Sempre più donne leader nel mondo, ma l'Italia resta indietro

Rita Annunziata
22.2.2022
Tempo di lettura: 3'
In Italia le donne ai vertici aziendali rappresentano il 30%. Una quota in crescita rispetto al 2021, ma che la lascia ancora nelle retrovie a livello globale

In Italia le ceo sono cresciute al 20% (dal 18% dello scorso anno) e le senior manager al 30% (dal 29% del 2021)

Il volume di aziende che non prevede affatto la presenza di donne nel senior management è scivolato dal 23% al 12%

Apuleo: “L’impegno nell’accelerare le pari opportunità non è mai stato così importante quanto in questo momento storico”

Le donne che detengono posizioni di leadership, a livello globale, rappresentano il 32%. Una cifra ancora distante dal raggiungimento di una piena parità di genere, sebbene risulti in crescita di 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Ma che cela un'Italia ancora nelle retrovie.
Stando al nuovo rapporto annuale “Women in business” di Grant Thornton (parte del “Grant Thornton international business report” condotto su oltre 10mila aziende in 30 paesi), in Italia la quota di donne ai vertici aziendali raggiunge il 30% (+1% rispetto al 2021). Un dato che però non consente alla Penisola di raggiungere le prime posizioni a livello globale. Anzi. Che la vede rimanere in fondo alle 30 economie mondiali quando si parla di donne in posizioni di leadership. Eppure, le ceo sono cresciute al 20% (dal 18% dello scorso anno) e le senior manager al 30% (dal 29% del 2021). E, parallelamente, il volume di aziende che non prevede affatto la presenza di donne nel senior management è scivolato dal 23% al 12%.
Se poi si estende nuovamente lo sguardo al contesto globale, il Sudafrica è la regione che registra la quota più elevata di aziende con donne ai vertici (pari al 42%), seguita da Turchia e Malesia con il 40%. Quanto ai settori, spiccano in positivo l'healthcare col 39%, il turismo col 37% e l'estrazione con un ulteriore 37%. Sul versante opposto manifatturiero e trasporti, rispettivamente col 28 e 29% di donne leader. Cresce il numero di cfo donne al 37% (+1% rispetto al 2021) e di chief operating officer al 24% (+2%) mentre calano le ceo donne al 24% (-2%).

In questo contesto, il 95% dei leader del mid market sta intervenendo per favorire la diffusione di una cultura più inclusiva e più del 70% per costruire un ambiente di lavoro capace di attrarre e trattenere i talenti al femminile. Tra le principali azioni adottate in tal senso, si parla di promuovere il work-life balance nel 47% dei casi (+2% rispetto al 2021), introdurre pratiche di lavoro per coinvolgere tutte le figure professionali nel 44% (+7%) e disegnare un ambiente di lavoro in cui tutti si sentano liberi di condividere idee, problemi e domande sempre nel 44% dei casi (+1%).

“Per preservare quanto ad oggi ottenuto ed evitare inversioni di marcia è fondamentale insinuare all'interno di ogni organizzazione misure e azioni volte alla sensibilizzazione in tema di engagment&inclusion e a una cultura di ascolto”, osserva Martina Cellana, manager di Grant Thornton Financial Advisory Services. “Come donne è inoltre necessario far sentire la propria voce, non arrendersi e sfruttare i traguardi raggiunti per continuare a costruire un mondo professionale meritocratico ed equo, impegnandosi quotidianamente a scardinare uno status quo ancora ingombrante”. L'impegno nell'accelerare le pari opportunità, conclude Maria Grazia Apuleo (manager di Bernoni Grant Thornton), non è “mai stato così importante come in questo momento storico”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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