Il ciclone AI si abbatte sulle azioni di reti e wealth manager: il perché

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Un robot consegna pile di denaro a una donna d'affari e a un uomo d'affari, con un grande schermo che mostra grafici e dati sullo sfondo, a rappresentare la tecnologia finanziaria o gli investimenti guidati dall'intelligenza artificiale.

L’annuncio di nuovi strumenti di AI riaccende i timori di disintermediazione nel wealth management. Dai grandi nomi delle reti italiane alle banche commerciali, il mercato inizia a prezzare il rischio che una parte delle masse — e delle commissioni — possa migrare verso soluzioni fintech a basso costo

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Dopo il comparto software, il timore delle nuove applicazioni di intelligenza artificiale ha colpito, come un angelo sterminatore, le azioni esposte al business della gestione patrimoniale in tutto il mondo. Una falce che si è abbattuta su titoli come FinecoBank (-9%), Banca Mediolanum (-7,6%), Banca Generali (-7%) e Azimut Holding (-4,7%). Ribassi sostenuti anche per le banche commerciali come UniCredit e Intesa Sanpaolo (-3% e -2,5% rispettivamente), a dimostrazione di come il mercato abbia letto la novità come un rischio sistemico per l’intero ecosistema della consulenza. Il tutto mentre il Ftse Mib cede lo 0,7%.

Il copione ricalca quello già osservato dopo il rilascio di un nuovo applicativo per l’analisi legale da parte di Anthropic, proprietaria del chatbot Claude, che aveva messo sotto pressione i titoli del software professionale: se l’AI è in grado di svolgere attività ad alto valore aggiunto — revisione contratti, compliance, analisi documentale — che senso ha continuare a pagare costose sottoscrizioni? La narrativa è la stessa: l’innovazione non distrugge subito il settore, ma ne comprime le rendite.

Anche nel calo innescato martedì c’è un annuncio simile. La fintech statunitense Altruist ha presentato un tool di intelligenza artificiale capace, secondo quanto comunicato, di creare strategie fiscali personalizzate interpretando documenti finanziari — buste paga, estratti conto, dichiarazioni — senza necessità di inserimento manuale dei dati. Altruist, fondata da ex professionisti di Wall Street, punta ad assistere direttamente i consulenti nella costruzione di strategie fiscali “su misura” in pochi minuti.

Il nodo: produttività o disintermediazione?

Il punto, tuttavia, è un altro: se lo sviluppo di questi strumenti dovesse progressivamente spostarsi dal supporto al consulente all’interazione diretta con il cliente finale, una fetta delle masse potrebbe migrare verso servizi meno remunerativi. Nel wealth management la questione è dibattuta da tempo: quante masse — e soprattutto quante commissioni ricorrenti — potrebbero essere erose da piattaforme fintech in grado di offrire asset allocation, ribilanciamenti automatici, ottimizzazioni fiscali e pianificazione finanziaria a costi drasticamente inferiori rispetto a quelli di una rete fisica?

L’adozione dell’AI nella vita quotidiana potrebbe modificare le abitudini della clientela, mettendo in discussione un modello che ha storicamente posto l’essere umano al centro. Il valore della consulenza tradizionale non è solo tecnico, ma relazionale: una mano da stringere, qualcuno con cui discutere obiettivi, paure, successione, passaggi generazionali.

Nel segmento di massa, il rischio teorico è evidente: se il valore aggiunto diventa l’algoritmo che costruisce e ribilancia il portafoglio, il cliente potrebbe voler pagare direttamente la tecnologia anziché l’intermediazione umana che la utilizza.

Fiducia, margini e lo scenario che il mercato sta prezzando

Per ora, i manager del settore minimizzano eventualità di questo tipo e rilanciano: l’AI viene vista come uno strumento di produttività per potenziare i consulenti, non per sostituirli. La scommessa è che la maggioranza dei clienti continuerà a preferire un interlocutore umano quando si parla di soldi.

Eppure un dato merita attenzione: già nel 2022 la Consob rilevava che circa il 20% degli italiani assistiti da un consulente non prova piena fiducia nei suoi confronti. Un numero non trascurabile, che apre interrogativi sulla fedeltà della clientela qualora emergessero alternative percepite come più imparziali, trasparenti e a basso costo.

Il sell-off di questi giorni, in fondo, non certifica un cambiamento strutturale già avvenuto. Ma segnala che il mercato sta iniziando a prezzare uno scenario in cui la tecnologia non si limita ad affiancare la consulenza: potrebbe, almeno in parte, ridisegnarne i margini.

Domande frequenti su Il ciclone AI si abbatte sulle azioni di reti e wealth manager: il perché

Quali settori finanziari sono stati colpiti dalle nuove applicazioni di intelligenza artificiale secondo l'articolo?

L'articolo indica che, dopo il comparto software, le azioni esposte al business della gestione patrimoniale sono state colpite negativamente. Anche le banche commerciali hanno registrato ribassi, suggerendo un impatto più ampio sul settore finanziario.

Quali specifiche società di gestione patrimoniale hanno subito cali significativi nel valore delle loro azioni?

Tra le società menzionate che hanno visto cali nelle loro azioni figurano FinecoBank (-9%), Banca Mediolanum (-7,6%), Banca Generali (-7%) e Azimut Holding (-4,7%). Questi ribassi evidenziano l'impatto del 'ciclone AI' su questo segmento.

In che modo l'intelligenza artificiale sta influenzando il mercato delle azioni di reti e wealth manager?

Il mercato sta prezzando uno scenario in cui le nuove applicazioni di intelligenza artificiale potrebbero portare a una disintermediazione o a una riduzione della produttività per questi operatori. Questo timore si riflette nei recenti cali delle loro quotazioni azionarie.

Quali sono le principali preoccupazioni del mercato riguardo all'impatto dell'AI sulla gestione patrimoniale?

Le preoccupazioni principali riguardano la potenziale disintermediazione dei servizi offerti dai wealth manager e l'impatto sulla loro produttività. Inoltre, si considerano le implicazioni per la fiducia degli investitori e i margini di profitto del settore.

L'impatto dell'AI si limita solo alle società di gestione patrimoniale o coinvolge anche altri attori del settore bancario?

L'articolo suggerisce che l'impatto non è limitato alle sole società di gestione patrimoniale. Anche banche commerciali come UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno registrato ribassi, indicando che il mercato sta valutando un effetto più esteso sull'intero settore bancario.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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