L’Eurozona crescerà nel 2026 dell’1,5% grazie allo stimolo fiscale tedesco: lo prevedono gli analisti del team Market 360 nel “Global Outlook 2026” di BNP Paribas. Il Vecchio Continente potrà inoltre vantare un’inflazione inferiore al 2% (1,9%)
La discesa dell’inflazione tuttavia non sarà sufficiente per scongiurarne la prospettiva di un ritorno, soprattutto per quanto riguarda le banche centrali, essendo in Usa e Giappone ancora al di sopra del livello target. Spinte al rialzo potrebbero giungere da intelligenza artificiale, spese per la difesa, energia, politiche di autonomia strategica.
Quanto ai tassi, il Giappone dovrebbe inaugurare un ciclo di rialzi, mentre la Fed dovrebbe tagliare ancora, seppur in misura contenuta (tassi federali al 3,50% a fine 2026). Per la Bce, invece, il prossimo movimento sarà un rialzo, ma non prima del secondo semestre del 2027 (in linea con le previsioni di altri analisti).
BNP Paribas 2026
Gli analisti si attendono un’accelerazione dei mercati azionari (con le borse europee a 19%), sono rialzisti sul credito e vedono opportunità primarie nel segmento high yield. Per quanto riguarda le obbligazioni, si prevedono rendimenti in salita sulle scadenze lunghe.
Rischi principali sullo scenario base
Una diluzione delle posizioni sul tema AI potrebbe arrecare danni consumi e investimenti; l’inflazione potrebbe riprendere, causata da uno stimolo monetario eccessivo negli USA, dagli shock geopolitici sui prezzi dell’energia (non solo Medio Oriente, ma anche Russia-Ucraina) o da dinamiche interne ai mercati emergenti (Ungheria, Polonia, Colombia, Brasile). Infine, ci potrebbe essere il rischio di una nuova incertezza tariffaria e delle politiche commerciali Usa. Per esempio, una sentenza della Corte Suprema Usa potrebbe dichiarare incostituzionali i dazi reciproci. Ciò potrebbe riaccendere l’incertezza, con ripercussioni negative tanto sulla fiducia che sulla crescita.
Il nuovo anno si prospetta come un anno di crescita moderata, con l’Eurozona potenziale sorpresa positiva. Tuttavia, il percorso non è scevro di rischi: persistenza inflazionistica, tensioni geopolitiche, terremoti sui mercati.

