- Il Festival di Sanremo vede quest’anno Carlo Conti nelle vesti di conduttore e direttore artistico. Tirerà le redini della kermesse fino al 2026
- Schena (ANote Music): “Le royalties musicali si stanno affermando sempre più come un’interessante classe di investimento alternativa”
Si alza il sipario sulla 75esima edizione del Festival di Sanremo. La storica kermesse della canzone italiana, in scena fino a sabato 15 febbraio al Teatro Ariston, vede quest’anno Carlo Conti nelle vesti di conduttore e direttore artistico. Il presentatore toscano, che succede ad Amadeus, tirerà le redini della manifestazione musicale fino al 2026. Intanto, i pronostici sul possibile vincitore si rimpallano: per i boomaker, Giorgia è la grande favorita con il brano “La cura per me”, scritto da Blanco e Michelangelo. C’è poi chi punta sul giovane Olly, con la sua “Nostalgia”. Ma parliamo di investimenti. Dopo aver fatto i conti su quanto vale l’economia del festival, We Wealth ha analizzato le strategie disponibili oggi per prendere esposizione al mercato musicale: dalle azioni quotate di grandi player del settore alle piattaforme per inserire direttamente le royalties in portafoglio.
“Le royalties musicali si stanno affermando sempre più come un’interessante classe di investimento alternativa, attirando capitali da fondi di private equity come Blackstone e Kkr, oltre che dai più tradizionali family office”, racconta Marzio F. Schena, ceo di ANote Music, marketplace europeo di investimento in royalties musicali fondato nel 2018 dallo stesso Schena insieme a Matteo Cernuschi. “Il loro crescente appeal è legato in particolare alla capacità di generare un flusso costante di reddito passivo, rendendole una risorsa strategica in un portafoglio diversificato”, aggiunge l’amministratore delegato, intercettato da We Wealth.
Come investire in royalties musicali
Nel panorama attuale, esistono diverse strategie per prendere esposizione al mercato musicale: da un lato un approccio indiretto, che può consistere nell’acquisto di azioni quotate di grandi player come Warner Music, Universal Music o Spotify; dall’altro, l’investimento diretto in diritti di proprietà intellettuale tramite fondi di private equity specializzati. “In alternativa, piattaforme di investimento come ANote Music consentono l’investimento in royalties musicali direttamente sulla loro piattaforma e con capitali più accessibili per gli investitori”, dichiara Schena. “Con la semplice creazione di un account, l’investitore può comporre il proprio portafoglio personalizzato e ricevere royalties in modo ricorrente. La scelta del veicolo più adatto dipende dalle preferenze individuali in termini di dimensione dell’investimento, liquidità e crescita versus rendimento da dividendi e gestione attiva o passiva”, prosegue l’esperto.
I vantaggi di inserire la musica in portafoglio
Tra i fattori che hanno contribuito a rendere le royalties musicali un’asset class attraente, secondo Schena, un ruolo chiave è ricoperto dalla ricorrenza dei cash-flows generati dalle royalties e la mancanza di correlazione rispetto ai mercati azionari e obbligazionari. “Includendo le royalties in un portafoglio diversificato, si ha l’opportunità di aggiungere una fonte di reddito ricorrente e di diversificazione, che si integra con altre asset class per contribuire alla mitigazione del rischio complessivo. Naturalmente, la modalità di inserimento varia in base agli obiettivi e alle specifiche esigenze di ciascun investitore”, suggerisce il ceo.
Come investono le nuove generazioni
A condividere le sue riflessioni sul tema è anche Gianluca Maione, head of intermediary sales di Franklin Templeton intervenuto in occasione della nuova puntata di “Un mese in mezz’ora”, la trasmissione di Franklin Templeton in collaborazione con We Wealth per fare il punto sull’andamento dei mercati e guardare a nuove strategie d’investimento. “Le nuove tecnologie consentiranno la creazione di asset class che finora non esistevano, come i diritti delle canzoni. È qualcosa che sta già funzionando, perché le nuove generazioni di investitori, che sono quelle che erediteranno fortune enormi dai baby boomer, hanno interessi diversi dal punto di vista degli obiettivi”. Secondo Maione, i giovani di oggi non guardano soltanto a rendimenti e rischi, ma anche all’impatto del loro investimento dal punto di vista personale ed emozionale. “Vogliono che la loro socialità, i loro valori e il loro stile di vita siano anche parte dei loro portafogli”, conclude.

