Il mercato giapponese ha raggiunto un nuovo massimo storico all’indomani della vittoria schiacciante del partito della premier Sanae Takaichi, che alle elezioni anticipate consolida la sua leadership conquistando il margine parlamentare più forte dal Dopoguerra. L’indice TOPIX è cresciuto dell’8,8% da inizio anno, confermando la sovraperformance su Europa (+3% Euronext 500) e Stati Uniti (+0,9% S&P 500).
Takaichi ha promesso una “politica fiscale responsabile e attiva”, che si compone di sgravi fiscali sui consumi, maggiore spesa pubblica per la difesa, una vicinanza politica rafforzata verso gli Stati Uniti e una maggiore autonomia dalle catene del valore cinesi. A tutto questo si sono associati, sin dai primi mesi di mandato, il favore dei mercati azionari ma anche turbolenze sul debito a lungo termine e sulla tenuta dello yen. Quest’ultimo fattore risulta decisivo nel fare la tara corretta alle performance del mercato azionario giapponese.
Per l’investitore europeo, la performance a 12 mesi dell’indice TOPIX, pari al 38,44%, si riduce per effetto dei cambi in area +20% – comunque al di sopra dell’azionario europeo, in rialzo di circa 13%, e ben più del mercato statunitense, dove l’effetto cambio negativo sull’euro (-13,4%) lascia sul tavolo un risicato +1,4%.
Stabilità politica e svolta fiscale
Il mercato, nonostante i rischi legati al cambio e al debito pubblico, ha interpretato con favore la stabilità politica che si prospetta da qui in avanti per Tokyo. L’LDP, la formazione che fa capo a Takaichi, conta 316 seggi (la maggioranza è a 310), che diventano 352 su 465 considerando l’intera coalizione. Si tratta di “una maggioranza qualificata alla Camera bassa che renderà ancora più facile approvare leggi”, ha sottolineato Lee Hardman, Senior Currency Analyst di MUFG Bank. “Ciò significa che qualsiasi disegno di legge respinto dalla Camera alta, dove la coalizione non ha la maggioranza, potrebbe essere superato e approvato nuovamente alla Camera bassa.”
Le priorità di Takaichi saranno innanzitutto fiscali, con l’abbattimento per due anni dell’imposta sui consumi sui prodotti alimentari, pari all’8%, con l’obiettivo di sostenere le famiglie colpite dal ritorno dell’inflazione nel Paese (rimasta sopra il 3% per gran parte del 2025).
Difesa, debito e prospettive per l’azionario
L’altro focus del governo sarà di natura strategica: la postura politica giapponese potrebbe allinearsi maggiormente alle attese statunitensi sulla spesa militare. “Sebbene il Giappone abbia iniziato ad allontanarsi dalla sua tradizionale postura ‘pacifista’ già durante l’era Abe, continua a destinare alla sicurezza risorse relativamente contenute”, ha dichiarato a We Wealth Tom Bailey, Head of Research di HANetf. “Nel 2024, per esempio, la spesa si è attestata intorno all’1,4% del PIL, ben al di sotto dei livelli di molti Paesi europei membri della NATO. Questo quadro è destinato a cambiare, e il mandato di Takaichi potrebbe rappresentare un fattore determinante per accelerare il processo.”
La stessa premier è considerata relativamente un falco sui temi della sicurezza e ha dichiarato che, in caso di un attacco della Cina a Taiwan, anche il Giappone interverrebbe. “Nell’attuale contesto di crescenti tensioni nell’Indo-Pacifico e di progressivo indebolimento dell’ombrello di sicurezza statunitense, ci aspettiamo che la spesa per la difesa del Giappone inizi ad avvicinarsi al 3% del PIL. I nostri calcoli indicano che raggiungere il 3% entro il 2030 potrebbe portare il budget annuo della difesa da 55 miliardi di dollari a 135 miliardi di dollari.”
Oltre alla difesa, il governo Takaichi ha già individuato 17 settori strategici, tra cui minerali critici, quantum computing, biotecnologie e meccanica di precisione, tutti ambiti che potrebbero catalizzare l’interesse degli investitori. Il piano di stimoli fiscali atteso, pari a 130 miliardi di dollari, rappresenta tuttavia un peso aggiuntivo sul debito pubblico che, per effetto della svolta espansiva, potrebbe deteriorarsi ulteriormente, con una spesa per interessi in aumento.
“L’aumento dei tassi di interesse è destinato a far crescere la spesa per interessi netti come quota delle entrate pubbliche, da circa l’1,2% nel 2025 a quasi il 6% entro il 2030, complicando gli sforzi di consolidamento fiscale”, ha sottolineato Eiko Sievert, Executive Director di Scope Ratings. “I deficit di bilancio sono attesi in aumento nei prossimi anni, dall’1,6% del PIL nel 2025 a oltre il 5% del PIL entro il 2030. In assenza di un significativo rafforzamento della crescita economica, il quadro fiscale potrebbe ulteriormente indebolirsi.”
Le prospettive per l’azionario giapponese, tuttavia, continuano a convincere gli analisti. Secondo UBS Wealth Management, nonostante il TOPIX sia in rialzo di quasi il 20% da settembre, quando il giudizio è stato rivisto a Attractive, il mercato giapponese avrebbe ancora margini di apprezzamento. La crescita degli utili resta solida, sostenuta da fondamentali robusti e dal passaggio verso una “buona” inflazione, favorita dal recupero dei salari reali. UBS stima un’accelerazione della crescita degli utili dal 4% dell’anno fiscale 2025 al 10% nel 2026.
Le valutazioni sono salite, con un P/E forward a 17,3x, ma l’atteso miglioramento del ROE e la progressiva rimozione del freno agli utili legato ai dazi dovrebbero giustificare multipli più elevati. Inoltre, la super-maggioranza politica potrebbe riattivare gli afflussi di capitale estero, anche perché il posizionamento degli investitori internazionali resta complessivamente neutrale.
“Vediamo spazio per ulteriori rialzi”, conclude UBS WM, “in particolare nei settori che beneficiano delle politiche domestiche (difesa, banche, immobiliare, IT services) e dei temi globali (energia, data center, automazione, selezionati titoli auto)”.e.

