Non è l’intelligenza artificiale in cima alle classifiche delle migliori categorie di fondi nel 2025, bensì il bene rifugio per eccellenza, l’oro.
I migliori fondi ed Etf nel 2025
I fondi e gli Etf specializzati sui metalli preziosi hanno reso oltre il 56,7% in euro nell’ultimo anno, sorpassati solo dalle strategie che investono sulle azioni delle compagnie che estraggono minerali come l’oro, l’argento e il platino. Queste ultime hanno messo a segno un impressionante 156,9% in dodici mesi. Tutti i dati dell’articolo sono al 19 dicembre 2025.
Per trovare i fondi con focus sul settore tecnologico bisogna scendere al 64° posto nella classifica delle categorie Morningstar.
Nelle prime posizioni troviamo, invece, gli azionari specializzati sulla Corea (+55,8%). Il mercato asiatico è stato nel 2025 tra i migliori trainato alla domanda di chip e tecnologie legate all’IA.
Troviamo anche alcuni fondi ed Etf su singoli paesi, come la Spagna e l’Italia. Per le strategie su Piazza Affari è il terzo anno di rendimenti a due cifre, con il 2025 che mostra un rialzo in media del 33,2%. Il listino milanese è stato trascinato dai titoli bancari, spinti dai risultati societari e dalle operazioni di fusione ed acquisizione.
Un anno positivo per i mercati azionari
Nel complesso il 2025 è stato un anno positivo per i mercati azionari globali, con l’indice Morningstar Global Markets che ha guadagnato il 6,45% in euro. Le Borse dell’eurozona hanno sovraperformato quelle internazionali, con un rialzo del 22,5%, mentre l’indebolimento del dollaro ha ridotto i rendimenti degli investitori in euro che hanno puntato su Wall Street. Basti pensare che l’indice Morningstar US market in dollari ha reso quasi il 16% mentre la versione in euro si è fermata al +2,3%.
Tra le strategie sull’eurozona, quelle con approccio flessibile hanno avuto i rendimenti migliori (+23,5% in media), seguiti da quelli sulle mid-cap e da quelli sulle large-cap. Tra i fondi e gli Etf azionari Europa, invece, i migliori sono stati quelli a larga capitalizzazione con un approccio value, tra i quali il settore finanziario ha un peso determinante.
Gli investitori europei che hanno investito su strumenti su Wall Street archiviano il 2025 con magri rendimenti in euro, a causa del cambio valutario. Le migliori strategie sono state quelle flessibili (+1,9% in euro), mentre quelle sui titoli growth hanno segnato un ritorno medio sotto la parità.
La sorpresa dei mercati emergenti
La sorpresa del 2025 sono stati i fondi e gli Etf sui mercati emergenti, che hanno visto un ritorno di fiamma da parte degli investitori in cerca di diversificazione. In media, questi strumenti hanno reso il 13%, con i prodotti specializzati sull’Europa emergente eccetto la Russia che si sono distinti con un +32%.
Secondo le stime di Morningstar sui flussi verso i fondi domiciliati in Europa, nel terzo trimestre, gli azionari mercati emergenti globali hanno chiuso il loro miglior periodo in termini di afflussi netti dal 2023, con 9,1 miliardi di euro raccolti tra luglio e settembre, portando gli afflussi netti totali dall’inizio del 2025 a 11,6 miliardi di euro.
Gli investitori che hanno scelto la diversificazione sui mercati azionari globali sono stati premiati soprattutto dalle strategie value (+10,4% in media), mentre quelle growth hanno avuto ritorni medi leggermente negativi.
Fondi obbligazionari campioni di raccolta nel 2025
I fondi obbligazionari sono stati protagonisti nel 2025 in termini di raccolta. Solo nel terzo trimestre sono fluiti 118 miliardi di euro, il livello più alto degli ultimi tre anni, portando il saldo dei primi undici mesi dell’anno a circa 326 miliardi di euro.
Tra i migliori comparti del reddito fisso troviamo gli obbligazionari mercati emergenti con copertura in euro (+9,8%) e i convertibili euro-hedged (+9,7%).
Nel reddito fisso in euro, i ritorni maggiori nel 2025 sono stati messi a segno dalle strategie sulle obbligazioni subordinate (+4,8% in media) e dagli high yield che hanno registrato rialzi medi intorno al 4%. L’investimento in prodotti specializzati sui governativi europei ha prodotto un guadagno medio inferiore all’1%, mentre quelli sui corporate bond hanno archiviato un +2,7%, così come le strategie obbligazionarie flessibili.
I fondi e gli Etf con le peggiori performance
Tra le principali categorie di fondi ed Etf è stato un anno da dimenticare per gli azionari India con un ribasso intorno al 15% dopo un 2024 molto positivo (+20,6%). L’indebolimento del dollaro ha penalizzato le performance dei monetari e del reddito fisso denominato in valuta statunitense. Ad esempio, i fondi monetari short term Usg hanno perso l’8,4% in euro, mentre gli obbligazionari governativi short term Usd sono scesi del 7,4% in media.
Tra gli azionari settoriali, pesanti ribassi hanno riguardato il private equity quotato (-9,5%) e l’agricoltura (-7,3%).
Prepararsi a diversi scenari nel 2026
Nel complesso, i rendimenti sono stati positivi per il 73% delle categorie Morningstar, in calo rispetto al 91% dell’anno scorso. In ogni caso, si tratta di rendimenti medi per cui i singoli fondi all’interno di ciascuna categoria potrebbero aver fatto meglio o peggio.
Per il 2026, dicono i ricercatori di Morningstar, è consigliabile preparare il portafoglio per una serie di possibili scenari, anziché cercare di prevedere quali titoli o settori faranno meglio.
Ad esempio, chi l’avrebbe mai detto a gennaio 2025 che gli azionari Usa large-cap growth, con in portafoglio molte big tech, avrebbero avuto rendimenti negativi in euro nel corso dell’anno dopo l’ottima performance del 2025? Oppure che gli azionari Corea sarebbero balzati in cima alla classifica dopo essere stati tra i peggiori l’anno precedente?

