Imprese: Unione europea verso una tassazione “unica”

Rita Annunziata
19.5.2021
Tempo di lettura: 3'
La Commissione Ue ha adottato una comunicazione sulla tassazione delle imprese, con l'obiettivo di promuovere un sistema fiscale equo ed efficiente. Ecco le prossime tappe

Il nuovo quadro di riferimento, nei piani della Commissione europea, sarà presentato entro il 2023 e punterà a ridurre gli oneri amministrativi e i costi di conformità, ma anche abbattere gli ostacoli fiscali e l’elusione fiscale

Paolo Gentiloni: “Il rinnovo delle relazioni transatlantiche offre l’opportunità di compiere progressi decisivi verso una riforma fiscale globale. Dobbiamo lavorare per cogliere questa opportunità, proteggendo al contempo gli interessi fondamentali dell’Europa”

“È ora di ripensare la tassazione. Mentre le nostre economie stanno transitando verso un nuovo modello di crescita supportato dal Next generation Eu, anche i nostri sistemi fiscali devono adattarsi alle priorità del XXI secolo”. Con queste parole il commissario all'economia, Paolo Gentiloni, è intervenuto in occasione dell'adozione da parte della Commissione europea di una comunicazione sulla tassazione delle imprese. Un piano, sia di breve che di lungo termine, volto a supportare la ripresa post-covid della regione e a garantire entrate pubbliche adeguate per i prossimi anni. Ma anche a “creare un contesto imprenditoriale equo e stabile, in grado di potenziale una crescita sostenibile che sia fonte di occupazione”, scrive l'istituzione in una nota.
Il nuovo quadro di riferimento, nei piani della Commissione europea, sarà presentato entro il 2023 e punterà a ridurre gli oneri amministrativi e i costi di conformità, abbattere gli ostacoli fiscali e l'elusione fiscale, e costruire un contesto “più favorevole” per le imprese nel mercato unico. Il pacchetto sarà noto come “Business in Europe: framework for income taxation” (anche denominato “Befit”), rappresenterà un codice unico e “sostituirà la proposta in sospeso relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, che sarà ritirata”, precisa la Commissione. Come sottolineato da Il Sole 24 Ore, l'armonizzazione dei sistemi fiscali nazionali ha finora incontrato il disaccordo di paesi come l'Irlanda e il Lussemburgo che hanno fatto della tassazione un viatico per la competitività economica.
“La tassazione deve essere al passo con le nostre priorità e le nostre economie in evoluzione. Le nostre norme fiscali dovrebbero sostenere una ripresa inclusiva, essere trasparenti e chiudere la porta all'elusione fiscale. Dovrebbero anche essere efficienti per le imprese grandi e piccole”, ha incalzato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone. “La comunicazione odierna getterà le basi per un sistema di tassazione delle società in Europa adatto al XXI secolo, aiutandoci a costruire una società più equa e sostenibile”. Sulla stessa linea d'onda anche Gentiloni, che ha sottolineato come il rinnovo delle relazioni transatlantiche offra “l'opportunità di compiere progressi decisivi” anche “verso una riforma fiscale globale”. “Dobbiamo lavorare per cogliere questa opportunità, garantendo al contempo che un accordo internazionale protegga gli interessi fondamentali dell'Europa”, conclude.

Definita dunque un'agenda fiscale per i prossimi due anni, sulla base della tabella di marcia disegnata nel piano d'azione in materia fiscale presentato dalla Commissione lo scorso 15 luglio. Tra le misure delineate si evidenzia l'obiettivo di una maggiore trasparenza pubblica (proponendo la pubblicazione da parte delle imprese di grandi dimensioni delle loro aliquote fiscali effettive), il contrasto al ricorso abusivo alle società di comodo con nuovi interventi anti-elusione, e il sostegno alle imprese affinché finanzino le attività attraverso capitale proprio anziché ricorrere al debito. In conclusione, la Commissione ha poi adottato una raccomandazione sul trattamento nazionale delle perdite, che invita gli Stati membri “ad autorizzare il riporto delle perdite per le imprese almeno all'esercizio fiscale precedente”, spiega la nota. Un aspetto che potrebbe andare a vantaggio delle aziende redditizie nell'era pre-pandemica, che saranno in grado dunque di sanare le perdite subite nel 2020 e nel 2021 con le imposte pagate prima del 2020.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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