Felice Casorati a Palazzo Reale: grazia ed eleganza senza tempo

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Un dipinto mostra due donne in un interno. Una donna è seduta in primo piano con uno scialle, guardando di lato. Dietro di lei, un'altra donna è appoggiata a un divano verde, e legge un libro. Un ritratto incorniciato è sullo sfondo. La scena è dolcemente illuminata e tranquilla.

A distanza di trentacinque anni dall’ultima mostra tenutasi nel 1990, Palazzo Reale omaggia Felice Casorati, figura chiave della scena artistica del 900 italiano, con una mostra antologica, senza precedenti, che ripercorre tutta la vita dell’artista

Indice

Oltre cento opere, allestite in quattordici sale, seguendo un percorso cronologico e tematico fra dipinti, sculture, disegni, arredi e documenti: è la sintesi della nuova mostra (l’ultima si era tenuta nel 1990) di Palazzo Reale dedicata a Felice Casorati (Novara, 1883 – Torino, 1963), figura chiave della scena artistica del 900 italiano. La curatela è di Giorgia Bertolino, Ferdinando Mazzocca e Francesco Poli.

Un dipinto, che ricorda lo stile di Casorati, raffigura due figure nude distese a terra con un telo verde che le copre parzialmente. Nelle vicinanze ci sono un cappello e delle pantofole rosse. Sullo sfondo, una terza figura è parzialmente visibile. L'opera è incorniciata ed esposta su una parete bianca a Palazzo Reale.

Il percorso espositivo si snoda quindi per tematiche iniziando dagli Esordi che narrano il periodo che va dal 1907 al 1910, Allegorie e simboli dal 1912 al 1914, Le Grandi Tempere dal 1918 al 1920, Maschere e Armature dal 1914 al 1921, Silvana Cennai 1922, Casorati e Gaulino dal 1922 al 1926, La Primavera della Pittura 1927 – 1932, Le Figure Melanconiche 1931 – 1937, Capolavori degli anni Trenta 1933 – 1937, La Biennale di Venezia 1924, Conversazioni Platoniche 1925 – 1930.

La sala della galleria d'arte di Palazzo Reale vanta pareti azzurre, che espongono due dipinti incorniciati. Un grande ritratto è esposto in bella vista sulla parete destra, mentre sulla sinistra, un dipinto più piccolo di Casorati è appeso accanto a un busto di scultura racchiuso in una vetrata. Il pavimento è caratterizzato da un terrazzo punteggiato.

Le opere provenienti da prestigiose raccolte private e da collezioni museali tra le quali GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dove è conservata la più importante e ricca collezione museale di opere di Casorati, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna Ca’ Pesaro di Venezia, il Museo del Novecento di Milano, il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona. Cardine del progetto è la stretta collaborazione con l’Archivio Casorati, che ha energicamente supportato questo progetto dal punto di vista scientifico con la consultazione e condivisione di materiali e documentari storici.

Figura nuda seduta su una sedia ricoperta di stoffa in una stanza scarsamente illuminata, che ricorda lo stile di Casorati. Pezzi di armature adornano lo sfondo, con una finestra con tende blu. La luce proietta ombre, esaltando l'umore contemplativo, come se attendesse il suo momento a Palazzo Reale.

A Palazzo Reale, il legame fra Felice Casorati e Milano

L’esposizione mette in luce e valorizza il legame storico tra l’artista e la città di Milano, che in quegli anni ha assunto una funzione strategica, perché è stata la prima città in Italia a dotarsi di un moderno sistema di mercato dell’arte e negli anni Venti è stata centro dello spazio strategico per un confronto diretto con le ricerche artistiche più aggiornate. La mostra presenta al pubblico tutta l’espressività artistica di Felice Casorati andando oltre la pittura, mettendo in risalto arti come: la scultura, la grafica, dove Casorati è riuscito a distinguersi in modo originale grazie a una continua sperimentazione nel disegno, nella musica e nella scenografia.

Una donna seduta con uno scialle bianco e una gonna a fantasia guarda di lato, ricordando lo stile di Casorati, mentre un'altra persona sullo sfondo si china su un libro su un tavolo. Un riflesso specchiato è visibile sopra di loro in questa calda illuminazione di Palazzo Reale.

Tra le opere in mostra sono presenti Ritratto della sorella Elvira (1907), Le ereditiere (1910) e i celebri trittici metafisici come Una Donna (1918-19) e Bambina (1919), ma anche quelle esposte in occasione della Biennale di Venezia nel 1924, come Meriggio (1923), Natura morta con manichini (1924), Ritratto di Hena Rigotti, Duplice ritratto e Concerto (tutti del 1924), oltre all’Annunciazione del 1927, un tempo scelta dall’artista per le esposizioni d’arte italiana del 1927 al Musée Rath di Ginevra e poi alla Kunsthaus di Zurigo e oggi conservata in una collezione privata.

Un dipinto incorniciato di una donna in abito bianco è seduta su una sedia con la postura rilassata tipica di Casorati. Guarda serenamente in avanti, con carte sparse ai suoi piedi e la grandiosità di Palazzo Reale visibile attraverso la finestra dietro di lei.

Dalle avanguardie al simbolismo

Felice Casorati oltre ad essere uno degli artisti più importanti del 900 italiano è anche uno dei più longevi della sua epoca, infatti, ha attraversato e contribuito attivamente al periodo delle avanguardie, è stato uno dei massimi rappresentanti del Ritorno all’Ordine, ha vissuto e attraversato il periodo del fascismo fino ad arrivare al dopoguerra. Si avvicinò al simbolismo, con un occhio attento verso gli scenari internazionali come la Secessione Viennese con particolare ammirazione per Gustav Klimt e Oskar Kokoschka, maestri la cui lezione è visibile all’interno delle sue opere. Per poi guardare anche a Cézanne.  Casorati è stato molto attento a tessere relazioni solide con i principali critici e collezionisti del suo tempo: da Piero Gobetti a Lionello Venturi, da Antonio Casella a Riccardo Gualino. Incontri che gli hanno permesso di inserirsi nei salotti e negli ambienti che dettavano il mercato e il gusto dell’epoca.

Artista multiforme e poliedrico si è avvicinato all’attività grafica, alla scultura, all’architettura, alla scenografia e come detto, maturò interessi nelle arti applicate e decorative, ambito nel quale ebbe modo di esprimersi, come per esempio con i mosaici per la VI Triennale di Milano.

Casorati a Palazzo Reale, Il Ritorno all’Ordine

Ad oggi pittore molto apprezzato dal mercato, dai collezionisti e dal grande pubblico soprattutto per l’arte degli anni Venti del Novecento, quando Casorati si inserisce nelle tendenze del Ritorno all’Ordine, clima artistico e letterario diffusosi alla fine della grande guerra (1914 -1918) derivante dal rifiuto degli eccessi portati avanti dalle Avanguardie e dal bisogno di RITORNARE a dei riferimenti stabili, quindi CLASSICI. Il Ritorno all’Ordine vede la sua influenza in campo artistico e letterale dal 1919 al 1925 fino al 1935. Anche Picasso negli anni ‘20 si espresse attraverso un linguaggio aderente a tale necessità. All’interno del Ritorno all’Ordine vi sono diverse correnti europee dalla Nuova Oggettività, a Novecento, da Valori Platici alla Pittura Metafisica.

Il Realismo Magico

Casorati insieme ad Antonio Donghi e Cagnaccio di San Pietro, hanno dato luogo a una particolare tendenza denominata “Realismo magico” espressione che intende una modalità espressiva tipica dell’Italia degli anni Venti che rifiuta le avanguardie futuriste ed espressioniste, perché si basa su immagini realistiche che si presentano con una resa algida, tersa, spesso indagata nei più minuti dettagli, talmente realistica da rivelarsi inevitabilmente inquietante e straniante.

Come hanno scritto Gabriella Belli e Valerio Terraroli, curatori della mostra Realismo Magico tenutasi sempre a Palazzo Reale nel 2021-2022 “Casorati è uno dei rappresentanti più originali e moderni in questa tendenza che ha caratterizzato l’arte italiana dal 1920 al 1935, ed è pertanto considerato come uno dei principali artisti italiani del periodo. Dotato di una inconfondibile personalità”, ha scritto Giuseppe Marchiori, “il Casorati non si lasciò coinvolgere nei movimenti d’avanguardia del suo tempo il fauvismo, l’espressionismo, il cubismo, il futurismo, eppure seppe trarre da essi la linfa vitale per infondere uno spirito di modernità nelle sue opere, impostate su un classico rigore intellettuale”.

Scoprire Felice Casorati a Palazzo Reale

Casorati pur partecipando e condividendo idee con i suoi colleghi, allo stesso tempo mantenne sempre la sua individualità, differenziandosi e rendendosi perfettamente riconoscibile per il suo stile neorinascimentale ispirato dalla figura di Piero della Francesca. Questa tendenza è riconoscibile nei suoi personaggi quasi solenni, immobili, raffigurati spesso in pose frontali, entro composizioni fredde e rigorosamente geometriche. Da ricordare per approfondire la conoscenza della sua produzione sono alcuni capolavori di questa fase come il Ritratto di Silvana Cenni del 1922. Casorati si distingue in questa fase anche come abilissimo ritrattista: da segnalare, tra gli altri, il Ritratto dell’ingegner Beria del 1924-1925 e il celebre Ritratto di Hena Rigotti del 1924, entrambi conservati alla GAM di Torino, o ancora Cynthia in collezione privata, e il famosissimo Ritratto di Renato Gualino del 1924.

I capolavori di Casorati in mostra a Palazzo Reale

Fra i suoi capolavori di chiara ispirazione neorinascimentale si ricordano Concerto del 1924, singolare composizione un gruppo di nudi colto nelle pose più svariate e Meriggio del 1923, conservato al Museo Revoltella di Trieste e che oggi chiude il percorso della mostra. Per entrambi si tratta di scene ambientate sempre in atmosfere fredde e sospese, con ambientazioni rigorosamente calibrate, con un forte linearismo anch’esso memore dell’arte del Rinascimento con citazioni dall’arte antica. In Meriggio, ad esempio, il nudo femminile che compare sulla destra è tratto dal Cristo morto di Andrea Mantegna del 1470/74. Anche negli anni Trenta, Casorati continuerà a presentare al pubblico, ai collezionisti e alla critica opere animate dallo stesso classicismo neoquattrocentista, con poca varietà di temi: ritratti, nature morte, nudi, maschere.

Elogio delle forme statiche

A proposito della staticità che caratterizzava le sue composizioni, Casorati avrebbe detto: “Adoro le forme statiche; e poiché la mia pittura nasce dall’interno e mai trova origine dalla mutevole ’impressione’, è ben naturale che queste forme statiche e non le mobili immagini della passione, si ritrovino nelle mie figure”.

Come anticipato, dopo la stagione del Realismo Magico e degli anni Venti, la pittura di Casorati comincia ad accogliere in maniera più insistente gli elementi desunti dall’arte europea, a cominciare da quella di Cézanne come in Donna a paesaggio del 1940 conservata a Macerata, a Palazzo Ricci, o ancora la Ragazza di Pavarolo della GAM di Torino, opera del 1937. Le forme in questo periodo si fanno più elementari, la geometrizzazione che già aveva caratterizzato la produzione di Casorati negli anni Venti arriva al punto di far somigliare gli elementi del paesaggio a forme geometriche pure, una tendenza che poi continuerà nella pittura degli anni Cinquanta come nei Limoni della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti del 1950, con una gamma cromatica ormai estremamente ridotta.  I colori stesi in campiture uniformi, le forme racchiuse entro uno spesso contorno nero: è una delle più note delle sue enigmatiche nature morte dell’ultima fase della carriera.

I ritratti “sognanti e malinconici” di Felice Casorati a Palazzo Reale

Per tutte le stagioni che Felice Casorati può aver affrontato e attraversato, per tutte le influenze che possono averlo ispirato, il suo stile artistico rimane unico e sempre riconoscibile grazie a quegli elementi che da sempre determinano il suo stile caratterizzato da un uso di colori tenui, dalla ricerca di un senso di intimità e mistero sempre presente nelle sue rappresentazioni. Casorati si distingue anche per la sua abilità nel ritratto, riuscendo a catturare l’essenza e la psicologia dei suoi soggetti.

L’uso distintivo del colore e della luce per creare un’atmosfera sognante e malinconica. Inoltre, non si può tralasciare quello che a mio avviso rimane la capacità più grande di Casorati: saper catturare l’essenza psicologica del soggetto, gli stati d’animo, che vengono espressi dall’artista grazie alla sua sensibilità nel saper rappresentare il corpo umano con una grazia ed eleganza senza tempo. Per questo le sue opere vengono dall’interno, dall’interiorità stessa dell’artista. Dai suoi quadri escono figure a volte malinconiche, a volte ritratte nel momento esatto in cui un pensiero sta nascendo, simboli di un’umanità profonda ed esistenziale. Le sue sono realtà sospese senza tempo di una bellezza disarmante per la loro indubbia perfezione, a volte forse maniacale. Perfezione che ha raggiunto sapendo coniugare perfettamente la tradizione classica con il modernismo, tutto resta sospese tra il passato e il presente, tra il simbolismo e l’astrazione.

Nel gruppo “Sei di Torino”

Felice Casorati giocò un ruolo significativo nell’ambiente culturale del suo tempo, essendo parte integrante anche del movimento artistico Novecento in Italia. Fu un membro attivo del gruppo dei “Sei di Torino”, insieme ad altri artisti come Gino Severini e Carlo Carrà, che si impegnarono nel dibattito sulle nuove forme artistiche e nell’esplorazione di nuove tecniche espressive. Inoltre, Casorati ebbe un impatto duraturo sulle generazioni successive perché le ha formate in prima persona come insegnante presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove contribuì a formare le menti creative delle generazioni future. La sua partecipazione a mostre e eventi culturali influenzò notevolmente l’evoluzione dell’arte moderna in Italia, consolidando il suo ruolo come figura di spicco nell’ambiente culturale del periodo.

Il principale nucleo di dipinti di Felice Casorati si trova alla Galleria d’Arte Moderna (GAM) di Torino, la città dove il pittore ebbe il suo studio e dove visse più a lungo. Opere di Casorati si trovano tuttavia in diversi musei italiani che abbiano consistenti raccolte di arte dell’Otto e del Novecento: il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza, il Museo MAGI ’900 di Pieve di Cento, il Museo d’Arte della Città di Ravenna, i Musei Civici di Genova, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona, il Museo Novecento di Firenze, il Mart di Rovereto sono solo alcuni dei musei dov’è possibile ammirare le opere di Casorati.

Il mercato di Felice Casorati (prima) della mostra di Palazzo Reale

Ad oggi il suo lavoro è molto apprezzato dal mercato, le opere a olio di Casorati hanno quotazioni tra i 18.000 e i 65.000 euro, il valore può variare a seconda del soggetto e dell’epoca di realizzazione. Particolarmente ricercati e apprezzati dai collezionisti sono soprattutto i lavori inscrivibile all’interno della produzione degli anni Venti del periodo del Ritorno all’Ordine, che possono raggiungere o superare i 100.000 euro, tenendo sempre presente una variazione dovuta alle dimensioni. Le incisioni su carta con carattere simbolista eseguite negli anni Dieci possono partire da una stima di 350 o 1.500, mentre le sue tecniche miste su carta hanno un valore che oscilla tra i 2.500 e i 6.000 euro.

Le sue opere sono passate in asta 1.186 volte, principalmente nella categoria pittura. La prima opera battuta all’asta è una stampa Donna con frutta, nel 1988 da Christie’s. Nel 2024 si è aggiudicato il 4028° posto nella top 5000 mondiale degli artisti più venduti all’asta. Le sue opere sono principalmente vendute e ricercate in Italia, dove ha raggiunto 1.186 aggiudicazioni. I suoi record d’asta sono: Una donna prima idea del 1918 battuta all’asta nel 1999 da Christie’s a un valore attuale di 621.992 euro, seguito da Lo studio 1954-55 per 605.600 euro nel novembre 2008 da Christie’s a Milano, nel 2000 Finarte ha aggiudicato Cynthia/Ritratto di bambina (la ciechina) del 1924-1925 a 404.295 €.

Alcune opere citate nell’articolo si precisa che non sono in mostra a Palazzo Reale, ma sono state citate per completezza di analisi scientifica.

Photo Courtesy Filippo Romano

Instalation View Palazzo Reale Milano

di Margherita Strada

Margherita Strada si è formata come storica dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato nell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con Cortesi Gallery nella sede di Lugano come Gallery assistant e successivamente nel 2017 diventa Exhibition coordinator, PR e Social Media Manager nella sede di Milano. Presso Cortesi Gallery segue e produce diverse mostre e progetti editoriali. Nel 2019 inizia la sua collaborazione come curatrice interna e coordinatrice editoriale presso BUILDING Gallery di Moshe Tabibnia. Per BUILDING segue e produce diverse mostre. Nel 2020 lavora per la società Testa per Testa, fondata da Gemma De Angelis Testa, per promuovere e produrre mostre dedicate ad Armando Testa, padre della pubblicità italiana e artista internazionale. Nel 2020 è Assistant Collector Manger della Collezione di Gemma De Angelis Testa. Nel 2022 è partner/associata di Vera Canevazzi Art Consulting come Art Consultant e PR e Social Media Manager.

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