- Il Bitcoin supera i 122mila dollari e batte il precedente picco di maggio, quando aveva oltrepassato la soglia dei 110mila dollari
- Diodovich (IG Italia): “Le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed e un indebolimento del dollaro Usa favoriscono gli asset rischiosi, incluse le criptovalute”
Il Bitcoin ha toccato un nuovo record storico, superando i 122mila dollari e battendo il precedente picco di maggio, quando aveva oltrepassato per la prima volta la soglia dei 110mila dollari. Il massimo arriva durante la cosiddetta “Crypto week”, in programma dal 14 al 20 luglio negli Stati Uniti, con il Congresso che sta discutendo alcune norme fondamentali per regolamentare le stablecoin e chiarire la struttura del mercato delle criptovalute. Ma cosa c’è dietro il rally e dove può arrivare il Bitcoin nel 2025?
I flussi in ingresso negli Etf Bitcoin
“I nuovi record, in continuo aggiornamento, non sono frutto di euforia passeggera ma di forze strutturali che confermano una domanda crescente”, osserva Ferdinando Ametrano, amministratore delegato di CheckSig. “In particolare, gli impressionanti flussi finanziari in continuo ingresso negli Etf Bitcoin testimoniano che gli investitori statunitensi aspettavano solo un intermediario affidabile per poter entrare nel mercato. A ciò si aggiunge un contesto normativo che, almeno sul piano delle intenzioni, appare sempre più favorevole”, aggiunge l’esperto.
Per Josh Gilbert, market analyst di eToro, i guadagni delle ultime settimane riflettono non soltanto un aumento della domanda ma anche una “crescente maturità del Bitcoin come asset class”. L’analista evidenzia tra l’altro come l’adozione da parte del pubblico retail sia ancora agli albori. “Il Bitcoin come componente di un portafoglio di investimento rappresenta oggi solo una piccola parte del mercato, offrendo così un enorme potenziale di crescita per le criptovalute nel prossimo decennio”, sostiene l’esperto.
A intervenire sul tema è anche Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, che sottolinea invece come le aspettative sulla traiettoria dei tassi d’interesse firmata Federal Reserve e l’indebolimento del dollaro Usa favoriscano gli asset rischiosi, incluse le criptovalute. “A differenza delle azioni tradizionali, Bitcoin si comporta sia come “oro digitale” sia come asset rischioso, attraendo in un contesto di maggiore appetito per il rischio da parte di investitori e trader”, dice Diodovich.
Dove può arrivare il Bitcoin nel 2025
Secondo Ametrano, se la cripto dovesse continuare ad affermarsi come riserva di valore, potrebbe sfiorare i 140-150mila dollari entro la fine dell’anno. “Quel livello sarà facilmente superato quando il mercato europeo degli intermediari finanziari tradizionali fornirà servizi di investimento cripto: inevitabile che accada nei prossimi 12-28 mesi. Ovviamente, è importante ricordare sempre che si tratta di un asset volatile: l’investimento richiede consapevolezza, disciplina e una visione di lungo termine”, avverte il ceo. Eugenio Sartorelli, membro del comitato direttivo di Siat intercettato da We Wealth, ritiene che i prezzi del Bitcoin e dell’azionario americano siano al momento “piuttosto tirati al rialzo” e che pertanto potrebbero avere bisogno di una fase di assestamento. “Mi attendo una fase più rialzista tra ottobre e novembre, con proiezioni di prezzo tra 150mila e 160mila dollari”, dice Sartorelli.
La Crypto Week in calendario negli States
Come anticipato in apertura, il nuovo record del Bitcoin arriva durante la Crypto Week, in calendario negli States. Le leggi sotto la lente del Congresso sono sostanzialmente due: il “Genius Act”, che introduce delle norme di riserva e audit per le stablecoin, e il “Clarity Act” che, insieme ad altre normative correlate, punta a una supervisione federale dei token. “Le istituzioni americane hanno già affrontato i temi cruciali per l’ecosistema: la costituzione di una riserva strategica Bitcoin e la definizione di un quadro chiaro per le stablecoin. Una regolamentazione equilibrata e coerente, come sembra affermarsi in Europa nonostante il ritardo del regolatore italiano, rafforzerà ulteriormente la fiducia degli investitori. Al contrario, incertezza o conflittualità politica potrebbero alimentare nuove fasi di volatilità”, conclude Ametrano.

