Deficit, debito, PIL: perché le parole (e i numeri) sono importanti

3 MIN

Il debito pubblico è un tema centrale in finanza e politica ed è per questo che risparmiatori e investitori devono avere ben chiari i concetti chiave di deficit, debito e rapporto debito/PIL e quali implicazioni essi hanno sul loro patrimonio

In finanza e in politica il debito pubblico suscita da sempre importanti dibattiti attirando l’attenzione di analisti, policymaker e semplici cittadini. Spesso, tuttavia, deficit, debito, rapporto debito/PIL sono concetti che possono creare confusione, soprattutto quando messi in relazione tra loro. Ecco perché è importante chiarire bene che cosa essi significhino e quali siano per tutti noi – risparmiatori, investitori, cittadini – le implicazioni delle loro dinamiche. Le analizziamo insieme a Kevin Thozet, membro del Comitato Investimenti di Carmignac.

Non tutti i debiti sono uguali

“I deficit attirano molta attenzione, e a giusto titolo – spiega Thozet – dal momento che il loro aumento è normalmente associato a squilibri e incertezza intrinseca, a cui di regola si accompagna volatilità dei tassi di interesse e dei mercati valutari”. Eppure, non tutti i deficit sono uguali. “Se si confrontano tre paesi distinti in tre continenti, si osserva che i deficit di India, Stati Uniti e Francia, pur essendo simili per entità, sono in realtà molto diversi”.

Il potenziale impatto dei deficit di bilancio sulle dinamiche del debito pubblico differisce sia in base al livello massimo di deficit che deteriora il rapporto debito/PIL di un paese, che in base al margine d’azione politico di cui dispongono i governi per modificare il trend dei deficit.

“Esaminiamo innanzitutto di quanto margine di manovra dispone un governo in termini di ampliamento massimo di un deficit. Se si prendono in considerazione questi tre paesi, il cui stock del debito espresso in percentuale del PIL è abbastanza simile (attorno al 100%), il livello sostenibile del deficit, ovvero il disavanzo che non fa aumentare il rapporto del debito, è direttamente proporzionale al livello di crescita del PIL nominale. La crescita del PIL nominale determina il livello massimo del deficit oltre il quale il rapporto debito/PIL inizia ad aumentare”.

Una forte crescita potenziale consente al denominatore, che rappresenta la dimensione dell’economia di un paese, di crescere a un ritmo più rapido del numeratore, che indica invece la dimensione e il costo del debito. “Pertanto – spiega l’esperto di Carmignac – con la previsione di una crescita potenziale del PIL reale dell’India tendenzialmente superiore al 7% annuo, e con un’inflazione nel paese che normalmente si attesta al 4% in quest’area geografica, si prevede che il prossimo decennio possa rivelarsi maggiormente positivo per il subcontinente rispetto a Francia e Stati Uniti, dove è previsto che sia il PIL reale che l’inflazione crescano di circa il 2% annuo. Il fatto di essere un paese giovane, che sta recuperando terreno rispetto al resto del mondo, rappresenta un vantaggio per un paese come l’India”.

Deficit: cosa possono dare i governi per contenerlo e ridurlo

I governi hanno a disposizione diverse strategie per contrastare l’aumento del deficit. “La riduzione del deficit può essere perseguita aumentando le entrate, riducendo le spese, oppure facendo entrambe le cose. Innanzitutto bisogna considerare cosa contribuisce positivamente al pareggio di bilancio. Le entrate di ogni governo rappresentano un parametro chiave di cui tenere conto oltre alla capacità degli stessi governi di aumentare le imposte, se necessario. Le entrate pubbliche nelle economie mature tendono a essere relativamente più elevate rispetto a quelle dei cosiddetti mercati emergenti”.

Tuttavia non tutte le situazioni dei paesi sono uguali. “Ad esempio, poiché in Francia le entrate fiscali rappresentano oltre il 45% del PIL, è lecito dubitare della capacità del governo di trovare ulteriori fonti di entrate in prospettiva futura. L’omonima curva dell’economista statunitense Arthur Laffer indica che oltre un certo livello gli aumenti delle imposte possono diventare controproducenti; oppure come direbbe l’ex inquilino dell’Eliseo Jacques Chirac, troppe imposte uccidono le imposte. Le entrate di Stati Uniti e India, invece, offrono un ampio margine d’azione di cui avvalersi, se necessario”.

In secondo luogo, il potenziale di riduzione delle spese deve essere valutato con attenzione. “Due delle maggiori voci di spesa, potenzialmente in crescita, dei tre governi che stiamo analizzando riguardano da un lato le prestazioni sociali e dall’altro gli interessi passivi. Nel primo caso la spesa tende a diventare irreversibile a seguito dell’invecchiamento delle società nei paesi sviluppati, della crescente domanda sociale di benefit sociali e delle spese necessarie legate alla decarbonizzazione e al riarmo

Se si considerano le spese per gli interessi netti, pur rappresentando tra il 2,6% e il 3,5% del PIL nei tre paesi, il trend previsto in prospettiva futura è leggermente diverso, con quello dell’India che dovrebbe gradualmente diminuire nei prossimi anni, mentre i trend di Stati Uniti e Francia dovrebbero rimanere stabili nella migliore delle ipotesi. Come ha affermato Smriti Irani, economista indiana ed ex ministro del governo di Nuova Dehli, un paese ha bisogno di rigore fiscale per costruire un’economia solida e per la giustizia sociale”, conclude Thozet.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Deficit, debito, PIL: perché le parole (e i numeri) sono importanti

Perché l'articolo sottolinea l'importanza di comprendere i concetti di deficit, debito e rapporto debito/PIL?

L'articolo evidenzia che questi concetti sono spesso fonte di confusione, specialmente quando messi in relazione tra loro. Comprendere il loro significato e le loro dinamiche è cruciale per risparmiatori, investitori e cittadini, poiché hanno implicazioni dirette sulle loro finanze e sul contesto economico generale.

Qual è l'implicazione principale per i cittadini derivante dalle dinamiche di deficit e debito pubblico?

Le dinamiche di deficit e debito pubblico influenzano direttamente i risparmi, gli investimenti e la stabilità economica generale. Una gestione oculata di questi aspetti è fondamentale per garantire un ambiente finanziario sano e sostenibile per tutti.

Cosa intende l'articolo quando afferma 'Non tutti i debiti sono uguali'?

L'articolo implica che la natura e la composizione del debito pubblico sono fattori determinanti per valutarne l'impatto sull'economia. Diversi tipi di debito possono avere conseguenze differenti in termini di sostenibilità e crescita economica.

Quali azioni possono intraprendere i governi per contenere e ridurre il deficit, secondo l'articolo?

L'articolo menziona che i governi possono adottare misure per contenere e ridurre il deficit, ma non specifica quali siano queste misure. L'articolo si concentra più sulla comprensione dei concetti che sull'elencazione di politiche specifiche.

A chi si rivolge principalmente l'articolo in termini di pubblico?

L'articolo si rivolge a un pubblico ampio, che include analisti finanziari, policymaker e cittadini comuni. L'obiettivo è fornire una comprensione chiara dei concetti finanziari chiave legati al debito pubblico, rendendoli accessibili a tutti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

VUOI PROTEGGERE IL TUO PATRIMONIO DAGLI EFFETTI DELLA CRESCITA DEL DEBITO PUBBLICO?

Compila il form qui sotto, ti colleghiamo con un consulente, per i tuoi obiettivi specifici.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth