Arte islamica da Christie’s in asta, alla conquista di Londra

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Il 24 ottobre 2024, da Christie’s Londra si terrà l’asta Art of the Islamic and Indian Worlds including Rugs and Carpets, che offrirà sul suolo britannico più di cento anni di arte islamica

Indice

Il 24 ottobre 2024, da Christie’s Londra si terrà l’asta Art of the Islamic and Indian Worlds including Rugs and Carpets, che offrirà sul suolo britannico (e direttamente nelle sale di King Street) una selezione di oggetti da collezione quali tappeti, ceramiche, manuscritti, disegni e collectibles in metallo che ricomprendono più di cento anni di arte islamica. 

L’arte islamica in asta: tappeti rari che profumano d’Oriente

Dei 257 pezzi presenti ad oggi nel catalogo della casa d’aste, l’oggetto più interessante è il tappeto in seta chiamato Safavid “Polonaise”, probabilmente realizzato ad Isfahan, nella Persia centrale, all’inizio del diciassettesimo secolo. L’arazzo – che misura 5.45m x 2.24m – presenta i colori accesi e il filo d’argento tipici del gruppo Polonaise, molto amato dall’Europa barocca del 1600 ma non corrispondente al tradizionale gusto persiano. Il tappeto, fuori da tutti i radar e cataloghi sul genere, è stato ritrovato in Giappone e preservato fino al 2007 da una famiglia di Osaka (che lo possedeva da generazioni).

L’oggetto da collezione – la cui riscoperta è stata sottolineata più volte da Louise Broadhurst, International Head of Rugs and Carpets di Christie’s – verrà offerto agli incanti per una stima d’asta (stupefacente) compresa tra 1 e 2 milioni di pound. Un altro potenziale top lot è la coppia di bottiglie sasanidi bisellate a mano (di cui alcuni esemplari simili sono esposti al MoMA), create in Iran tra il sesto e il settimo secolo. Arricchite con motivi inusuali che richiamano quelli di Samarra e recanti una scritta in persiano (probabilmente legata a una tassa pagata durante il regno, i due vasi d’argento sono stimati tra i 200.000 e i 300.000 pound.  

Manoscritti e Corano da collezione

Notevoli sono anche alcuni libri appartenenti alla sezione manoscritti. Il primo, The Purports of Music, fu redatto dal compositore Abd Al-Qadir Al-Maraghi nel 1423. Dedicato al Sultano Ottomano Murad II, il testo (di cui esistono solo due copie), contiene le melodie immaginate da Abd Al-Qadir Al-Maraghi così come scritte con inchiostro rosso e nero.

Il libro, nei secoli studiato da compositori successivi, verrà offerto in sala con una stima compresa tra i 200.000 e i 300.000 dollari. La stessa stima d’asta è stata attribuita anche al il Kufic Qur’an Folio, ovvero un grande (39.6 x 54 cm) foglio riportante una sezione del Corano. Il manoscritto, redatto in Nordafrica tra il nono e il decimo secolo, era probabilmente parte di un libro posto come fulcro di una moschea del periodo Abbasid (si ritiene che la creazione di un volume del genere richiedesse un impegno non da poco, essendo necessarie le pelli di almeno mille pecore). 

Arte islamica in tutte le sue forme, dai dipinti agli argenti

Gli altri pezzi forti offerti agli incanti ricomprendono anche dipinti, disegni, gioielli e argenti. Il ritratto del sultano (con il regno più lungo dell’intero Impero Ottomano) Süleyman (Solimano) il Magnifico, realizzato dalla scuola di Cristofano dell’Altissimo a Firenze nel 1600 ca., verrà proposto in sala per una stima d’asta compresa tra i 200.000 e i 300.000 pound. Il quadro è particolarmente notevole, poichè si ritiene abbia introdotto l’immagine di Süleyman in Europa, diventando poi la base per le riproduzioni successive. Uno dei due disegni più rilevanti del catalogo Christie’s è l’acquerello Lineated Barbet (psilopogon zeylanicus) on a juniper tree, realizzato dal pittore indiano Zayn al-Din nel 1778 a Calcutta.

Parte dell’album creato da Sir Elijah e Lady Mary Impey, il disegno è stimato tra i 120.000 e i 180.000 pound. Infine, non possono mancare gioielli e argenteria. La bella collana da cinque fili di perle, parte della collezione di 19 preziosi indiani che sarà presentata a King Street, è forse il gioiello più importante dell’intera asta. Realizzata in India alla fine del diciannovesimo secolo, la collana è stimata tra i 40.000 e i 60.000 pound. Infine, per la categoria oggetti d’argento, troviamo l’ampolla Bidri realizzata in India tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo. Decorata in argento con le divinità della religione induista, l’ampolla verrà offerta con una stima d’asta a partire da 150.000 pound. 

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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