nel caso di FWU, sono prevalentemente di ramo III – per cui per natura non garantiscono il mantenimento del capitale investito. Il problema, come era stato illustrato dall’IVASS alle associazioni dei consumatori lo scorso ottobre, è che le polizze vendute da FWU avevano una struttura di costi molto penalizzante nei primi anni – una caratteristica comune in questi prodotti orientati al lungo periodo. Ad esempio, le polizze unit linked a premio ricorrente Forward Quant LT, secondo le simulazioni incluse nel Key Information Document (KID) del prodotto, prevedevano una perdita annua dell’1,6% in caso di disinvestimento dopo 10 anni, in uno scenario di mercato moderato. Un disinvestimento ancora più precoce si tradurrebbe in perdite ancora maggiori – per quanto oltre ai costi incidano le performance dei prodotti finanziari sottostanti (e quindi l’andamento del mercato).


La combinazione di una struttura di costi elevati e una liquidazione forzata in anticipo sui tempi raccomandati per l’investimento delle polizze aggrava ulteriormente le perdite per i sottoscrittori – specialmente se hanno sottoscritto le polizze negli ultimi anni. Un prodotto già costoso di suo, rimborsato in anticipo, rende ancora più dannosi i costi di ingresso subiti in fase di sottoscrizione.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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