In attesa di un incontro
“Per me fotografare e collezionare fotografia è attendere un incontro e scoprire qualcosa di inaspettato negli altri e in me stesso”. In queste parole, che richiamano quelle della fotografa americana Katy Grannan, Ettore Molinario esprime la sintesi della sua visione della fotografia come mezzo di ricerca introspettiva.

Ettore Molinario. Cortesia del medesimo
“Ho iniziato ad acquistare fotografia negli anni ’80 frequentando le mostre organizzate dall’unica galleria a Milano che trattava questo medium. Sono stato immediatamente affascinato dall’immediatezza che questa forma d’arte è in grado di esprimere. In quegli anni non c’era ancora un mercato dedicato alla fotografia quindi si acquistava per pura passione e per il piacere di possedere l’opera. Questi acquisti, avvenuti in successione, hanno suscitato in me una riflessione nata da una naturale proiezione dell’osservatore nell’immagine. In qualche modo, acquistando le opere, sentivo di acquistare anche una parte di me stesso: ciascuna mi restituiva un frammento della mia identità. La mia collezione è dunque un viaggio autobiografico, un mosaico di immagini che rappresenta uno spazio di esplorazione interiore”.
Nella collezione di fotografia di Ettore Molinario sono presenti circa mille opere che spaziano dalla prima metà dell’Ottocento al contemporaneo di grandi maestri ma anche di artisti anonimi. È considerato uno dei collezionisti di fotografia più influenti in Italia. Ha scritto saggi sul collezionismo d’arte e ha tenuto lezioni sulle associazioni tra fotografia e psicoanalisi. La sua collezione ne è un esempio.
La collezione di fotografia di Ettore Molinario è identitaria
“Il focus della collezione è sul concetto di identità che rispecchia in primis la mia ricerca ma che al contempo rimane aperta e condivisibile, poiché ognuno può riconoscersi e proiettarsi nelle immagini. I cinque pilastri dell’identità su cui la collezione si fonda sono: Eros & Thanato (vita e morte; impulso costruzione e distruzione); identità neutra; feticismo; melancolia; perturbante. Ed è questa idea di progetto che differenzia la collezione dalla semplice raccolta di opere dove invece il progetto è assente. L’idea di collezione si riflette anche sulla valorizzazione nel senso che il mercato apprezza maggiormente la collezione rispetto alla singola opera: il progetto è il plusvalore aggiunto. Infatti, le collezioni permangono anche dopo la morte del collezionista”.

Peter Hujar, Ethyl Eichelberger as Auntie Belle Emme, 1979
La collezione è ospitata nella Casa Museo Molinario Colombari fondata a Milano da Ettore Molinario con la moglie, la gallerista Rossella Colombari, in un progetto che unisce immagini, design, scultura e architettura. “Nella mia idea di collezione inevitabilmente si intrecciano due anime: quella mentale-creativa e quella razionale-manageriale. L’opera d’arte deve rappresentare anche qualcosa di valore in equilibrio tra passione e investimento”.
Tra passione e investimento
Questo approccio artistico e al contempo finanziario all’idea del collezionismo è il riflesso del suo percorso di vita e professionale. Studi economici e ruolo manageriale per società finanziarie e assicurative fino a quando non decide di voltare pagina e si iscrive di nuovo all’università per studiare storia dell’arte e formarsi come collezionista puntando su consapevolezza, autonomia di pensiero, gusto estetico e riferimenti storici.
Dal 2010 al 2014 fa un Grand Tour per visitare i più importanti musei del mondo, in totale più di 260. È il preludio al suo progetto di collezione. “Nelle analisi che precedono gli acquisti, adotto un approccio analitico tipicamente finanziario, fondato sul principio della diversificazione. Questo metodo offre maggiore sicurezza, poiché contribuisce a ridurre il rischio e massimizzare la crescita di valore. Ho quindi affiancato, nella mia ricerca, artisti di grande talento ma non ancora pienamente valorizzati dal mercato ai grandi maestri. Per i primi, il riconoscimento artistico ed economico rappresenta una scommessa sul futuro, mentre per i grandi maestri la crescita del valore tende ad essere una costante nel tempo”.

Christopher Makos, Andy Warhol - Lady Warhol, 1981, USA. Cortesia Collezione Ettore Molinario, Milano
Una visione del collezionismo nuova
Un approccio questo che riflette una nuova visione del collezionismo rilevato in tutti i recenti sondaggi in cui l’arte è vista non solo più come bene culturale e passionale ma anche con un risvolto di investimento. “Aggiorno periodicamente la stima di valore della mia collezione utilizzando i parametri di analisi finanziaria. Sono arrivato a stimare un tasso di rendimento annuale della mia collezione del 6% basandomi su una valorizzazione conservativa. Il valore finanziario si unisce quindi al dividendo estetico e, sotto questo profilo, l’arte è un asset unico nel suo genere”.
Questo gli consente di guardare con una certa serenità alle turbolenze del mercato. E infatti il mercato della fotografia da collezione nel 2025 è in fase di ricalibrazione. Dopo gli eccessi speculativi degli anni post-pandemia, stiamo assistendo a un ritorno al “collezionismo ragionato”, dove la qualità e la rarità tornano a pesare più dell’hype momentaneo. Si punta ora sui “grandi classici” e cioè i nomi storici che rimangono il porto sicuro per gli investitori. Come esperto di mercato Molinario ha compreso la maturità della sua collezione, che gli consente oggi di orientarsi anche verso il contemporaneo.
Orientarsi verso il contemporaneo, a patto di…
“Quando una collezione ha una solida base di artisti storicizzati e si possiedono gli strumenti per comprendere pienamente la storia dell’arte, è possibile orientare la ricerca anche verso il contemporaneo, che esercita un grande fascino per la sua capacità di interpretare il nostro tempo, pur presentando inevitabili incertezze riguardo alla reale crescita degli artisti negli anni a venire”.

Martine Gutierrez, Body En Thrall, p111, 2018, Stati Uniti. Cortesia Collezione Ettore Molinario, Milano
La Collezione Ettore Molinario partecipa al programma culturale dell’edizione 2026 di MIA Photo Fair BPN Paribas, l’importante fiera di fotografia internazionale che si tiene a Milano dal 19 al 22 marzo, in qualità di partner istituzionale, curando un ciclo di tre talk dedicati al collezionismo di fotografia. Mentre Casa Museo Molinario Colombari, partner istituzionale per il secondo anno dell’evento, cura un progetto espositivo con una selezione di opere della collezione, tra cui gli scatti di Fratelli Alinari, Clovis Bataille, Lisetta Carmi, Daniel Frasnay, Aneta Grzeszykowska, Martine Gutierrez, Sarah Jones, Christopher Makos, Angus McBean, Barrie Schwortz, Agata Wieczorek e artisti anonimi.
Articolo originariamente apparso su We Wealth Magazine n.88. Abbonamenti qui.

