Banco Bpm avrebbe mire espansionistiche su BFF Bank, con il supporto di Amco. Sarebbe infatti nelle fasi preliminari la valutazione di una acquisizione dell’ex Banca Farmafactoring da parte del gruppo guidato da Giuseppe Castagna e di Asset Management Company, società controllata del Ministero dell’Economia e delle Finanze e specializzata nella gestione dei crediti deteriorati.
In cosa consisterebbe la fusione di BFF Bank in Banco Bpm?
Secondo quanto trapelato, Piazza Meda da BFF Bank vorrebbe acquisire il comparto della banca depositaria e dei servizi di pagamento. Amco invece avrebbe interesse a rilevare un asset distintivo della banca specializzata, ovvero il business del factoring nei confronti della pubblica amministrazione. Tra l’altro, in base alla Legge di bilancio 2026, Amco potrà operare nella riscossione coattiva dei tributi locali, principalmente dei Comuni (i quali sono già controparte di Bff nelle operazioni di factoring in numerose occasioni).
Un’operazione vista con favore sia delle istituzioni che dal mercato
L’operazione risulta totalmente coerente con la strategia di crescita del gruppo di Giuseppe Castagna – ancora in lizza per l’acquisizione di Mps – e si inserisce nel quadro delle criticità che Bankitalia ha rilevato in BFF con i suoi interventi di vigilanza. A fine marzo 2026 infatti, nel corso di una ispezione, proprio Palazzo Koch aveva deciso di affiancare temporaneamente due commissari al consiglio di amministrazione di Bff. La Vigilanza si era messa in moto dopo che a febbraio la banca aveva annunciato una serie di rettifiche sui crediti che avevano decurtato pesantemente
l’utile 2025 e quello atteso per il 2026. Erano poi emerse anche irregolarità dall’indagine
interna del collegio sindacale.
Le operazioni di ispezione di Bankitalia si sarebbero concluse qualche settimana fa, e Bff Bank è ora in revisione strategica sotto il nuovo ceo Giuseppe Sica, e fisserebbe il prezzo entro l’estate.
Tanto la Banca d’Italia che il Tesoro vedrebbero con favore l’operazione (e non potrebbe essere altrimenti). E anche il mercato, con le azioni della ex Popolare in balzo sia all’apertura dei mercati (17/6) dopo che è trapelata la notizia (16/6) che il giorno seguente (18/6: Banco Bpm +1,22% alle 16:01).
Il fronte Monte dei Paschi di Siena
Sul versante Mps, l’ex Popolare di Milano resta prudentemente in attesa dopo la proposta di una fusione alla pari. Si attendono i primi segnali di fumo dal Cda di Rocca Salimbeni, fissato per lunedì 22 giugno, convocato proprio per approvare alcuni passaggi sull’incorporazione di Mediobanca ma anche per esaminare tanto la profferta di Banco Bpm, definita «non sollecitata» quanto l’offerta «non concordata» di Intesa Sanpaolo. Su quest’ultimo fronte, gli amministratori del Monte Paschi non possono compiere azioni difensive contro l’Opas di Isp in virtù della cosiddetta passivity rule, la “regola di passività” prevista dal diritto societario per preservare la contendibilità delle società quotate.
Affiancano Bpm i consulenti di Citi e Goldman Sachs per predisporre la simulazione di come una fusione alla pari con Monte Paschi possa ampliare l’erogazione di credito alle piccole e medie imprese.
Le precedenti ipotesi di vendita per Bff Bank
Con il supporto della consulenza di Mediobanca e Morgan Stanley, Bff nei mesi scorsi aveva avviato contatti per individuare eventuali compratori, come CF+ e Cherry Bank, ma anche fondi come Cerberus e anche Bper Banca, che pare avesse preso ipoteticamente in considerazione un eventuale acquisto della depositaria di Bff a supporto della controllata Arca Fondi. Tutte le ipotesi ora risultano sfumate, tanto più per Bper, ora parte a tutti gli effetti, con la sua controllante Unipol, dell’Opas da oltre 30 miliardi di euro Intesa Sanpaolo sul Monte dei Paschi di Siena, da cui dovrebbe acquistare anche 635 filiali. Resta accesa l’opzione Bpm-Amco, la più fattibile in questo momento di grande ripartenza del risiko bancario.

