Donne ai vertici: Italia da record, ma sesta in Europa

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Secondo un nuovo studio dell’associazione European women on boards, l’Italia registra la percentuale più elevata di donne nei comitati di gestione e di controllo nel continente. Ma resta sesta nella classifica generale sulla diversità di genere. Al primo posto tra le aziende tricolori inserite nel dataset, Nexi. Segue A2A

Indice

L’Europa vanta 42 donne ceo (+14 rispetto al 2019) e 129 aziende con una c-suite “rosa” (+30). Ma solo il 28% dei ruoli dirigenziali e non dirigenziali è al femminile

La Norvegia si posiziona al primo posto della classifica per aziende più performanti dal punto di vista dell’uguaglianza di genere. Seguono Francia e Gran Bretagna

Paola Mascaro di Valore D: “Oggi più che mai è indispensabile promuovere lo sviluppo della leadership inclusiva creando una pipeline di talenti femminili”

Malgrado i contraccolpi della crisi pandemica abbiano fatto sentire il loro eco sulla vita professionale e privata di molte dipendenti tra telelavoro, didattica a distanza e cure domestiche, l’avanzamento della leadership al femminile ha conosciuto un boost rilevante anche nell’anno della crisi. Secondo un nuovo studio di European women on boards, oggi il continente vanta 42 donne ceo (+14 rispetto al 2019) e 129 aziende con una c-suite “rosa” (+30). L’indice gender diversity medio (che misura la rappresentanza di genere nei Consigli di amministrazione e nei vertici aziendali delle più grandi realtà europee, ndr), infatti, “è cresciuto da 0,53 a 0,56 e il numero di imprese con un gdi superiore allo 0,8 è raddoppiato, passando da 30 a 62”, spiega Päivi Jokinen, presidente dell’associazione.
Ma, nonostante i progressi, il raggiungimento di una piena uguaglianza di genere resta un miraggio: solo il 6% delle società quotate sull’indice Stoxx Europe 600 (si parla complessivamente di 668 aziende analizzate) vanta ai propri vertici un amministratore delegato donna e unicamente il 19% riporta una professionista che ricopre almeno una di queste funzioni: chief executive officer, chief operating officer o chief financial officer. Inoltre, solo il 28% dei ruoli dirigenziali e non dirigenziali è ricoperto da donne e, se all’interno dei Consigli di amministrazione la presenza femminile è contenuta intorno al 34%, per il piano esecutivo la situazione risulta anche peggiore (17%).

Norvegia al primo posto per uguaglianza di genere

In questo contesto, la Norvegia si posiziona al primo posto della classifica per aziende più performanti dal punto di vista dell’uguaglianza di genere, con un gdi di 0,74. Seguono la Francia con un punteggio pari a 0,67, la Gran Bretagna (0,64), la Finlandia (0,61) e la Svezia (0,61). Non troppo distante l’Italia che, con un gdi di 0,60 (superiore alla media europea di 0,04 punti), si posiziona al sesto posto della classifica davanti a Olanda, Belgio e Irlanda. Il Belpaese, infatti, vanta la seconda percentuale più elevata di donne a capo di Consigli di amministrazione o Consigli di sorveglianza (22%) e la più elevata in assoluto in termini di donne nei comitati di gestione e di controllo (45%).

Se si considerano invece i livelli esecutivi, la percentuale scivola al 17%, contro il 33% della Norvegia e il 25% della Gran Bretagna. Inoltre, solo il 4% delle donne ricopre la carica di amministratore delegato (contro il 21% della prima della lista e il 15% dell’Irlanda). “È grazie alla legge Golfo Mosca se oggi in Italia abbiamo migliorato la rappresentanza femminile nei Consigli di amministrazione, ma la strada da percorrere è lunga”, commenta Paola Mascaro, presidente di Valore D. “Oggi più che mai è indispensabile promuovere lo sviluppo della leadership inclusiva creando una pipeline di talenti femminili. È un tema centrale per la progressione della nostra società, una leva indispensabile per la ripartenza, che non è pensabile affrontare lasciando indietro una parte del Paese”, conclude.

Nexi e A2A tra le aziende tricolori più performanti

Complessivamente, le aziende italiane inserite nel dataset dell’associazione nel 2019 e nel 2020 sono 25. Di queste, 13 hanno migliorato il proprio punteggio nell’ultimo anno e l’impennata maggiore ha riguardato A2A. Nel dettaglio, il 65% delle società riporta un gdi medio o superiore alla media e solo un’azienda registra un punteggio uguale o inferiore a 0,30. Al primo posto si posiziona Nexi con un gdi pari a 0,89 e 13 donne in posizioni di leadership (pari al 46%). Inoltre, il 47% delle donne ricopre ruoli nei livelli esecutivi e il 43% nei comitati di gestione e di controllo, ma nessuna assume ad oggi la carica di amministratore delegato. Seguono A2A ed Exor, rispettivamente con un punteggio di 0,84 e 0,80, oltre al 44% e il 42% delle donne in posizioni di leadership. Nella top5 anche Ubi Banca e Fineco Bank, a pari merito sullo 0,76.

Fonte: European women on boards gender diversity index 2020

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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