Violenza economica: la gestione del denaro è ancora una questione di genere

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Una persona che salta gioiosamente su una vasta superficie piana con uno sfondo di cielo terso. Un cerchio rosa e una linea sono sovrapposti digitalmente, aggiungendo un elemento dinamico. Il riflesso sul terreno esalta la simmetria della composizione.

Banca Widiba conferma l’impegno verso la promozione dell’equità di genere e il contrasto alla violenza di genere ed economica, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e di educazione finanziaria


Secondo gli ultimi dati Ipsos, il 49% delle donne ha dichiarato di aver subito violenza economica di genere almeno una volta nella vita, numero che sale al 67% tra le donne divorziate o separate. Tra loro, il 28% ha dichiarato di aver subito decisioni finanziarie prese dal partner senza che ci fosse un coinvolgimento preventivo.
Questi dati dimostrano quanto sia importante dare un nome ai numerosi volti che questa forma di abuso può assumere. Impedire la gestione autonoma delle risorse economiche, ostacolare l’accesso al lavoro o la possibilità di avere un reddito indipendente e negare il diritto di disporre liberamente delle proprie risorse sono tutte manifestazioni di violenza economica, un fenomeno silenzioso che limita l’autonomia finanziaria e personale e che ha un impatto profondo sulla vita delle donne.

Un problema radicato negli stereotipi di genere

Con l’obiettivo di porre l’attenzione sul tema della gestione equa del denaro, negli anni Banca Widiba, la banca digitale di consulenza finanziaria del Gruppo Montepaschi, ha avviato un percorso volto a sottolineare l’importanza di una corretta educazione finanziaria come strumento utile ad abbattere pregiudizi e azioni che possono portare anche a forme di violenza economica.

La Banca ha realizzato il progetto di ricerca “Donne e Denaro: una sfida per l’inclusione”, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha permesso per la prima volta in Italia una profonda comprensione dei fattori che ostacolano le donne nella gestione del denaro. Tra questi, sono emerse alcune credenze stereotipiche radicate all’interno della società che vedrebbero le donne meno capaci di gestire il denaro o meno interessate alle questioni finanziarie rispetto agli uomini. Percezioni che influenzano profondamente atteggiamenti e comportamenti finanziari delle persone.

La prima edizione della ricerca è stata poi seguita da una seconda con l’obiettivo di indagare gli stereotipi di genere legati alla figura professionale della Consulente finanziaria, le condizioni lavorative di chi la svolge e, infine, di individuare alcune chiavi d’intervento per migliorare la percezione di questa professione da parte delle donne. Un lavoro che, in Italia, conta una presenza di appena il 22,3% di donne: un divario importante che si traduce anche in mancate opportunità sul piano dell’occupazione.

Sulla scia di questo progetto, la Banca ha avviato un ciclo di webinar dal titolo “Donne e Denaro: come affrontare gli stereotipi nella consulenza finanziaria”. Il corso ha coinvolto consulenti finanziarie e consulenti finanziarie di Banca Widiba, per condividere riflessione volte a disincentivare possibili pregiudizi e comportamenti inconsci che possono perpetuare le disuguaglianze, con l’obiettivo di contribuire ad abbattere le barriere all’indipendenza economica femminile, che portano a escludere molte donne dalle decisioni finanziarie familiari o a generare difficoltà nell’accesso al credito.

L’impegno verso un cambiamento sistemico

Per dare una spinta al cambiamento, portando avanti un impegno anche nei confronti delle nuove generazioni, Banca Widiba ha deciso di implementare una serie di azioni significative. A partire dal 2021, la Banca, grazie alla partnership con FEduF, ha coinvolto oltre 1.000 ragazze e ragazzi in corsi di educazione finanziaria per sensibilizzare fin dall’età scolare sull’importanza di diversi temi, tra i quali anche l’indipendenza economica e di una cultura finanziaria come strumenti per fare un passo avanti verso una società più equa e più inclusiva.

Un impegno che si traduce anche in un coinvolgimento particolarmente sentito da parte della Rete che, forte di una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, promuove attivamente l’educazione finanziaria attraverso eventi e programmi rivolti ai clienti e alle clienti, per migliorare la consapevolezza e competenza nella gestione economica della cittadinanza.

La Banca, inoltre, per continuare a fare luce sul fenomeno della violenza economica ha ideato un format video diramato sui canali social, che ha coinvolto cinque donne – dipendenti, consulenti finanziarie e clienti. Ciascuna ha raccontato la propria storia di emancipazione femminile e finanziaria e di come continuare a combattere i pregiudizi verso le donne e la gestione del denaro.

Un impegno strutturale presente da sempre nel DNA della Banca e che le ha permesso, insieme al Gruppo Montepaschi, di ottenere nel 2024 il rinnovo della Certificazione della parità di genere. Un riconoscimento che testimonia l’attenzione posta quotidianamente per forgiare un ambiente inclusivo dentro e fuori i confini aziendali

In conclusione

Il contrasto alla violenza economica richiede anche interventi sistemici che coinvolgano istituzioni, aziende e comunità. È essenziale creare reti di supporto, aumentare l’alfabetizzazione finanziaria e promuovere l’accesso delle donne alla gestione del denaro e alle professioni finanziarie. Un impegno che è soprattutto una questione di giustizia sociale, ma anche una strategia per accrescere l’equità, la crescita e lo sviluppo del Paese.

Scopri di più sulla violenza economica e su come contrastarla. Guarda il video realizzato da Banca Widiba

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Violenza economica: la gestione del denaro è ancora una questione di genere

Qual è la percentuale di donne che, secondo i dati Ipsos, hanno subito violenza economica di genere nel corso della loro vita?

Secondo i dati Ipsos citati nell'articolo, il 49% delle donne ha dichiarato di aver subito violenza economica di genere almeno una volta nella vita. Questa percentuale evidenzia la diffusione del problema.

Come cambia la percentuale di donne che subiscono violenza economica se si considerano solo le donne divorziate o separate?

La percentuale di donne che hanno subito violenza economica sale al 67% tra le donne divorziate o separate, suggerendo una correlazione tra la fine di una relazione e l'esperienza di abusi economici.

Quale forma specifica di violenza economica è stata menzionata in relazione alle decisioni finanziarie?

L'articolo menziona che il 28% delle donne che hanno subito violenza economica ha dichiarato di aver subito decisioni finanziarie prese dal partner senza un loro coinvolgimento preventivo, evidenziando una mancanza di autonomia finanziaria.

Qual è il messaggio principale riguardo alla violenza economica di genere che emerge dall'articolo?

L'articolo sottolinea l'importanza di riconoscere le diverse forme che la violenza economica può assumere, in particolare l'impedimento alla gestione autonoma delle risorse economiche.

Qual è uno dei fattori che contribuisce alla violenza economica di genere, secondo le intestazioni dell'articolo?

Una delle intestazioni dell'articolo indica che la violenza economica è un problema radicato negli stereotipi di genere, suggerendo che le norme sociali influenzano la distribuzione del potere economico.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

La violenza economica colpisce una donna su due. Scopri come contrastarla

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