Stop ai dazi: come cambiano azioni, dollaro e crescita

Una raffigurazione astratta della bandiera degli Stati Uniti con strisce ondulate rosse e bianche sulla sinistra e un campo blu con stelle bianche sulla destra. La bandiera sembra fatta di fumo su uno sfondo nero.

Ormai è evidente che i dazi di Trump hanno avuto – e continuano ad avere – un forte impatto sul mercato azionario statunitense, sul dollaro e in generale sull’economia globale. Cosa succederà nei prossimi mesi?

I negoziati per le tariffe imposte da Donald Trump sono ufficialmente iniziati e un dialogo si è aperto con tutti i Paesi, Cina inclusa. In un simile scenario, i mercati continueranno ad oscillare aspettando delle certezze, che potrebbero non arrivare ancora per il prossimo mese e mezzo. Queste incertezze stanno portando ombre sui mercati, lasciando gli investitori di fronte a nuovi paradigmi e a un profondo cambiamento dell’economia, con crescita economica più lenta e aumento dell’inflazione.

Il mercato rallenta, ma non è un problema strutturale

Non ci sono dubbi che prima del 2 aprile, giorno in cui Trump ha annunciato i dazi, il mercato americano era particolarmente costoso, ma sono bastate ventiquattro ore per cambiare radicalmente la situazione. “Ad inizio 2025 – spiega Jody Jonsson, equity portfolio manager and vice chair of Capital Groupl’indice S&P 500 era scambiato a 21,5 volte gli utili su una base di prezzo/utile a 12 mesi. Questo multiplo si è ora ridotto a 18,6 volte, ancora leggermente al di sopra della media decennale”. In generale, per quest’anno, le proiezioni sugli utili delle società dell’S&P 500 sono scese di oltre il 3% e potrebbero diminuire ulteriormente nei prossimi mesi. Questo non significa però che il mercato statunitense sia finito: ovviamente ci sono vincitori e vinti sotto la superficie e, in generale, è bene sottolineare che il calo non è dipeso dalla debolezza dei fondamentali, ma dalla politica.

Dagli Stati Uniti al mondo: il futuro dell’azionario

Negli ultimi anni, le azioni statunitensi hanno rubato tutta l’attenzione degli investitori, lasciando Europa ed Emergenti a fare solo da sfondo. Eppure, la recente flessione del mercato usa sta rispostando l’attenzione sui titoli internazionali. 

Guardando all’Europa, è chiaro l’interesse degli Stati Membri di concentrarsi sul rilancio dell’economia, con gli investimenti per la difesa che spingono in quella direzione. In Germania, ad esempio, sulla scia degli ampi stimoli fiscali annunciati, le prospettive di crescita sono migliorate in modo significativo nella maggiore economia europea. Inoltre, gli indici MSCI EAFE (Europa, Australasia, Estremo Oriente) e MSCI All-Country World Index ex USA hanno un peso maggiore nell’industria pesante, nell’energia, nei materiali e nei prodotti chimici rispetto all’S&P 500.

È arrivato il momento per gli investitori di investire in un universo più ampio e diversificato.

Dollaro: fine di un’epoca o ancora un rifugio

Le decisioni di Trump hanno avuto un effetto diretto anche sul dollaro che ha continuato a perdere terreno nei confronti delle principali valute. Ad aprile, il biglietto verde ha toccato un minimo di oltre 10 anni rispetto al franco svizzero e un minimo di tre anni rispetto all’euro. A oggi (14 maggio), un euro vale quanto 1,12 dollari. Parte dell’indebolimento però è dovuto al rafforzamento dell’euro e, allo stesso tempo, alla perdita dell’eccezionalismo statunitense. Nel breve termine, i differenziali dei tassi d’interesse reali suggeriscono che potremmo assistere a un ulteriore calo del 5% del dollaro statunitense. Ma, nel lungo termine, il dollaro continua a rimanere la valuta per eccellenza.

L’economia torna sui suoi passi

Negli Stati Uniti il mercato sta rallentando, come è chiaro dal calo delle assunzioni e dall’idea di sospendere i piani di spesa in conto capitale. Visto questo movimento, “ho ridotto le mie stime sull’economia statunitense e prevedo che quest’anno crescerà di circa l’1%-1,5%”. Nel complesso, mi aspetto una crescita più lenta, un aumento dell’inflazione e tagli dei tassi di interesse che potrebbero iniziare già a giugno”, spiega l’esperto.

Nel frattempo, l’incertezza dei dazi e la continua volatilità potrebbero pesare ulteriormente sull’economia, spingendo forse il governo ad allentare sul fronte delle politiche tariffarie.

Oltre l’incertezza momentanea, però, non ci sono dubbi sul fatto che gli Stati Uniti continuano ad avere uno degli ecosistemi innovativi tra i più solidi al mondo e che non basterà una volatilità di breve termine a fermare l’innovazione legata all’intelligenza artificiale e all’assistenza sanitaria.

Insomma, ovunque si guardi, dovrebbe essere chiaro che gli Stati Uniti restano l’economia più grande del mondo, con mercati finanziari profondi e controlli e contrappesi integrati nelle loro istituzioni. Inoltre, la mancanza di molte alternative in tutto il mondo, che si tratti del dollaro americano come valuta di riserva o dei titoli di Stato americani come bene rifugio, fornisce agli asset finanziari statunitensi un sostegno di base.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Stop ai dazi: come cambiano azioni, dollaro e crescita

Qual è l'impatto attuale delle negoziazioni sui dazi sull'andamento dei mercati finanziari?

Le negoziazioni sui dazi imposti da Donald Trump hanno ufficialmente preso il via, aprendo un dialogo con diversi Paesi, inclusa la Cina. Questo scenario sta causando oscillazioni sui mercati, poiché gli investitori attendono maggiori certezze.

Quanto tempo si prevede che dureranno le incertezze sui mercati a causa delle negoziazioni sui dazi?

Le incertezze legate alle negoziazioni sui dazi potrebbero persistere per ancora un mese e mezzo. Durante questo periodo, i mercati continueranno a mostrare volatilità in attesa di sviluppi concreti.

Quali sono le conseguenze economiche previste dall'articolo a seguito di questo scenario di dazi e incertezze?

L'articolo suggerisce un profondo cambiamento dell'economia, caratterizzato da una crescita economica più lenta e un aumento dell'inflazione. Questi fattori stanno creando nuovi paradigmi per gli investitori.

Come influenzeranno le attuali negoziazioni sui dazi il futuro dell'azionario globale?

Le incertezze derivanti dalle negoziazioni sui dazi stanno proiettando ombre sui mercati azionari, portando gli investitori a confrontarsi con nuovi scenari. Il futuro dell'azionario sarà influenzato da questi sviluppi.

Qual è la prospettiva per il dollaro in questo contesto di cambiamenti economici e negoziazioni sui dazi?

L'articolo solleva interrogativi sul futuro del dollaro, chiedendosi se si tratti della fine di un'epoca o se manterrà il suo ruolo di bene rifugio. Le incertezze economiche potrebbero influenzare la sua stabilità.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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