Il mercato servito del private banking mostra masse pari a 1.412 miliardi di euro, in sostanza stabili rispetto a fine 2025. La variazione trimestrale, pari al -0,2%, incorpora un effetto mercato negativo di 25 miliardi di euro, generato in una fase di volatilità finanziaria, rendimenti governativi in rialzo e rinnovate pressioni sui prezzi energetici. Nello stesso trimestre tuttavia, la raccolta netta raggiunge 17 miliardi di euro, il valore più elevato degli ultimi dodici mesi. Sono i dati aggiornati dal Centro Studi dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), sulla base dei dati del primo trimestre 2026 (campione: 40 operatori private soci).
L’effetto mercato ha pesato sulle masse Aipb
Già a gennaio, l’azione statunitense in Venezuela aveva riportato l’attenzione dei mercati sul rischio geopolitico. Poi l’escalation in Medio Oriente, l’attacco all’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno esteso le preoccupazioni alle rotte energetiche e commerciali internazionali. Il rialzo dei prezzi dell’energia ha riaperto il rischio di nuove pressioni inflazionistiche proprio mentre l’economia globale stava entrando in una fase di normalizzazione su ritmi più moderati.
«I dati del primo trimestre si inseriscono in un 2026 che sapevamo essere più complicato. Dopo un 2025 record, era ragionevole attendersi un avvio meno lineare, soprattutto in un contesto segnato da crescita più debole, shock energetici, tensioni geopolitiche e banche centrali più prudenti», afferma Andrea Ragaini, presidente di AIPB (in foto). Ma in ogni caso, «il dato più rilevante resta la raccolta. È un elemento importante e conferma che nelle fasi in cui i mercati hanno generato effetti negativi sugli stock di ricchezza, le famiglie private hanno continuato ad affidare nuovi patrimoni agli operatori specializzati. È proprio in queste fasi storiche che la consulenza professionale conferma il proprio valore, aiutando gli investitori a orientarsi in un quadro meno prevedibile e a mantenere equilibrio, metodo e una visione di medio periodo. Ed ormai l’incertezza non è più un fenomeno occasionale ma è parte integrante di una nuova “era”».
Ma la raccolta è rimasta positiva anche nel vecchio scenario
Nel primo trimestre del 2026 è cambiata la dinamica rispetto al 2025: raccolta forte, effetto mercato negativo. Su base annua, il settore conserva comunque una crescita significativa: rispetto a marzo 2025, le masse aumentano del +9,6%. Il dato conferma che il private banking entra nella nuova fase con masse elevate, flussi positivi e una relazione stabile con la clientela. Con gli accordi Usa-Iran, lo scenario dovrebbe tornare positivo.
I portafogli sono più selettivi
L’evoluzione dei portafogli private nel primo trimestre 2026 conferma che la fase attuale non sta producendo un ritorno generalizzato alla liquidità. I dati di Aipb raccontano di una clientela più selettiva, che resta investita in portafogli articolati, dove convivono ricerca di rendimento, protezione e diversificazione.
Il comparto amministrato registra una lieve flessione in termini di masse (-0,5%) ed è quello che risente maggiormente dell’andamento negativo dei mercati: dei -25 miliardi complessivi di effetto mercato del trimestre, circa -15 miliardi riguardano infatti l’amministrato. Allo stesso tempo, però, è anche il comparto che attrae più nuova raccolta, pari a 10,5 miliardi di euro. In un contesto di rendimenti governativi ancora interessanti e di banche centrali più caute, la domanda di cedole e strumenti obbligazionari continua a orientare una parte significativa delle scelte di investimento. Dopo il forte interesse osservato negli ultimi anni per i titoli di Stato e per le emissioni retail del Tesoro, l’obbligazionario resta un punto di riferimento per la costruzione dei portafogli.
Accanto alla tenuta della componente obbligazionaria, la componente azionaria registra una flessione di -6,8 miliardi di euro, riflettendo il ritorno della volatilità, il peggioramento del clima di fiducia e i dubbi sulle prospettive di crescita. Dopo un 2025 favorevole per molte aree del mercato, anche grazie al contributo della tecnologia e dei temi legati all’intelligenza artificiale, l’avvio del 2026 ha riportato maggiore prudenza nell’esposizione azionaria.

