L’istantanea delle uova cotte dal calore naturale su un tetto parigino ha fatto il giro del mondo, diventando una dimostrazione plastica della potenza delle ondate di calore. Ma ha mostrato anche il disagio di vivere senza un impianto di raffrescamento: gli investitori ne hanno preso nota e tratto le proprie conclusioni. Le azioni collegate al cosiddetto settore HVAC, che comprende ventilazione, raffrescamento e riscaldamento, hanno sovraperformato l’indice S&P 500 nell’ultimo anno e mezzo circa. L’ETF attivo statunitense dedicato al comparto, AdvisorShares HVAC, ha guadagnato il 44% fra la fine di febbraio 2025 e il 5 agosto 2026, contro una performance di Wall Street appena inferiore al 30%.
All’interno del settore, l’arrivo dell’ondata di calore che ha investito l’Europa ha dato una spinta visibile ai titoli soprattutto fra maggio e giugno, periodo nel quale Daikin, fra i più noti produttori di condizionatori, ha registrato un balzo dell’8,5%. Da inizio anno sono comunque diversi i nomi ad avere messo a segno performance particolarmente forti. Johnson Controls, in particolare, è salita di oltre il 27% da gennaio, sostenuta anche dal recente rialzo della guidance.
I segnali dell’aumento della domanda sono già visibili nelle vendite dei produttori asiatici. “Con un ulteriore aumento delle temperature atteso a partire da giugno, prevediamo che la domanda resterà sostenuta per tutta la fase di picco della stagione del raffrescamento”, ha dichiarato Samsung Electronics a Reuters lo scorso giugno, precisando che Italia, Spagna e Francia avevano registrato una crescita delle vendite a doppia cifra nel primo semestre. Midea ha riferito che “un’ondata di calore nelle ultime due settimane di maggio ha dato un impulso significativo alle vendite”, portando all’esaurimento del modello PortaSplit in alcuni canali. A maggio, le vendite online in Germania sono cresciute del 37% su base annua, mentre le spedizioni in Spagna e Francia sono balzate del 108%.
Il caldo e l’installazione di nuovi condizionatori nelle aree in cui la copertura delle abitazioni è ancora limitata non sono però gli unici motori del rally. Anche i data center dedicati all’intelligenza artificiale stanno aumentando rapidamente la domanda di raffreddamento e contribuendo ad alimentare l’interesse per il settore HVAC. Una dinamica che ha acceso i riflettori proprio su società come Johnson Controls, maggiormente esposte agli impianti industriali e commerciali.
Anche se la narrativa dell’ondata di calore potrebbe rivelarsi in parte transitoria, la climatizzazione rientra a pieno titolo fra i settori sostenuti da cambiamenti di lungo periodo difficilmente reversibili. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite Global Cooling Watch 2025, la capacità globale installata per il raffrescamento potrebbe più che triplicare entro il 2050, passando dai 22 terawatt del 2022 a 68 TW. Il documento prevede inoltre che “il più forte aumento relativo della domanda di raffrescamento” si registrerà proprio nei paesi europei.
Performance da inizio 2026
| Società | Performance YTD |
|---|---|
| Johnson Controls International | +27,87% |
| Trane Technologies | +24,66% |
| Carrier Global | +22,40% |
| Daikin Industries | +9,14% |
| S&P 500 | +12,15% |
Performance da inizio anno al 6 agosto 2026. Fonte: TradingView.
I tetti parigini arroventati dal sole diventano così il riflesso di un potenziale grande business di adeguamento. Solo il 25% delle case francesi è dotato di aria condizionata; la quota sale a circa una su due in Spagna e Italia, contro il 90% di Stati Uniti e Giappone. I marchi che riusciranno ad affermarsi nell’ammodernamento dei sistemi di raffrescamento europei potrebbero essere fra i principali beneficiari di un fenomeno destinato a trasformare il cooling in un’infrastruttura essenziale, al pari dell’acqua e dell’energia.
Per limitarne l’impatto energetico, tuttavia, l’UNEP non indica come soluzione la semplice adozione su larga scala dei condizionatori tradizionali, ma propone un approccio “passive first”, affiancato da ventilatori ad alta efficienza, sistemi evaporativi, soluzioni ibride e tecnologie avanzate di raffreddamento a liquido, particolarmente rilevanti per i data center.
La sostenibilità delle tecnologie, considerando che una parte rilevante della crescita della domanda arriverà dall’Europa, potrebbe quindi rivelarsi decisiva nella selezione dei titoli HVAC. Otre alla già citata Johnson Controls, anche Trane Technologies, altra compagnia irlandese, ha sovraperformato il mercato statunitense negli ultimi cinque anni. Nel suo core business figura proprio il raffrescamento degli immobili commerciali attraverso soluzioni innovative e a minore impatto ambientale.
Per chi volesse cercare un’esposizione tematica diversificata, sul mercato europeo non sono ancora disponibili ETF specificamente dedicati al settore. Non è però da escludere che, con il caldo estremo sempre più presente nella quotidianità di ogni estate, i gestori provino presto a monetizzare anche la narrativa del raffrescamento sostenibile.

