Banca d’Italia: cosa fa (ed è privata o pubblica?)

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Chi riceve gli utili della Banca d’Italia, chi sono gli azionisti, quanto costa allo Stato il suo funzionamento? Ecco le risposte, documentate

Indice

La Banca d’Italia è pubblica o privata? E cosa fa esattamente, visto che a decidere i tassi, con l’introduzione dell’euro è la Bce?
La Banca d’Italia è un membro dell’Eurosistema, il sistema composto dalla Banca Centrale Europea e dalle banche centrali dei Paesi dell’Unione europea che hanno adottato l’euro. Assieme alle altre banche dell’Eurosistema, Bankitalia concorre alle decisioni di politica monetaria attraverso la partecipazione del suo governatore al Consiglio direttivo della Bce e ne attua le decisioni sul territorio nazionale, collaborando nella gestione operativa del sistema finanziario europeo.

Quindi la sua funzione sulla politica monetaria rimane attiva, per quanto condivisa con altri soggetti.

Ma Banca d’Italia ha anche molte altre funzioni.

La missione per la stabilità dei prezzi e del sistema finanziario

La Banca d’Italia, come la Bce, persegue due grandi obiettivi: la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria.
In quest’ultimo ambito, la banca centrale promuove il buon funzionamento del sistema dei pagamenti, supervisiona gli intermediari, partecipa alla prevenzione delle crisi bancarie e rafforza la solidità del sistema finanziario nel suo complesso. La Banca ha sede centrale a Roma, ma opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di filiali e succursali, che garantiscono il collegamento con il tessuto economico locale, supportano le attività di vigilanza, offrono servizi ai cittadini e curano l’attività di analisi economica territoriale.

Le Funzioni Fondamentali della Banca d’Italia

Politica Monetaria

Come accennato, la Banca d’Italia contribuisce alle decisioni di politica monetaria della Bce partecipando ai lavori tecnici e strategici che definiscono le manovre sui tassi d’interesse e sulla liquidità del sistema bancario. L’obiettivo? Mantenere l’inflazione vicina al 2% nel medio termine, come stabilito dalla strategia della Bce.

Vigilanza Bancaria e Finanziaria

La Banca d’Italia esercita vigilanza prudenziale su banche, gruppi bancari e intermediari finanziari – al netto delle grandi banche vigilate direttamente dalla Bce.
Tale funzione si esplica attraverso controlli documentali e ispettivi; promozione della trasparenza nei rapporti tra banche e clientela; ma anche con il decisivo monitoraggio della solidità patrimoniale e organizzativa degli operatori.

Sistema dei Pagamenti

La Banca promuove l’efficienza e la sicurezza del sistema dei pagamenti e gestisce o co-gestisce infrastrutture fondamentali come: TARGET2: per pagamenti interbancari in tempo reale e in moneta di banca centrale o TIPS: per i pagamenti istantanei, attivo 24 ore su 24.

Tesoreria dello Stato e gestione delle riserve

La Banca d’Italia svolge il servizio di Tesoreria per lo Stato, curando incassi, pagamenti e regolamenti legati al debito pubblico. Collabora con il Mef nella definizione della politica di emissione dei titoli e nel calcolo del “Rendistato”. Gestisce inoltre le riserve ufficiali in valuta e una quota delle riserve della Bce, contribuendo così alla credibilità dell’Eurosistema e alla possibilità di intervenire sul mercato dei cambi. Significativa è anche la riserva aurea della Banca d’Italia, la terza maggiore a livello globale. La Banca d’Italia, inoltre, produce, emette e controlla le banconote in euro per il territorio nazionale.

La Storia della Banca d’Italia

La Banca nacque nel 1893 dalla fusione di tre istituti preunitari. L’obiettivo era quello di centralizzare l’emissione monetaria e garantire maggiore stabilità al sistema bancario italiano. Con la riforma bancaria del 1936, la Banca d’Italia divenne Istituto di diritto pubblico. Venne rafforzato il suo ruolo di vigilanza e le furono attribuite competenze esclusive in materia di politica monetaria. Dopo la seconda guerra mondiale, la Banca accompagnò la ricostruzione e lo sviluppo economico italiano. Molto noto e controverso è il cosiddetto “divorzio” con il Tesoro, attuato nel 1981: questo segnò la fine dell’obbligo di acquisto dei titoli di Stato invenduti, aprendo una fase di maggiore indipendenza nella gestione della politica monetaria. L’obiettivo era quello di ridurre la monetizzazione del debito e sottrarre in qualche modo questo potere al controllo della politica (aumentando la credibilità della lotta all’inflazione). Tuttavia, negli anni immediatamente successivi a questo divorzio la spesa per interessi aumentò, contribuendo all’aumento del debito pubblico, cui corrispose negli stessi anni un calo dell’inflazione.

Con l’avvio dell’Unione Economica e Monetaria, la Banca d’Italia entrò nel Sistema europeo delle banche centrali e, dal 1999, partecipa attivamente alla politica monetaria unica dell’Eurozona.

Organizzazione e Governance

Il Governatore presiede il Direttorio, partecipa al Consiglio direttivo della Bce ed è responsabile della direzione generale dell’Istituto. La sua voce è decisiva nel coordinamento tra l’Italia e l’Eurosistema. Viene nominato dal presidente della Repubblica su indicazione del premier.

Il Direttorio è composto dal Governatore e da tre Vice Direttori Generali.
Coordina l’attuazione delle funzioni istituzionali, propone il piano di riparto degli utili e adotta provvedimenti tecnici e amministrativi. Il Consiglio Superiore è l’organo di indirizzo e controllo.
Composto da membri eletti tra i partecipanti al capitale, approva modifiche allo statuto, il bilancio e le proposte relative alla destinazione dell’utile netto.

Servizi per il Cittadino di Bankitalia

Fra i principali servizi che la Banca d’Italia offre alla cittadinanza ne ricordiamo tre:

  1. La Centrale dei Rischi raccoglie informazioni su prestiti e garanzie concesse da banche e intermediari. I cittadini possono richiedere gratuitamente l’accesso ai propri dati per verificare la propria esposizione creditizia.
  2. L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema alternativo di risoluzione delle controversie tra clienti e intermediari. La Banca d’Italia ne garantisce il funzionamento, assicurandone autonomia, imparzialità e accessibilità.
  3. Il portale di educazione finanziaria “L’Economia per Tutti”. Attraverso il sito dedicato, la Banca promuove l’alfabetizzazione finanziaria degli italiani, offrendo strumenti per migliorare la comprensione dei prodotti bancari e fare scelte consapevoli su risparmio, credito e previdenza.

Chi sono gli azionisti della Banca d’Italia?

Il capitale della Banca d’Italia è di 7,5 miliardi di euro, suddiviso in quote da 25.000 euro ciascuna. Le quote possono essere detenute da: banche e assicurazioni con sede in Italia; fondazioni bancarie (ex-legge 153/1999); enti di previdenza e fondi pensione.

A partire dal 2022, nessun partecipante può possedere più del 5% del capitale. Le quote eccedenti tale soglia non danno diritto né a voto né a dividendi: i relativi utili sono accantonati nelle riserve statutarie.

Gli utili di Bankitalia possono andare agli azionisti? Si, ma solo in minima parte, fino alla misura massima del 6% del capitale. Il grosso dei profitti della Banca d’Italia (e della Bce), infatti, sono versati nelle casse degli Stati, decurtati delle spese per il funzionamento della banca centrale stessa. Più nel dettaglio, allo Stato spetta l’intero utile residuo dopo le destinazioni a riserva e i dividendi ai partecipanti, che per Statuto non possono superare complessivamente il 46% dell’utile netto.

Gli azionisti sono privati: allora la Banca d’Italia è privata?

No. La Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico. Il fatto che banche e fondazioni possano detenere quote non ne muta la natura pubblica. Gli azionisti non possono interferire con le sue decisioni istituzionali, né controllarne le scelte operative. La governance e le sue funzioni restano indipendenti e orientate all’interesse generale.

Domande frequenti su Banca d’Italia: cosa fa (ed è privata o pubblica?)

Qual è la missione principale della Banca d'Italia?

La missione principale della Banca d'Italia è garantire la stabilità dei prezzi e la solidità del sistema finanziario. Questo include la vigilanza sulle banche e sugli intermediari finanziari per prevenire rischi sistemici.

In che modo la Banca d'Italia contribuisce alla politica monetaria dell'eurozona?

La Banca d'Italia è un membro dell'Eurosistema e partecipa alle decisioni di politica monetaria attraverso la presenza del suo governatore nel Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE). La BCE è l'organo che decide i tassi di interesse per l'area euro.

La Banca d'Italia è un ente pubblico o privato?

Sebbene gli azionisti della Banca d'Italia siano privati, la sua natura operativa e le sue funzioni la collocano in una posizione di rilievo pubblico. La sua attività è orientata al perseguimento di obiettivi di interesse generale per l'economia.

Quali sono le altre funzioni svolte dalla Banca d'Italia oltre alla politica monetaria e alla vigilanza?

Oltre alla politica monetaria e alla vigilanza bancaria e finanziaria, la Banca d'Italia gestisce il sistema dei pagamenti e svolge funzioni di Tesoreria dello Stato, inclusa la gestione delle riserve valutarie.

Chi decide i tassi di interesse nell'area euro dopo l'introduzione dell'euro?

A partire dall'introduzione dell'euro, la decisione sui tassi di interesse per l'intera area euro è di competenza della Banca Centrale Europea (BCE). La Banca d'Italia, come parte dell'Eurosistema, contribuisce a queste decisioni.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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