Se si tratta di gestire i soldi, gli italiani nel 2026 scelgono più i tagli alle spese che gli aumenti di stipendio. Il bilancio familiare si difende spendendo il denaro in maniera più oculata, piuttosto che incamerandone di più. È l’evidenza che emerge dal Raisin Money Confidence Index 2026, l’indagine sulla fiducia finanziaria promossa da Raisin, piattaforma di prodotti di risparmio e investimento (oltre 80 miliardi di euro di aum per più di un milione di clienti), condotta su oltre 11mila persone in 11 mercati. Per quanto riguarda l’Italia, emerge il ritratto di un Paese prudente, piazzato nella parte bassa della classifica, in cui il peso dell’incertezza economica ricade in misura sproporzionata sulle donne. Con una sorpresa: a guardare avanti con più fiducia sono i più giovani.
5 dimensioni del benessere finanziario (l’Italia supera la Francia)
L’indice, espresso su una scala da 0 a 100, condensa cinque dimensioni del benessere finanziario: 1, lo stress percepito; 2, il controllo sulla spesa quotidiana; 3, le prospettive future; 4, la capacità di assorbire una spesa imprevista e 5, quella di pianificare nel lungo periodo. L’Italia totalizza 44,11 punti, poco più di due punti sotto la media dei mercati analizzati (46,47), e si colloca all’ottavo posto. In vetta ci sono i Paesi Bassi con 55,28 punti, seguiti a distanza da Germania (49,69), Spagna (48,20) e Polonia (48,02). In fondo alla graduatoria figurano l’Irlanda (41,09), su cui pesano insieme affitti e inflazione, il Regno Unito (43,33) e la Francia (43,73), che l’Italia supera di un soffio.
Il sondaggio, realizzato online dall’istituto di ricerca indipendente Innofact su un campione complessivo di 11.403 persone ponderato per età e genere, copre anche Austria, Finlandia e Stati Uniti.
Tagliare, tagliare, tagliare. In pochi sperano in aumento di stipendio
Il 54,7% considera la riduzione del costo della vita la leva decisiva, se si parla di come gestire i soldi nel 2026, e per la propria serenità economica. Solo il 15,8% ripone invece le proprie speranze in un aumento di stipendio. Un atteggiamento di grande concretezza: le aspettative sul fronte dei redditi si sono ridimensionate: solo il 25,2% degli intervistati crede che la propria situazione migliorerà nei prossimi dodici mesi.
Il confronto con la Polonia dà da pensare: Varsavia è quarta nella classifica generale, ma è il Paese più ottimista quando lo sguardo si sposta sul 2027, con il 33,8% di intervistati che si attende un miglioramento. L’indice complessivo e le attese possono muoversi su binari diversi: si può godere di una discreta solidità oggi e restare cauti sul domani. O viceversa.
Il peso di agosto sul costo della vita degli italiani
Da fonte Istat, ad agosto i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio: il ritmo più sostenuto da settembre 2023. A spingere sono stati soprattutto i beni energetici, passati in un mese da +11,6% a +17,1%, mentre il cosiddetto “carrello della spesa” ha registrato un +0,9%. L’inflazione di fondo (depurata da energia e alimentari freschi) è scesa all’1,5%. A pesare sui bilanci familiari sono dunque soprattutto bollette e carburanti, che l’avvicinarsi della stagione fredda rende ancora più rilevanti.
Che genere d’ansia finanziaria?
Emerge dall’indagine che il 57,2% delle donne italiane vive “un’ansia elevata” legata alle finanze, contro il 44% degli uomini: sono oltre 13 punti di distanza, uno dei divari più ampi tra i mercati analizzati. Secondo Raisin, alle donne in Italia tocca una quota sproporzionata del carico emotivo che accompagna la gestione economica della famiglia. Le rilevazioni della Banca d’Italia sull’alfabetizzazione finanziaria del resto da anni segnalano uno svantaggio femminile più marcato in Italia che altrove. Purtroppo la situazione non cambia fra i giovanissimi: stando ai dati Ocse-Pisa, tra i quindicenni italiani il divario fra ragazzi e ragazze, anziché chiudersi come accaduto in molti altri Paesi, tra il 2018 e il 2022 si è allargato. Tuttavia, la distanza si riduce sensibilmente tra le donne che lavorano.
I giovani sono ottimisti su come gestire i soldi nel 2026 (e oltre)
Nel Nord Europa la sicurezza finanziaria tende a crescere con l’età. In Italia, accade il contrario: sono i giovani tra i 18 e i 34 anni a mostrare i livelli più alti di ottimismo e autonomia economica del Paese. «Colpisce, in particolare, la spinta dei più giovani a voler prendere in mano le redini del proprio futuro economico, in controtendenza rispetto al resto della popolazione», osserva Marco Falà, country manager di Raisin Italia.
Resta da capire quanto quella fiducia poggi su basi solide: nell’indagine 2023 della Banca d’Italia sulle competenze finanziarie degli adulti infatti, i punteggi migliori si concentrano infatti nella fascia tra i 35 e i 64 anni.
Lo stesso atteggiamento sul come gestire i soldi nel quotidiano si trova nei portafogli finanziari
Sui conti correnti delle famiglie giacciono circa 1.163 miliardi di euro secondo (dati Banca d’Italia): una cifra rimasta quasi invariata dal 2022 ma che, a parità di potere d’acquisto, in quattro anni ha perso l’11,6%. Nel frattempo il tasso medio riconosciuto sui conti correnti, rileva Abi, ad agosto si è fermato allo 0,32% (un decimo dell’inflazione). Inoltre, secondo Aipb la liquidità rappresenta il 36% della ricchezza finanziaria investibile delle famiglie italiane, mentre per esempio negli Usa è l’11%.
Chiosa Falà: «Il nostro Money Confidence Index dimostra che gli italiani sono per natura resilienti e cauti, ma la prudenza non dovrebbe tradursi nel lasciare i propri risparmi a prendere polvere in conti correnti a basso rendimento mentre il costo della vita continua a salire», conclude Falà.

