Il secondo trimestre del 2026 si è sviluppato in un contesto finanziario più favorevole rispetto ai mesi precedenti. Pur permanendo tensioni geopolitiche, soprattutto nell’area mediorientale, e incertezze sull’evoluzione dei prezzi energetici, i mercati azionari hanno progressivamente recuperato terreno dopo la volatilità osservata tra marzo e aprile.
A sostenere il rimbalzo hanno contribuito risultati societari migliori delle attese e il ritorno dell’interesse verso il comparto tecnologico, alimentato dalle prospettive di crescita dell’intelligenza artificiale.
Wall Street ha continuato a rappresentare il principale motore della performance globale, ma anche i listini europei hanno chiuso il trimestre con un saldo positivo. In Italia, la crescita economica è rimasta contenuta ma stabile e Piazza Affari ha beneficiato della rilevante esposizione ai comparti bancario, energetico, delle utilities e delle infrastrutture. Restano tuttavia elementi di attenzione l’evoluzione dello scenario geopolitico, la dinamica dei prezzi delle materie prime energetiche e le future decisioni delle banche centrali.
Il mercato dei Certificati chiude un semestre da record
In questo quadro il mercato primario dei Certificati ha confermato il proprio trend espansivo. I dati del secondo trimestre consentono infatti di archiviare il primo semestre del 2026 con collocamenti complessivi pari a 18.375 milioni di euro, il livello più elevato mai raggiunto in un semestre.
Secondo le rilevazioni ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento), nel periodo aprile-giugno – coinciso anche con l’ingresso di Marex tra gli associati – gli emittenti ACEPI hanno raccolto sul mercato primario 8.826 milioni di euro, in crescita del 38% rispetto allo stesso trimestre del 2025. Il confronto con il primo trimestre evidenzia invece una lieve flessione (-8%) rispetto ai 9.549 milioni collocati tra gennaio e marzo, un dato che riflette soprattutto il confronto con un trimestre eccezionalmente brillante.
Il dinamismo del mercato emerge anche dal numero delle emissioni. Nel secondo trimestre sono stati infatti distribuiti 762 Certificati, nuovo massimo storico e valore superiore del 17% rispetto al precedente record registrato a inizio anno. Il dato supera inoltre del 40% la media trimestrale osservata nel corso del 2025.
Condizioni di mercato favorevoli alla strutturazione dei prodotti
L’evoluzione dei collocamenti riflette l’interazione di tre fattori: tassi d’interesse, volatilità e credit spread. Il rialzo registrato da queste variabili nel mese di marzo ha consentito agli emittenti di strutturare prodotti con caratteristiche particolarmente competitive, successivamente offerti agli investitori nel corso di aprile.
Nei mesi successivi il livello dei tassi è rimasto favorevole alla costruzione di payoff efficienti e la BCE, a giugno, ha innalzato di 25 punti base i principali tassi ufficiali. Contestualmente la volatilità dei mercati si è progressivamente ridotta, mentre gli spread creditizi hanno mostrato un graduale restringimento.
Questo scenario ha favorito l’offerta sia di certificati a capitale protetto sia di soluzioni con protezione condizionata, oltre ai Credit Linked Certificates, che hanno continuato a beneficiare di un crescente interesse da parte del mercato.
Il recupero delle quotazioni azionarie e il miglioramento del clima di fiducia hanno inoltre incentivato la domanda di strumenti capaci di offrire rendimenti potenzialmente più elevati, anche attraverso meccanismi di protezione meno estesi rispetto alle strutture tradizionali.
(Articolo tratto dal magazine n.93 di settembre 2026 di We Wealth)

