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Giovanni Ronca alla guida del wealth integrato Ubs-Credit Suisse | WeWealth

Giovanni Ronca alla guida del wealth integrato Ubs-Credit Suisse

Rita Annunziata
8.9.2023
Tempo di lettura: 3'
Giovanni Ronca, ex Unicredit, assumerà la responsabilità delle operazioni di wealth management combinate di Ubs e Credit Suisse in Italia. Riporterà a Toby Vogel

Giovanni Ronca sarà di base a Milano e riporterà a Toby Vogel, capo del wealth management globale per l’Europa

La sua esperienza abbraccia diversi settori, dalle holding di famiglia all’investment banking, dal private equity all’automotive

Cambio della guardia ai vertici del wealth di Ubs. Dopo aver annunciato l’intenzione di integrare pienamente Credit Suisse in occasione della diffusione dei risultati trimestrali, il colosso svizzero si prepara ad accogliere un nuovo top manager. Si tratta di Giovanni Ronca, ex dirigente di Unicredit e Telecom Italia, che a partire dall’11 settembre assumerà la responsabilità delle operazioni di wealth management combinate di Ubs e Credit Suisse in Italia. Secondo una nota interna visionata da Bloomberg News, Paolo Federici manterrà il suo ruolo di responsabile del wealth di Ubs Italia, riportando a Ronca.


Chi è Giovanni Ronca, a capo del wealth di Ubs

Il banchiere, 50 anni, sarà di base a Milano e farà a sua volta riferimento a Toby Vogel, capo del wealth management globale per l’Europa. La sua esperienza manageriale abbraccia diversi settori, dalle holding di famiglia all’investment banking, dal private equity all’automotive. Dopo essersi laureato in economia all’Università di Torino, Ronca ha iniziato la sua carriera nella holding di partecipazioni Exor come analista finanziario. Dal 1998 al 2007 ha lavorato nell’area finanza del Gruppo Fiat (ora Stellantis) sia in Italia che negli Stati Uniti. Poi, l’ingresso in Unicredit, dove ha ricoperto diversi ruoli manageriali in Italia e negli Usa nell’ambito del corporate & investment banking nell’arco di 13 anni. 


Dal 1° settembre 2016 ha assunto l’incarico di co-head della rete di banche commerciali di Unicredit in Italia, con un focus sulle attività di corporate e wealth management, inclusi i prodotti di leasing e factoring. È stato vicepresidente di Unicredit Leasing e consigliere non esecutivo del Fondo italiano d’investimento e di Cordusio sim. Nel 2019 è stato nominato cfo del Gruppo Tim e presidente di Olivetti, ruoli che ha ricoperto fino alla primavera dello scorso anno. Più recentemente, è stato consulente di alcune società di investimento come Cvc Capital Partners.


Gli altri cambi della guardia ai vertici di Ubs

La nomina di Ronca rappresenta solo uno degli effetti della complessa integrazione di Ubs con Credit Suisse, facendo seguito al recente rinnovamento dei capi paese responsabili della banca elvetica in Europa, Medio Oriente e Africa. Ma si tratta della prima novità ai vertici dell’area italiana. Riccardo Mulone, veterano dell’istituto, è stato infatti confermato nel suo ruolo di country head, che comprende anche la gestione dell’unità di investment banking. Anche il mandato di Gabriele D’Agosta come amministratore delegato di Credit Suisse Italy è rimasto invariato.


Verso l’addio al marchio di Credit Suisse

Ubs è intanto alle prese con quella che Bloomberg definisce “una delle più complesse integrazioni nel settore bancario globale dalla crisi finanziaria”, nel tentativo di trattenere i clienti facoltosi e i talenti del private banking della sua ormai ex-rivale svizzera. Il colosso guidato da Sergio Ermotti ha archiviato il secondo trimestre dell’anno con un utile netto di 29,2 miliardi di dollari, al lordo di un avviamento negativo di 28,9 miliardi legato al salvataggio di Credit Suisse. Ubs global wealth management ha totalizzato nello stesso periodo una raccolta netta record di 16 miliardi di dollari, la seconda più alta su base trimestrale da oltre 10 anni. Ma Credit Suisse dovrà presto dire addio al suo marchio. Stando a quanto annunciato da Ermotti a fine agosto, Ubs e le attività svizzere di Credit Suisse opereranno infatti separatamente fino alla chiusura dell’operazione di fusione nel 2024; marchio e attività dell’istituto elvetico saranno a loro volta mantenuti fino al completamento della migrazione dei clienti in Ubs, che dovrebbe verificarsi nel 2025.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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