Italia, un contribuente su quattro non paga l'Irpef

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
21.6.2021
Tempo di lettura: 3'
Nel 2020 solo un contribuente su quattro ha versato l'Irpef: più di 10 milioni di italiani non pagano l'imposta sul reddito. Profonde le differenze regionali

Secondo un'infografica di TrueNumbers, 10 milioni e 160 mila italiani circa non pagano un euro di imposta: si tratta del 25% dei contribuenti

Quasi metà del gettito complessivo è da attribuirsi ai contribuenti con un reddito maggiore ai 40 mila euro, seppur contano solo per il 9,4%

La Lombardia guida la classifica per regioni a livello di versamento pro capite: in media un contribuente lombarda paga 6340 euro di Irpef all'anno

Evasori o meno non è dato saperlo. Sta di fatto che in Italia sono tantissimi coloro che dichiarono un reddito così basso (dopo avere calcolato esenzioni, no tax aree, detrazioni e deduzioni) da non essere gravati dall'imposta sul reddito delle persone fisiche: più o meno uno su quattro dei contribuenti. Che in termini assoluti significa che ben 10 milioni e 160 mila italiani circa non pagano un euro di imposta. A dirlo è il sito Truenumbers, che ha analizzato quanto emerso dalle dichiarazioni dei redditi riferiti al 2019.
Contando che l'anno scorso 41 milioni e 526mila italiani hanno presentato una dichiarazione, la quota di contribuenti che non ha pagato l'Irpef è del 24,5%. Di questi poco meno di un milione di italiani - 951mila - ha dichiarato zero o un reddito negativo. A cui vanno sommati ben 2 milioni e 472mila persone che denunciano entrate annue tra zero e mille euro e 9 milioni e 281 mila tra i mille e 10 mila. Complessivamente sotto questa soglia, versano qualcosa solo 3 milioni e 779mila persone sui 12 milioni e 704mila con redditi inferiori a 10mila euro. E questo qualcosa è comunque molto poco rispetto al gettito totale Irpef 2020: solo un miliardo e 271 milioni sui 165 miliardi e 116 milioni complessivi che lo Stato ha incassato.
Chi dunque sostiene il bilancio statale? Una percentuale esigua dei contribuenti, per l'esattezza il 9,4% dei 41,5 milioni che hanno presentato una dichiarazione Irpef. Si tratta di coloro che percepiscono un reddito annuo superiore ai 40 mila euro, che con il loro versamento all'erario versano quasi la metà del gettito complessivo. In Italia ammontano a 3 milioni e 887mila contribuenti. E sono pochi quelli che si possono definire ricchi o super ricchi. In larga parte si tratta infatti del ceto medio. Poco meno della metà di questa fascia di popolazione, infatti percepisce un reddito compreso tra i 40 e i 50 mila di euro. Di contro, quelli che dichiarano più di 100 mila euro sono circa 600 mila persone. Non certo la fascia reddituale più popolosa, contando per appena l'1,2%, dei contribuenti complessivi. Eppure con la loro ricchezza contribuiscono per il 19% (circa 31,5 miliardi) del gettito Irpef 2020 totale. Lo scaglione in cui si ritrovano più contribuenti è quello che va da 20 a 26 mila euro, che comprende 6 milioni e 645 mila persone. Seguito da quello tra i 15 e i 20 mila, in cui ne sono racchiuse 5 milioni e 553 mila.

Nel complesso coloro che versano l'Irpef nel nostro Paese l'anno scorso hanno pagato mediamente 5.300 euro a testa. Ma ci sono profonde differenze a livello geografico. La media pro capite per la Lombardia si attesta a 6340 euro, quella della Calabria a 3810 euro. I secondi più ricchi sono gli altoatesini con 6.320 euro di imposta ognuno. Seguono i laziali con 6.300 e poi gli emiliano-romagnoli e piemontesi, con 5.560 e 5.400. Agli ultimi posti oltre ai calabresi gli abitanti delle altre regioni del Mezzogiorno. Sia pugliesi che lucani versano meno di 4mila euro a testa. I campani pagano pro capite più imposte degli abruzzesi, 4.380 contro 4.340, e risultano essere i meridionali che versano di più.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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