C’è un momento, per ogni impresa familiare, in cui la storia diventa capitale e l’esperienza si trasforma in metodo. È in quel passaggio che nasce il Family Office Vedalia. L’idea prende forma nel 2022, due anni dopo la vendita di Valagro Spa, azienda fondata nel 1980 e divenuta leader mondiale nei biostimolanti, al gruppo Syngenta. «La decisione di vendere – ricorda Roberta Vinciguerra, membro della famiglia nonché Chief Operating Officer in Vedalia – è stata il risultato di valutazioni complesse: il mercato era in rapido mutamento e servivano investimenti ingenti per restare competitivi, era anche un momento particolare a livello di passaggio generazionale e i soci decisero di vendere. Da lì l’esigenza di costruire una nuova struttura capace di gestire e valorizzare il patrimonio con lo stesso rigore e la stessa visione che avevamo applicato all’azienda».
Dalla continuità patrimoniale al modello di shadow servicer
L’obiettivo iniziale era dare continuità a un percorso di wealth management già avviato, ma nel tempo Vedalia ha assunto una dimensione più ampia, diventando una piattaforma in grado di supportare anche altre famiglie imprenditoriali o altri Family Office sotto forma di “shadow servicer”. Oggi il Family Office agisce come advisor in operazioni di M&A e ristrutturazioni finanziarie, con una mission chiara, sintetizza Vinciguerra: «Aiutiamo chi realizza successi». Accanto a lei, Paolo Ottaviano, CEO di Vedalia, porta la visione maturata nel M&A di Merrill Lynch e Bank of America. Dall’incontro tra la prospettiva industriale e quella finanziaria nasce un approccio nuovo, fondato su cinque pilastri: allineamento di interessi, trasparenza, competenza, efficienza ed efficacia. «Abbiamo costruito Vedalia – spiega Ottaviano – come una regia in cui ogni competenza ha un ruolo preciso. La trasparenza è essenziale: il nostro compito è restituire controllo e consapevolezza alle famiglie, con un servizio superistituzionale, superando l’opacità che spesso caratterizza il private wealth tradizionale».
Un approccio ispirato al modello endowment
La gestione del patrimonio si ispira al modello endowment, con un’allocazione di lungo periodo, diversificazione, riduzione degli errori, misurazione del rischio e dei costi. «Non basta restare investiti per molti anni – chiarisce Ottaviano – bisogna manutenere l’asset allocation e saper misurare la performance reale associata al rischio e ai costi sostenuti. Per questo abbiamo adottato un sistema pay for alpha, in cui le fee vengono riconosciute in prevalenza sulla base dei risultati ottenuti». Un principio di accountability che trova applicazione anche nel reporting: «L’imprenditore era abituato a discutere le strategie, leggere i numeri, a misurare le performance, a capire dove intervenire. Nel wealth management serviva la stessa chiarezza».
Heritage Harvesting: trasformare il capitale intangibile in alpha
Ma il tratto distintivo di Vedalia è la capacità di trasformare il patrimonio intangibile in motore di investimento. È da questa intuizione che nasce la strategia di Heritage Harvesting, letteralmente “raccolta dell’eredità”: un approccio che valorizza la conoscenza del settore e il capitale relazionale della famiglia. «Non investiamo in comparti lontani dal nostro mondo – spiega Vinciguerra – ma co-investiamo insieme a fondi di private equity, venture capital e investitori istituzionali, in ambiti che conosciamo a fondo, dove abbiamo possibilità di generare valore: il “manufactured alpha”. È il modo più autentico per mettere a frutto le competenze costruite in quarant’anni di impresa e, con rigore e disciplina, vediamo che può essere trasferibile anche ad altre famiglie».
Investimenti diretti e partecipazione attiva della famiglia
L’esempio più recente è l’acquisizione dell’americana Horizon Ag-Products società attiva nella produzione di biostimolanti, realizzata in partnership con Tikehau Capital. Un’operazione seguita direttamente dalla famiglia, dal board alla definizione del management, che rappresenta un modello di partecipazione attiva e consapevole. «Coinvolgere la famiglia nel processo di investimento – aggiunge Ottaviano – significa renderla partecipe delle scelte strategiche, rafforzandone la visione di lungo periodo». Il tema della governance, d’altra parte, è centrale per Vedalia. Con più rami familiari e un trust gestito da una trust company indipendente, la struttura si è dotata di un modello di gestione istituzionale, con incontri periodici, follow-up e un percorso di definizione del patto di famiglia e della family constitution. «È un passo decisivo – osserva Vinciguerra – per garantire la continuità e la coerenza nella gestione del patrimonio anche nelle generazioni future».
Un family office che parla il linguaggio dell’impresa
Oggi Vedalia opera con una doppia prospettiva: industriale e finanziaria. L‘asset allocation è cogestita insieme a primari istituti partner, mentre il Family Office presidia gli investimenti diretti, il consolidamento dei portafogli e i progetti speciali. «Abbiamo costruito un sistema di analisi che consente di misurare ogni singolo aspetto del patrimonio – precisa Ottaviano – dal rischio assunto alla redditività effettiva, fino all’impatto dei costi. È l’unico modo per gestire un capitale in modo realmente efficiente».
Guardando al futuro, la missione di Vedalia resta quella di proporsi come partner per famiglie che vogliono trasformare il proprio patrimonio in valore sostenibile, coniugando cultura imprenditoriale e disciplina finanziaria in un modello di family office che parla il linguaggio dell’impresa.
«Non vogliamo essere un semplice gestore – conclude Vinciguerra – ma un centro di competenze capace di affiancare le famiglie che hanno costruito valore e desiderano continuare a farlo, con metodo, visione e responsabilità con un occhio attento alle generazioni future».
Articolo tratto dal n° di dicembre di Family Office & Family Business. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.
