Ersel, un piano a tre frecce per la crescita futura

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
23.8.2022
Tempo di lettura: 5'
Archiviata l’integrazione con Banca Albertini, la “nuova” Ersel investe sullo sviluppo dell’offerta nei mercati privati, la valorizzazione di Simon Fiduciaria e la sede di Roma. Manovre in corso anche nel Veneto. Parla l'ad, Andrea Rotti

Ersel è una realtà da quasi 20 miliardi di masse, oltre 80 banker e sei mila clienti.

Andrea Rotti annuncia l’apertura delle nuova sede a Roma e i piani nel Veneto

Il piano di crescita passa attraverso il rilancio di Simon Fiduciaria e la crescita nei private market

Il nuovo presidio a Roma. La spinta sui servizi fiduciari. Il consolidamento dell’offerta nei private market. Sono i tre indirizzi strategici che Andrea Rotti, amministratore delegato di Ersel, ha tracciato per la seconda metà dell’anno (e oltre), a pochi mesi dal completamento dell’integrazione societaria e operativa tra la boutique finanziaria torinese e la Banca Albertini di Milano, che il 1°gennaio ha dato vita formalmente alla nuova Ersel Spa.


I numeri di Ersel e la nuova sede

Una realtà da quasi 20 miliardi di masse, oltre 80 banker e 6.000 clienti, che le consente di presentarsi al mercato con le spalle larghe del più grande wealth manager indipendente in Italia. 

Un bel biglietto da visita, celebrato dalla nuova prestigiosa sede di via Caradosso a Milano, acquistata nel 2018 e appena inaugurata. “Questo palazzo ha un significato simbolico, rappresenta la nostra identità – qui trovano spazio tutte le attività, il private banking, il wealth management allargato, i servizi fiduciari – testimonia la storica presenza nel capoluogo lombardo e la volontà di investire con una prospettiva strategica di ampio respiro”, dice Rotti a We Wealth.


Ersel apre uffici a Roma

“Anche i progetti su Roma stanno entrando nel vivo. A settembre avremo a bordo una storica sim, i cui quattro banker confluiranno in Ersel. Oltre alla sede romana – dice Rotti – vogliamo consolidare la nostra presenza in Veneto, dove abbiamo già dei clienti. Qui non c’è ancora nulla di concreto, ma posso dire che i colloqui sono a uno stadio avanzato”.


Il reclutamento di nuovi banker

Intanto il piano di crescita dimensionale annunciato a We Wealth sei mesi fa (leggi l’intervista) avanza: un paio di banker si sono già uniti alla squadra, altri reclutamenti sono in corso, in coerenza con gli obiettivi di inserire 2 o 3 professionisti all’anno

Profilo senior, portafogli sopra i 100 milioni di euro e una clientela interessata ad abbracciare un wealth management “allargato”: non solo gestione di portafoglio, ma anche ottimizzazione fiscale, analisi del rischio complessivo del patrimonio, anche detenuto presso altri intermediari, pianificazione successoria, governance della famiglia, servizi di intestazione fiduciaria. 

“Tutte queste attività ruotano attorno a Simon Fiduciaria. Anche su questo fronte stiamo lavorando a una novità che, nei prossimi mesi, ci porterà a rafforzare il presidio sei servizi di carattere non finanziario”.


La risposta degli investitori alla crisi dei mercati

La gestione delle attività mobiliari rimane, in ogni caso, il cuore dell’offerta. Non potrebbe essere diversamente, soprattutto in una fase di mercato così delicata dove – se si guarda alla fotografia dei rendimenti consegnati da inizio anno – è andato tutto male, dalle azioni ai bond, con poche eccezioni: biglietto verde ed energia

“La mia sensazione è che gli investitori, e i nostri clienti in particolare, abbiano dato prova di maggiori consapevolezza e maturità nell’affrontare la crisi dei mercati, soprattutto se la confrontiamo con gli episodi del 2000, 2008/9 e 2011/2. Dal 2020, qualcosa è cambiato nell’approccio degli investitori. Noi siamo comunque riusciti a realizzare unab, da inizio anno”, rivendica Rotti.


Ersel e l’offerta nei mercati privati

 “In questo contesto, i mercati privati rappresentano un utile completamento, che integra l’asset allocation tradizionale”. I clienti con un orizzonte temporale coerente con la natura illiquida dei private market “possono destinare a questo segmento fino al 10/15% del portafoglio”. 

La strategia di Ersel su questo fronte è chiara: “Puntiamo a diventare la porta d’accesso al private banking di soluzioni dedicate tipicamente alla clientela istituzionale”, argomenta l’ad. È la ratio con cui la banca ha avviato da tempo il suo percorso di penetrazione nel perimetro dei private market: nel 2019 con Muzinich, nel 2020 con Fondaco e nel 2021 con Equiter

“A luglio lanceremo una nuova soluzione focalizzata sul real estate. Anche nel venture capital ci stiamo muovendo. E poi partiremo con un altro progetto nel private equity. Tutte queste iniziative vedono i nostri azionisti coinvolti e perfettamente allineati”. La strada è segnata.

 

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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