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Valanga rosa: italiane in carriera nel mondo dell’arte

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Teresa Scarale
Teresa Scarale, Clarice Pecori Giraldi

07 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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“Italiane” e “carriera” sono due parole che accostate l’una all’altra di solito si usano solo per lamentare una sotto rappresentazione, anche nel mondo dell’arte. Esiste però proprio in quest’ambito un corposo gruppo di figure femminili apicali, una vera e propria scia rosa che non è affatto una meteora. Eccole dunque, le stelle del pink power artistico italiano. Senza pretese di completezza

Mercato e gallerie d’arte, le stelle italiane

Nel mercato dell’arte contemporanea si staglia sicuramente Ida Pisani di Prometeo Gallery, galleria milanese che rappresenta artiste come Regina José Galindo (1974, Città del Guatemala) e Iva Lulashi (1988, Tirana). Poi le sorelle Francesca Kaufmann e Giulia Repetto della Galleria Kaufmann Repetto (Milano, New York), fresca di compleanno: vent’anni di successi grazie a scelte pink controcorrente e di grandissima qualità. La gallerista Monica De Cardenas, (Milano, Lugano, Zuoz) rappresenta anche artiste come la recentemente scomparsa Marisa Merz (protagonista dell’Arte Povera). Vi è poi Raffaella Cortese (Milano): alla sua artista Yael Bartana (Israele, 1970) si deve la nostra immagine di copertina, visibile dal vivo fino al 9 maggio 2020. Brilla pure il nome della visionaria Lia Rumma (Napoli, Milano), gallerista italiana di Marina Abramovic. Ancora, la bresciana Chiara Rusconi. Infine, l’art dealer Valentina Castellani, formatasi a New York da Larry Gagosian e punto di riferimento di tutto il mercato internazionale dell’arte.

Uscendo dal fronte contemporaneo non si può non annoverare fra le connazionali all’apice dell’Olimpo del mercato l’antiquaria Alessandra Di Castro, prima presidente donna dell’Aai (Associazione Antiquari Italiani), in carica dal 25 novembre 2019.

Italiane al top nella carriera dell’arte: curatrici e storiche dell’arte

La storica dell’arte e curatrice Gabriella Belli ha alle spalle una carriera ultra quarantennale. A lei si deve la nascita del Mart di Rovereto. Anche ideatrice del progetto museografico della casa-museo Palazzo Maffei a Verona, la Belli è dal 2011 a capo della Fondazione Musei Civici di Venezia, istituzione che riunisce 11 tra i più importanti della città, fra cui Palazzo Ducale, Ca’ Rezzonico, Correr, Ca’ Pesaro, Museo Fortuny, Palazzo Mocenigo, il Museo del Vetro. Nel 2011 la Belli ha ricevuto dal Ministro della Cultura francese l’onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere, nonché il Premio Icom Italia come migliore museologo dell’anno.

Anche Anna Coliva, direttrice generale della Galleria Borghese di Roma, è una storica dell’arte. A sedere sullo scranno più alto del museo Poldi Pezzoli di Milano è invece Annalisa Zanni, vera e propria anima della casa-museo, dapprima come conservatrice e poi come direttrice (dal 1999).

Cecilia Alemani è la direttrice della 59ma Biennale d’Arte (2021) di Venezia. Prima donna ad aver ottenuto la prestigiosa carica, era già stata nel 2017 curatrice del Padiglione Italia (57ma Biennale). La Alemani è anche responsabile e capo curatore dell’High Line Art, il caratteristico parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York. Non si può poi non annoverare nell’elenco la curatrice Ida Gianelli, una delle prime figure di spicco in Italia in questo campo. La storica dell’arte e curatrice Ilaria Bonacossa è invece al momento direttrice della fiera internazionale d’arte contemporanea Artissima di Torino. Ester Coen, storica dell’arte, è tra i massimi esperti di Futurismo e di Metafisica a livello globale. Infine, la storica e critica dell’arte Laura Laureati.

Carriera d’arte al top, non solo italiane. L’apertura internazionale del Belpaese

L’Italia si rivela anche luogo d’approdo per professioniste provenienti da altri Paesi. L’italo-statunitense Carolyn Christov-Bakargiev (padre bulgaro e madre italiana), che Francesco Bonami definisce “una delle migliori curatrici del mondo” ad esempio è attualmente direttrice del Castello di Rivoli (Torino). Nel 2012 la rivista britannica ArtReview l’aveva incoronata personalità più potente di tutta l’arte contemporanea. E non a torto. Nel suo sterminato curriculum la Christov-Bakargiev annovera anche la direzione artistica della seminale Documenta 13 (2008 – 2012) di Kassel. La sua, è stata una fra le più acclamate di tutte le edizioni, per rilevanza e qualità della ricerca. Nel 2019 ha vinto l’Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence, il più importante premio globale alla carriera curatoriale.

Kathryn Weir (precedentemente direttrice del Départment du Développement Culturel del Centre Pompidou di Parigi) invece è in carico alla direzione del bel Museo Madre di Napoli dallo scorso dicembre 2019. La tedesca Cecilie Hollberg infine dirige la Galleria dell’accademia di Firenze da fine gennaio 2020. Un felice ritorno il suo, dovuto al ripristino della riforma Franceschini.

Al MoMA, Paola Antonelli

L’architetta Paola Antonelli è invece la superstar italiana del MoMA di New York, lavorandovi dal 1994. È stata inoltre curatrice della mostra Broken Nature, dalla quale ha preso il nome la XXII Esposizione Internazionale (1/3/2019 – 1/9/2019) della Triennale di Milano. Broken Nature, impronta di tutta la XXII Triennale, indagava il ruolo “ricostituente” del design in un mondo in cui i legami fra umano e natura si sono spezzati. Curatrice del dipartimento di architettura e design del MoMA, Paola Antonelli è stata la prima ad aver fatto varcare a dei videogiochi la soglia del celebre museo, dedicandovi una mostra permanente nel dipartimento di design. Dalle parti del design fa capolino anche Maria Luisa Frisa, critica e curatrice, nonché professoressa ordinaria all’Università Iuav di Venezia, dove dirige il corso di laurea in Design della moda e Arti Multimediali.

Collezioniste d’arte, i nomi al top

Le pagine di Forbes incoronano comprensibilmente Miuccia Prada (Fondazione Prada) e Patrizia Sandretto (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo). La collezionista e mecenate Rosella Nesi (estimatrice anche di Alighiero Boetti, Carla Accardi, Luigi Ontani, Sandro Chia, Kounellis, Mimmo Paladino, Giulio Paolini) ha appena ricevuto (febbraio 2020) il premio Rinascimento+ a Firenze. Collezioniste da copertina sono però anche Daniela Memmo d’Amelio (Fondazione Memmo), Lidia Berlingieri Leopardi, Monica Sarti, Angela Missoni, Laura Colnaghi, Diana Bracco, dal 2011 nel Trustee’s Council della National Gallery of Art di Washington. Ancora, Letizia Moratti, Marina Nissim, Giovanna Rovati, Beatrice Trussardi, Barbara Maccaferri e Isabella Seragnoli.

Nelle case d’asta

Non si può non concludere questo excursus in rosa e tricolore con un cenno alle professioniste delle grandi case d’asta internazionali. Giovanna Bertazzoni è direttrice del Dipartimento di arte moderna e Impressionista di Christie’s Europa. Daniela Mascetti è invece direttrice del Dipartimento gioielli di Sotheby’s Europa. Claudia Dwek, è presidente del Dipartimento arte contemporanea, Sotheby’s Europa. Bianca Arrivabene infine è vice presidente di Christie’s Italia.

Per chiudere, impossibile non citare le restauratrici Paola Zanolini, Isabella Villafranca, Carlotta Beccaria, Barbara Feriani. E perché no, il mondo degli uffici stampa specializzati: Paola Manfredi, Lara Facco, la giovane Carlotta Poli.

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Teresa Scarale
Teresa Scarale , Clarice Pecori Giraldi
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