Castagna, Bpm: “In India al doppio della nostra quota di mercato”

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L’amministratore delegato del gruppo bancario di Piazza Meda ha dichiarato che il mercato indiano è una “opportunità unica” per la banca e per i fiori all’occhiello del made in Italy

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India, ultima frontiera per Bpm e le imprese del made in Italy

Banco Bpm ha un ufficio a Mumbai, «con un interscambio con l’India quasi doppio rispetto alla nostra quota di mercato» ha dichiarato l’amministratore delegato di Banco Bpm Giuseppe Castagna, intervenendo all’evento “India-Italy: business partner, brighter future” organizzato dalla banca e da Il Sole 24 Ore. Il mercato indiano, prosegue il banchiere, «è un’opportunità unica» per i «fiori all’occhiello» del made in Italy: «Possiamo crescere tanto». L’India è una «opportunità straordinaria che non possiamo perdere soprattutto perché siamo in questo momento di grande cambiamento».

India opportunità da non perdere soprattutto ora a causa delle politiche commerciali Usa

La politica dell’amministrazione Usa, ha sottolineato Castagna, spinge infatti a cercare alternative e «dove è facile esportare gli italiani riescono a farlo, ma riescono anche meglio dove è difficile». Italia e India sono «due paesi che possono collaborare in modo egregio». Inoltre anche la banca è «oggetto di interesse da parte dei grandi imprenditori indiani». Banco Bpm è quindi pronto ad «accompagnare gli imprenditori a conquistare un mercato che ci aspetta».

Agire subito: “Non vediamo l’ora di finanziare le imprese”

È importante agire subito secondo Castagna, non aspettare. «Mi pare ci siano le condizioni per tornare a investire. Non aspettiamo di capire che cosa vogliano fare l’America, la Cina o l’Europa: dobbiamo intervenire, l’economia sta rallentando perché manca la crescita, manca l’investimento». Inoltre, «le banche sono in un momento straordinario, non vediamo l’ora di finanziare le imprese. Non aspettiamo, è il momento ideale», ha ribadito l’ad.

Dal canto suo, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ribadito l’urgenza di puntare sul subcontinente indiano, dato il contesto geopolitico: «Se la guerra si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil, se continuassimo così per ancora altri tre mesi saremmo a uno zero, se arriviamo a fine anno il rischio di recessione si concretizzerà quasi certamente».

La questione energetica

Il momento è complicato, soprattutto per la questione energetica. Prosegue Orsini: «L’energia in Italia la stiamo pagando più dei paesi europei, in alcuni casi addirittura quasi il doppio o il triplo: il tema della competitività è per noi importante, serve fare presto. Aspettiamo il prima possibile il Decreto Bollette». Poi, un’importante precisazione: «Noi non siamo contro le rinnovabili. Io credo che il mix migliore sia utilizzare diverse fonti. Le rinnovabili faranno una parte importante del nostro futuro (…). In questo momento «serve fare tutto il possibile per rendere i costi dell’energia sostenibili, anche per le imprese, dato che il primo costo industriale è quello dell’energia». Poi aggiunge che le imprese più che del credito hanno bisogno di «mettere a terra gli investimenti» e che per questo stanno «aspettando con ansia» il decreto sull’iper-ammortamento.

L’India e le imprese italiane nella tavola rotonda Bpm

I rapporti commerciali con l’India, va avanti il numero uno di Confindustria, «sono sempre più importanti, anche alla luce dell’accordo commerciale che c’è stato e delle relazioni geopolitiche che rendono sempre più importanti i nuovi sbocchi commerciali». Perché l’India non può essere esclusa dagli orizzonti imprenditoriali ed economici? Perché vi vivono «1,4 miliardi di persone, un mercato che può essere molto positivo per l’Unione europea». L’obiettivo è «portare i nostri prodotti all’estero perché è un momento fondamentale, anche alla luce della perdita del mercato del Golfo»

L’area del Golfo infatti per le industrie italiane vale 32 miliardi di interscambio con un saldo positivo di 11 miliardi. Ma anche se il nostro Paese continua a fare meglio di altri, «abbiamo detto che se il prezzo del barile andasse a 140 dollari e proseguisse così fino alla fine dell’anno, vorrebbe dire 21 miliardi di costi energetici in più per le nostre imprese».

Domande frequenti su Castagna, Bpm: “In India al doppio della nostra quota di mercato”

Qual è la strategia di Banco BPM in India riguardo alla sua quota di mercato?

Banco BPM punta a raddoppiare la propria quota di mercato in India, come dichiarato dall'amministratore delegato Giuseppe Castagna. L'interscambio con il paese è già quasi doppio rispetto alla quota attuale, indicando un potenziale di crescita significativo.

Perché l'India è considerata un'opportunità importante per le imprese italiane secondo l'articolo?

L'India viene definita l'ultima frontiera per le imprese del made in Italy, offrendo un'opportunità unica soprattutto in questo momento. Le politiche commerciali degli Stati Uniti sono citate come un fattore che rende l'India particolarmente attraente per gli investimenti italiani.

Qual è il ruolo di Banco BPM nel supportare le imprese italiane in India?

Banco BPM si dichiara pronto a finanziare le imprese italiane che desiderano espandersi in India. La banca ha organizzato un evento per discutere delle opportunità di business e delle sinergie tra i due paesi.

Quali settori o tipi di imprese italiane sono particolarmente interessati dal mercato indiano secondo l'articolo?

L'articolo menziona specificamente i 'fiori all'occhiello' del made in Italy come potenziali beneficiari delle opportunità offerte dal mercato indiano. Questo suggerisce un focus su settori di eccellenza e prodotti di alta qualità.

Quali sono le implicazioni della questione energetica per le imprese italiane in India?

La questione energetica è stata uno dei temi affrontati durante la tavola rotonda organizzata da Banco BPM e Il Sole 24 Ore. Sebbene non vengano forniti dettagli specifici, ciò indica che le dinamiche energetiche sono considerate un fattore rilevante per le strategie di investimento delle imprese italiane in India.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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