Usa: 10 città in cui le donne ottengono stipendi a sei cifre

Rita Annunziata
1.6.2022
Tempo di lettura: 3'
San Jose, San Francisco e Washington. Ma non solo. Un’indagine di GoodHire rivela quali sono le città in cui le donne possono guadagnare 100mila dollari o più

Nel 1960 le donne guadagnavano solo 60 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini. Oggi a vantare gli stipendi più elevati negli Stati Uniti sono le lavoratrici di San Jose, San Francisco e Washington

Solo l’11% della componente femminile della popolazione vanta stipendi a sei cifre a fronte del 21% di quella maschile. Le donne hanno bisogno di lavorare 62 giorni in più per guadagnare la stessa cifra degli uomini

La pandemia, nella primavera di ormai due anni fa, ha innescato la più grande perdita di posti di lavoro dalla Grande Depressione. Una situazione che, da una parte all’altra del globo, ha colpito in modo sproporzionato soprattutto la componente femminile della popolazione. Con quasi 2,3 milioni di donne che hanno lasciato il mercato del lavoro solo negli Stati Uniti tra febbraio 2020 e febbraio 2021. Da allora la situazione appare migliorata, al punto che si stima un ritorno ai livelli occupazionali pre-covid entro il mese di agosto. Una nuova analisi di GoodHire, sulla base dei dati dell’Us Census Bureau, ha analizzato quali sono le città in cui le donne hanno maggiori probabilità di ottenere stipendi a sei cifre nel contesto attuale. E quali quelle che stanno finalmente chiudendo la partita con il gender pay gap.


Nel 1960, ricordano i ricercatori, le donne guadagnavano solo 60 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini. Oggi a vantare gli stipendi più elevati negli Stati Uniti sono le lavoratrici di San Jose (70.743 dollari in media all’anno), San Francisco (70.597 dollari), Washington (65.344 dollari), Stamford (62.860 dollari) e Boston (61.202 dollari). Coloro che cercano una retribuzione non inferiore ai 53mila dollari non dovrebbero guardare oltre la top10, che include anche Seattle (57.541 dollari), New York (56.917 dollari), Hartford (56.796 dollari), Baltimore (55.499 dollari) e Poughkeepsie (53.465 dollari). 


Per ottenere invece stipendi a sei cifre (100mila euro o più) bisogna guardare a San Jose (dove il 34% delle donne ottiene cifre simili), San Francisco (31%), Washington (25%), Stamford (25%) e Boston (21%). Completano la top10 New York (21%), Seattle (20%), Baltimore (17%), Thousand Oaks (17%) e Hartford (16%).

Complessivamente, tuttavia, in America persiste chiaramente un divario retributivo di genere. Le donne, a livello nazionale, guadagnano solo l’81% di quello che guadagnano gli uomini e il loro stipendio medio è di oltre 10mila dollari inferiore rispetto ai colleghi. Inoltre, solo l’11% della componente femminile della popolazione vanta stipendi a sei cifre a fronte del 21% della componente maschile. Senza dimenticare che le donne hanno bisogno di lavorare 62 giorni in più per guadagnare la stessa cifra degli uomini. 


Un aspetto al quale dovrebbero prestare attenzione gli stessi datori di lavoro. Anche perché, spiegano i ricercatori, le aziende che offrono una parità di retribuzione tra uomini e donne sono maggiormente in grado di creare una forza lavoro competitiva che garantisce una serie di vantaggi organizzativi: attrarre i migliori talenti, aumentare la motivazione e migliorare la fidelizzazione, tra gli altri. 


Certo non manca chi ne sta già prendendo atto, con il 66% delle organizzazioni che intende realizzare un’analisi dell’equità retributiva entro la fine dell’anno, secondo un sondaggio della società statunitense di cloud computing Payscale. Tra le città che mostrano i gender pay gap più contenuti, stando all’indagine di GoodHire, ci sono intanto Los Angeles (dove le donne guadagnano il 91% di quello che guadagnano gli uomini), Durham, Fresno, Fort Myers e Miami. Sul versante opposto si posizionano invece Provo, Baton Rouge, Ogden, San Jose e Detroit. 

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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