Eni: il prossimo stacco del dividendo 2026, cosa sapere

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Un alto e moderno edificio per uffici in vetro con il logo dell'azienda Eni in cima si staglia contro un cielo azzurro e circondato da alberi verdi alla base.

Fra dividendi e buyback Eni ha promesso di remunerare maggiormente gli azionisti nel 2026, ecco le previsioni della società

Indice

Eni è uno dei principali gruppi energetici europei, uno dei famosi gioielli nazionali con attività che spaziano dall’esplorazione e produzione di idrocarburi alla transizione energetica. Il titolo Eni è storicamente considerato un titolo “da dividendo”, attivo in un settore consolidato anche se esposto al costo dell’energia internazionale. Questa sua caratteristica è sostenuta da una forte generazione di cassa e a una politica di remunerazione chiaramente rivolta ad attirare l’interesse degli investitori. Tuttavia, anche una cedola generosa non elimina il rischio di perdita in conto capitale: il rendimento da dividendo va sempre distinto dal rendimento complessivo dell’investimento. Ecco cosa sapere sul dividendo Eni 2026 e sulla reale sostenibilità del rendimento.

Date di stacco e pagamento del dividendo Eni

Il dividendo 2025 è quello attualmente in corso di pagamento, ed è distribuito in quattro rate trimestrali. Le prime tre sono già state eseguite e la quarta è già calendarizzata così:

  • Prima rata: stacco 22 settembre 2025, record date 23 settembre 2025, pagamento 24 settembre 2025;
  • Seconda rata: stacco 24 novembre 2025, record date 25 novembre 2025, pagamento 26 novembre 2025;
  • Terza rata: stacco 23 marzo 2026, record date 24 marzo 2026, pagamento 25 marzo 2026;
  • Quarta rata: stacco 18 maggio 2026, record date 19 maggio 2026, pagamento 20 maggio 2026.  

Il dividendo 2026, invece, è quello annunciato da Eni nel Capital Markets Update di marzo 2026. Ad oggi 21 aprile 2026 non risultano ancora pubblicate sul sito Eni le quattro date di pagamento del dividendo 2026 (seguiranno probabilmente come da prassi per le cedole riferite all’anno precedente).

Quanto vale il dividendo Eni nel 2026

La cedola complessiva annunciata per il 2026 è pari a 1,10 euro per azione, in aumento del 5% rispetto al 2025. Nei materiali ufficiali disponibili ad oggi 21 aprile 2026 è confermato l’importo complessivo annuale, ma non è ancora indicata la suddivisione in singole rate del dividendo 2026. 

Il rendimento resta interessante, ma va interpretato con prudenza. Anche nel caso di titoli a elevata remunerazione, infatti, il dividendo non rappresenta da solo il ritorno complessivo per l’azionista: il risultato finale dipende anche dall’andamento del titolo in Borsa e dalla capacità dell’azienda di sostenere nel tempo la propria politica di distribuzione. In altre parole, una cedola elevata può migliorare il profilo di rendimento, ma non elimina la volatilità tipica dell’investimento azionario.

Storico dei dividendi Eni

Lo storico dei dividendi evidenzia una progressione costante negli ultimi anni:

  • 2021: €0,86
  • 2022: €0,88
  • 2023: €0,94
  • 2024: €1,00
  • 2025: €1,05
  • 2026: €1,10 (annunciato)

La crescita progressiva delle cedole è in linea con la strategia di Eni di aumentare la distribuzione agli azionisti in linea con l’evoluzione dei flussi di cassa operativi (CFFO).

Buyback 2025: previsto fino a 1,5 miliardi di euro

Accanto al dividendo, Eni ha annunciato per il 2026 un nuovo programma di buyback da 1,5 miliardi di euro, con possibilità di incremento destinando il 60% del cash flow incrementale a ulteriori riacquisti in caso di scenario o risultati migliori rispetto al Piano. Il gruppo ha inoltre indicato che, in condizioni particolarmente favorevoli (per esempio con Brent medio annuo oltre 90 dollari al barile o con un significativo miglioramento di prezzo del gas e margini di raffinazione rispetto alle ipotesi di budget) l’extra cassa potrà essere destinata anche a un dividendo straordinario.

Per quanto riguarda il buyback 2025, Eni indica che alla data di riferimento del 18 febbraio 2026 erano già stati acquistati 118.782.928 titoli per un controvalore complessivo di 1,8 miliardi di euro.  

Eni Solidità finanziaria e contesto operativo

Al 21 aprile 2026, i risultati del primo trimestre 2026 non sono ancora stati pubblicati: Eni ha indicato che il comunicato stampa sarà diffuso il 24 aprile 2026 a Borsa chiusa. I dati più aggiornati disponibili sono quindi quelli del Capital Markets Update 2026-2030, in cui il gruppo prevede per il 2026 investimenti pari a 7 miliardi di euro, in calo del 18% rispetto al 2025, pari a circa 5 miliardi includendo gli effetti delle operazioni di portafoglio. Il gruppo stima inoltre un CFFO di 11,5 miliardi di euro in uno scenario di 70 dollari al barile e oltre 40 miliardi di free cash flow nell’arco del piano 2026-2030, che salgono a oltre 45 miliardi includendo il contributo delle operazioni di portafoglio.

Sul fronte patrimoniale, Eni indica un gearing pro forma di fine 2025 pari al 14%, con l’obiettivo di mantenerlo in un intervallo compreso tra 10% e 15% lungo l’intero arco di piano. Si tratta di un livello che la società descrive come storicamente contenuto e coerente con una struttura finanziaria solida.  

Eni, la strategia di distribuzione

Uno dei messaggi più rilevanti del nuovo piano riguarda proprio la remunerazione degli azionisti. Eni ha alzato il range di distribuzione target al 35-45% del CFFO, rispetto al precedente 35-40%, e ha ribadito che il dividendo rappresenta la priorità assoluta all’interno della struttura del capitale. In caso di scenario migliore rispetto alle ipotesi di piano, la società prevede di condividere l’upside con gli azionisti attraverso buyback aggiuntivi e, in condizioni particolarmente favorevoli, anche tramite distribuzioni straordinarie.  

  • Dividendo 2026: 1,10 €/azione (+5% sul 2025)
  • Yield lordo: ~4,94% (su prezzo 22,28 €)
  • Andamento del titolo (1 anno): +34,82%
  • Buyback: programma da 1,5 miliardi €, annunciato
  • CFFO 2026: 11,5 miliardi € (nello scenario a 70 dollari/barile del Capital Markets Update, conference call 24 aprile 2026)
  • Gearing pro forma a fine 2025: 14%, con target 10-15% lungo il piano
  • Strategia: payout 35–45% del CFFO + flessibilità

Le prossime date da monitorare

Per chi segue il titolo Eni, la prossima data da segnare è quella del 24 aprile 2026, quando la società pubblicherà i risultati del primo trimestre 2026 e terrà la relativa conference call. Sarà un passaggio importante per valutare se l’andamento operativo del gruppo sta confermando le ipotesi alla base della nuova politica di distribuzione.  

Domande frequenti su Eni: il prossimo stacco del dividendo 2026, cosa sapere

Quali sono le principali attività di Eni che supportano la sua politica di dividendi?

Eni opera in un settore consolidato con attività che spaziano dall'esplorazione e produzione di idrocarburi alla transizione energetica. La sua forte generazione di cassa, derivante da queste attività, sostiene la politica di remunerazione degli azionisti.

Quando è previsto il prossimo stacco del dividendo Eni e quali sono le implicazioni per gli investitori?

L'articolo menziona il 'prossimo stacco del dividendo 2026', suggerendo che questa è una data chiave da monitorare per gli investitori interessati alla remunerazione. La politica di Eni è chiaramente rivolta ad attrarre l'interesse degli investitori attraverso la distribuzione di dividendi.

Oltre ai dividendi, quali altre forme di remunerazione per gli azionisti sono previste da Eni?

Nel 2025, Eni ha previsto un programma di buyback (riacquisto di azioni proprie) per un valore fino a 1,5 miliardi di euro. Questo rappresenta un'ulteriore strategia di distribuzione del valore agli azionisti.

Come viene descritta la solidità finanziaria di Eni nel contesto operativo attuale?

L'articolo fa riferimento alla 'Solidità finanziaria e contesto operativo' di Eni, indicando che l'azienda opera in un settore esposto al costo dell'energia internazionale ma mantiene una base finanziaria solida. Questa solidità è fondamentale per sostenere le sue politiche di distribuzione.

Qual è la percezione storica del titolo Eni in termini di investimento?

Il titolo Eni è storicamente considerato un titolo 'da dividendo', il che significa che è apprezzato dagli investitori per la sua capacità di distribuire regolarmente profitti sotto forma di dividendi. Questa caratteristica è supportata dalla sua forte generazione di cassa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Foto di Elisabetta Fabris, autrice We Wealth esperta di wealth managemen

di Elisabetta Fabris

Scrive di Wealth Management per We Wealth. Con esperienze nei mercati finanziari e un background in Finance presso Bocconi, si occupa di finanza raccontando mercati e private capital con uno sguardo ai trend che stanno ridisegnando la gestione patrimoniale.

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