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L’Italia è il paese con la tassa di successione più bassa in Europa

L’Italia è il paese con la tassa di successione più bassa in Europa

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Settembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il trust resta lo strumento giuridico migliore, dal punto di vista fiscale, per minimizzare la tassa di successione

  • L’attuale tassa di successione potrebbe subire cambiamenti con il nuovo governo

In Italia la tassa di successione oscilla tra il 4 e l’8%, mentre negli altri paesi si arriva anche ad applicare una tassazione maggiore del 50%. Inoltre, se si dovesse scegliere il trust come “contenitore” patrimoniale, le aliquote resterebbero immutate anche se la legislazione dovesse cambiare

L’Italia è il paradiso dei grandi patrimoni. La tassa di successione italiana è infatti la più bassa a livello europeo, con aliquote che oscillano tra il 4 e l’8%. Si contrappongono paesi, dove la tassa di successione arriva fino al 86%. La tassa di successione viene dunque pagata dall’erede quando riceve il patrimonio, ma non è sempre così. Nel caso in cui venga istituito un trust, la tassa verrà pagata al momento della creazione dal padre che lascia in eredità il patrimonio ai figli. Questo significa che nel caso in cui la legislazione nazionale dovesse cambiare (aumentano le aliquote) il beneficiario non sarà mai soggetto ad alcuni tipo di tassa, nel caso si sia istituito un trust. “Ciò consente di beneficiare, oggi, di una delle normative più favorevoli a livello europeo, con aliquote modeste del 4% a favore del coniuge e dei parenti in line diretta, sul valore complessivo netto eccedente, la franchigia di 1.000.000,00 di euro” spiega Massimiliano Campeis, avvocato dello studio Campeis.

Ma i vantaggi fiscali non finisco qua perché se il trust viene usato per trasferire un’azienda o la partecipazione di controllo di una società ad un coniuge o ad un discendente, il trasferimento sarà completamente esente da tasse.

Questo regime fiscale potrebbe però non avere vita lunga. Campeis sottolinea infatti come “in Italia si discute da tempo in merito alla possibilità di aumentare l’imposta di successione e di donazione, da allineare all’impostazione degli altri paesi europei”. Nel 2016 si era fatto un tentativo cercando di innalzare la tassa di successione dal 4 al 7% per i successori in linea diretta. Il progetto è però poi naufragato. In Europa la situazione è diversa. Il trasferimento mortis causa dei grandi patrimoni è infatti tassato con imposte che possono superare il 30%. In alcuni casi si raggiunge anche l’86% del valore.

Nel dettaglio, in Germania la tassa di successione oscilla tra il 7 e il 50%, in Gran Bretagna l’Inheritance Tax Act del 1984 applica una tassazione del 40%, mentre in Francia l’aliquota varia dal 5 al 60%. Significa dunque che nel caso in cui vengano lasciati in eredità un milione di euro, in Italia la somma da pagare è di 0 euro, in Germania di circa 75 mila euro, in Francia di 195 e in Gran Bretagna di 250 mila euro. Estendendo l’analisi anche ad altri pasi, si nota come il Belgio ha un’imposta sulla successione che oscilla tra il 30 e l’80%, la Finlandia tra il 13 e il 32%, e la Spagna tra il 34 e l’86%.

L’Italia resta dunque un paradiso per la tassa di successione.

Giorgia Pacione Di Bello
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