Riva (Anasf), torna la battaglia per i consulenti con doppio modello

3 MIN
Un'immagine in bianco e nero di un uomo calvo con la barba, che indossa un completo e una cravatta. Lo sfondo è bianco e lui guarda direttamente la telecamera con un'espressione neutra.

Il vicepresidente Anasf, Ferruccio Riva, anticipa a ConsulenTia che l’associazione promuoverà a livello europeo l’unificazione dei modelli indipendenti e non

Un botta e risposta garbato, ma a ben vedere rivelatore del braccio di ferro in atto a livello europeo sulla ridefinizione della consulenza finanziaria, ha trovato spazio nella prima giornata di ConsulenTia, la kermesse annuale organizzata da Anasf a Roma. Il tema caldo, inevitabilmente, è stato il rapporto tra gli inducement (gli incentivi sulla vendita dei prodotti finanziari) e l’indipendenza del consulente finanziario. Ma anche la volontà, da parte di Anasf di rilanciare in toto il superamento dell’attuale distinzione normativa fra consulenti autonomi e tied agent.

“In sede di consultazione c’è stato un confronto sul divieto di inducement, che rappresenta un tema centrale e una delle principali preoccupazioni a livello europeo”, ha dichiarato Alessandro Nardi, policy officer della Commissione Europea. “In diversi Paesi, nella distribuzione finanziaria si tende a privilegiare prodotti interni ai gruppi bancari o finanziari, i cosiddetti prodotti captive, caratterizzati da commissioni elevate, il che penalizza spesso l’interesse del cliente. Stiamo lavorando per allargare il più possibile l’offerta per i risparmiatori, affinché possano accedere a soluzioni più variegate e competitive. In questo contesto, il ruolo della consulenza finanziaria diventa ancora più rilevante: è fondamentale che il consulente possa offrire un ventaglio più ampio di opzioni, permettendo ai clienti di individuare le soluzioni più adatte alle loro esigenze e obiettivi finanziari”.

A questa posizione non è mancata una risposta netta da parte del vicepresidente dell’Anasf, Ferruccio Riva. “In passato avevamo chiesto che il singolo consulente finanziario potesse prestare sia la consulenza su base indipendente che quella su base non indipendente. Allora l’ESMA si mise di traverso, e sbagliò: i fatti lo dimostrano, proprio in virtù di quanto la Retail Investment Strategy (RIS) ci ha insegnato, anche se è stata parzialmente rivista e corretta. Il superamento di questa distinzione era la soluzione che avrebbe consentito ai cittadini di accedere a entrambe le forme di consulenza e a noi professionisti di offrire il miglior servizio possibile”, ha dichiarato Riva. Il riferimento alla RIS chiama in causa proprio il pacchetto di provvedimenti che, in origine, avrebbe dovuto vietare le retrocessioni e che ora si appresta a raggiungere la sua forma finale in sede di trilogo europeo. “Posso garantire che torneremo alla carica su questo aspetto”, ha affermato il vicepresidente dell’Anasf, ribadendo la volontà di superare la distinzione attualmente prevista nell’Albo italiano tra consulenti tied agent e indipendenti. “Perché questa, a nostro avviso, è la soluzione che taglia la testa al toro: cadranno i concetti di conflitto di interesse in linea di principio, cadranno tutte queste discussioni. Noi svolgeremo la nostra professione correttamente e i cittadini saranno più contenti”.

A sostenere questa posizione è intervenuto anche Alessandro Paralupi, direttore generale dell’Ocf: “Gli inducement non sono preclusivi della tutela dell’interesse del cliente. I consulenti finanziari, con 40 anni di storia in Italia, hanno dimostrato che, se trasparenti, gli inducement consentono comunque un sistema di remunerazione in grado di contemperare sia le esigenze del cliente sia quelle di investimento”, ha affermato il dg dell’Ocf. “Quello che è importante è che ci sia un sistema che raccordi tutto e che irrobustisca la vigilanza. Per questo ringrazio anche il legislatore italiano, che proprio la settimana scorsa ha approvato una norma che rafforza il potere di Ocf in materia di vigilanza, creando ancora più valore per un sistema altamente tutelato”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come gestire il rischio di una cattiva diversificazione in portafoglio?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth