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Collezionare arte: una medicina senza effetti collaterali

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Chiara Massimello
Chiara Massimello

22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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Una ricetta per iniziare a collezionare arte. Parte da qui la rubrica di We Wealth “Pillole d’arte” di Chiara Massimello, storica dell’arte e consulente per Christie’s: dalla grancassa dell’industria e degli eventi allo “stupore ingenuo” che sempre deve guidare il cuore del collezionista

Il “grand tour” dell’arte

Da settembre è iniziato un vertiginoso susseguirsi di fiere d’arte antica e moderna. Inizia Londra con Frieze, la Biennale di antiquariato a Firenze, poi Parigi con Fiac, Art Berlin, Artissima a Torino, Paris Photo e da ultima è arrivata New York con le aste e Tefaf New York.

Il grand tour dell’arte è accompagnato da continue email delle gallerie che annunciano le loro inaugurazioni nelle diversi sedi (perché pare importante averne almeno due, possibilmente in emisferi opposti) e promuovono le manifestazioni a cui parteciperanno e alle quali saranno invitati i loro artisti.

A questo si aggiungono i siti specializzati che parlano d’arte, danno consigli e vendono opere e i musei che promuovono le loro mostre, i bookshop e le edizioni speciali a tiratura limitata. Poi ci sono le esposizioni imperdibili per ogni dove. Leonardo al Louvre, Antony Gormley alla Royal Academy, la Fondazione Prada, Il Guggenheim a Venezia, Il Castello di Rivoli e molte altre. Infine sono moltissimi i libri che si vorrebbero leggere: monografie, analisi del mercato e testi di critica.

Se tutto questo è lavoro, un lavoro bellissimo peraltro, può funzionare. Si viaggia, si vede, si conosce e si studia. A volte tuttavia mi domando se un’eccessiva sovraesposizione e sovrapproduzione non possano avere un effetto contrario in chi vive l’arte come passione e diletto e passa la maggior parte del tempo svolgendo un lavoro differente.

Collezionare arte, orientarsi fra competenza e “stupore ingenuo”

Non è semplice orientarsi tra gallerie, case d’asta e fiere d’arte e decifrare un mondo così articolato e in continua crescita. Ma credo sia importante non perdere mai l’ingenuità e la passione tipica di chi non è del mestiere e si avvicina all’arte con sguardo semplice e puro e saper scegliere interlocutori seri e affidabili come compagni di viaggio.

Se dovessi scrivere una ricetta per iniziare a collezionare, direi che gli ingredienti imprescindibili dovrebbero essere: emozione, conoscenza e passione.

L’emozione davanti all’opera d’arte è un sentimento che nasce da dentro, uno stupore ingenuo che catalizza l’attenzione e coglie sensazioni nel profondo. Non si studia e non si può imparare. E’ come un’intuizione. E’ la forza magnetica che in una mostra o in un museo ci fa arrestare davanti ad un’opera all’improvviso, fa nascere il sogno di possederla ed il desiderio di capire e conoscere di più.

L’emozione tuttavia non basta. Dopo essere stato “catturato dall’opera”, il collezionista vuole conoscere di più, approfondirne il significato, capire l’artista e scoprire il contesto da cui proviene. Si cominciano a valutare gli altri elementi che sono inevitabilmente parte dell’opera e che nel caso di acquisto possono diventare determinanti. Ossia la tecnica, la conservazione, l’autenticità, la provenienza e la datazione.

L’arte, l’unica vera protagonista

Vedere molto, conoscere sempre di più e approfondire tematiche specifiche alimentano in un temperamento curioso e vivace una vera passione. La passione è una ricerca continua, a volte è dedizione, è un coinvolgimento profondo e uno sviluppo inevitabile per chi si lascia conquistare da un amore che a volte può durare tutta una vita.

Infiniti possono essere i punti di partenza per iniziare a collezionare e molteplici i percorsi da seguire e gli obiettivi da raggiungere, tuttavia vera protagonista deve sempre  rimanere l’opera e con essa l’artista che l’ha prodotta, la sua riflessione sulla vita e sull’epoca che ha vissuto.

La prima “pillola” per chi vuole collezionare: emozione e coinvolgimento da una parte, analisi e approfondimento dall’altra Nessun effetto collaterale.

Chiara Massimello
Chiara Massimello
L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e da sei anni lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.
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