Bitcoin è sopravvalutato e finirà male, affermano tre esponenti Bce

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Alberto Battaglia
11.1.2022
Tempo di lettura: 3'
Un'analisi firmata, fra gli altri, dal dg delle infrastrutture di pagamento della Bce prevede un epilogo negativo per il Bitcoin

"Più a lungo dura il boom, più alta la valutazione che Bitcoin raggiunge, e maggiore sarà alla fine il suo costo per la società”, hanno affermato Ulrich Bindseil (direttore generale delle infrastrutture di pagamento presso la Bce), Patrick Papsdorf (responsabile della supervisione sui pagamenti) e Jürgen Schaaf (consigliere del senior management Bce per le infrastrutture di pagamento e del mercato)

“Bitcoin sta diventando una classe di attività pseudo-normale per tutti, senza che i suoi rischi siano compresi", hanno affermato su Voxeu gli esponenti della Bce, "le autorità devono fare attenzione a non contribuire a nuovi flussi di investimento in Bitcoin che aumenteranno la sua capitalizzazione di mercato e quindi l'entità del suo eventuale costo sociale cumulato”

Se a sorreggere le attuali valutazioni del Bitcoin non c'è altro che la sete speculativa degli investitori, le autorità pubbliche non dovrebbero fare nulla per incoraggiare una sua ulteriore legittimazione nel cosiddetto mainstream – il flusso principale degli investimenti finanziari. Si riassume in queste poche righe la posizione di tre esponenti della Banca centrale europea, che sono intervenuti nel dibattito con un articolo intitolato “La sfida del Bitcoin: come domare un predatore digitale”. A firmare il contributo su VoxEu, sito del think-tank Cepr, sono Ulrich Bindseil (direttore generale delle infrastrutture di pagamento presso la Bce), Patri...
Secondo gli autori la fine della Bitcoin-mania sembra già scritta e andrebbero già messe in conto le conseguenze di una sonora caduta: “Più a lungo dura il boom, più alta la valutazione che Bitcoin raggiunge, e maggiore sarà alla fine il suo costo per la società”, hanno affermato Bindseil e gli altri autori.

Si arriva dunque al passaggio più interessante ed esplicito dell'analisi, nella quale gli esponenti della Bce esortano le autorità pubbliche a non assecondare quella legittimazione mainstream che gli entusiasti del Bitcoin cercano con attenzione in ogni mossa istituzionale. “Benché ci siano stati progressi verso una regolamentazione coerente ed efficace delle criptovalute, la capitalizzazione di mercato di Bitcoin ha raggiunto nuovi picchi nel novembre 2021. Alcune misure delle autorità pubbliche possono aver contribuito a questi massimi storici. Ad esempio, i regolatori non hanno impedito il primo lancio di un Etf Bitcoin basato su futures negli Stati Uniti, e in Germania una legge ha permesso ai fondi di investimento per gli investitori istituzionali di investire il 20% delle attività in criptovalute”, hanno ricordato gli autori.

“Per gli investitori, tali misure pubbliche o l'inazione sono indicazioni della futura posizione politica e sembrano legittimare il Bitcoin... e potrebbero aver aumentato il costo totale finale di Bitcoin per la società, che va oltre il suo uso per i pagamenti illeciti”, hanno affermato Bindseil e gli altri autori.

In conclusione, “Bitcoin sta diventando una classe di attività pseudo-normale per tutti, senza che i suoi rischi siano compresi. Le autorità devono fare attenzione a non contribuire a nuovi flussi di investimento in Bitcoin che aumenteranno la sua capitalizzazione di mercato e quindi l'entità del suo eventuale costo sociale cumulato”.

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