Il 2026 si apre per Sogelife sotto il segno di una rinnovata ambizione. La compagnia d’assicurazione vita del Gruppo Société Générale con sede in Lussemburgo si presenta al mercato con un biglietto da visita che parla di resilienza e visione strategica. Dopo aver chiuso un 2025 con una raccolta di oltre 3 miliardi di euro per il secondo anno consecutivo, la compagnia ha raggiunto una massa gestita (AUM) complessiva di 16 miliardi di euro. Numeri che non sono solo traguardi, ma basi solide su cui poggia una strategia di espansione focalizzata sulla qualità del servizio e sull’innovazione di prodotto.
In un contesto macroeconomico che continua a richiedere prudenza ma anche dinamismo, Sogelife lancia un segnale forte al mercato italiano: la volontà di consolidare la propria posizione attraverso una vicinanza ancora più stretta ai partner e una visione che sposta l’orizzonte sempre più in avanti. Jean Elia, CEO di Sogelife, ed Emmanuel Roque, Director of Sales and Business Development, illustrano in questa intervista come la compagnia si stia evolvendo per affrontare la complessità del mercato globale.
Siamo all’inizio del 2026 e, come ogni anno, il mercato attende di conoscere le nuove strategie dei grandi player internazionali. Sogelife ha appena lanciato le sue nuove offerte: potreste raccontarci nel dettaglio cosa le rende così distintive e come rispondete alle esigenze attuali degli investitori?
E.R.: La nostra offerta di inizio anno non rappresenta solo un lancio commerciale stagionale, ma è l’elemento fondamentale che definisce la nostra traiettoria e la nostra identità per tutto il corso dell’esercizio.
Il primo pilastro su cui poggiamo è la nostra indiscutibile solidità: siamo un’azienda interamente riassicurata dal gruppo Sogecap di Parigi, una realtà che gestisce un fondo generale di oltre 100 miliardi di euro. Investendo in emittenti di prim’ordine (oltre l’85% delle obbligazioni ha un rating superiore ad A), questo fondo offre rendimenti eccezionali, che lo rendono uno dei fondi generali più performanti tra i principali concorrenti.
Quest’anno abbiamo introdotto una novità sostanziale nata dall’osservazione dei trend di mercato. Normalmente offriamo un bonus per i nuovi clienti, un tasso incrementale rispetto al nostro tasso base, applicato per due anni. Questa offerta prevede bonus che variano tra lo 0,5% e il 2,15%, a seconda della percentuale di Unit Linked presente nel contratto. Per chiarire il meccanismo: un cliente che sceglie di essere remunerato al 100% dal fondo generale otterrà un bonus minimo dello 0,5%, ma chi decide di diversificare maggiormente il proprio portafoglio, superando la soglia del 50% in Unit Linked, può ottenere il 2,15% per il primo anno e il 2% per l’anno successivo.
Ma la vera innovazione nell’offerta del 2026 nasce dal dialogo costante con i nostri partner e clienti in Italia. Negli ultimi anni abbiamo constatato che molte banche private richiedevano soluzioni con orizzonti temporali più estesi, capaci di sostenere strategie di investimento a 3, 4 o 5 anni. Per questo stiamo lanciando anche un’offerta con un bonus garantito per 5 anni. È un’offerta più “lenta” rispetto alla biennale, con un bonus dell’1% invece del 2%, ma distribuito su un arco di cinque anni per chi mantiene una quota di Unit Linked maggiore o uguale al 50%. Il nostro obiettivo è disegnare soluzioni a medio e lungo termine: questa novità si adatta perfettamente con le nostre aspettative di investitori e con quelle dei nostri partner.
I risultati che avete raggiunto testimoniano una grande fiducia da parte del mercato italiano. Come stanno rispondendo i clienti a queste nuove proposte e quali sono i vostri obiettivi di posizionamento?
J.E.: L’ascolto e la comprensione delle esigenze dei clienti sono alla base di ogni nostra decisione. Prima di lanciare l’offerta 2026, abbiamo condotto un sondaggio tra i nostri clienti per capire cosa fosse davvero importante per loro e come avremmo potuto rinnovare la nostra proposta per mantenere e rafforzare la loro fiducia.
I primi segnali di questo inizio d’anno sono molto positivi e l’offerta è stata ben accolta. È stato menzionato l’ottimo risultato della raccolta nel 2024 e nel 2025: il nostro obiettivo è chiaramente quello di replicare queste performance, perché vogliamo che i nostri partner continuino a vedere in noi un porto sicuro.
È fondamentale aggiungere che questa fiducia costante ha generato una massa di 16 miliardi di euro di AUM (Asset Under Management). Siamo uno dei leader del mercato italiano e la nostra ferma intenzione è mantenere questa posizione di vertice, continuando a fornire un’offerta innovativa e un’esperienza di servizio d’eccellenza.
In un contesto globale così variabile, quali sono le altre “forze” distintive che Sogelife mette in campo per gestire l’incertezza?
E.R.: Credo che una delle nostre più grandi forze, oltre alla capacità di fornire un fondo generale estremamente solido, sia l’agilità nell’adattare le nostre proposte ai partner. In Italia, ad esempio, stiamo implementando un numero crescente di prodotti legati agli asset privati, poiché le banche private richiedono sempre più soluzioni Evergreen o fondi ELTIF.
La forza di Sogelife risiede proprio nella capacità tecnica di incorporare nel contratto qualsiasi tipo di investimento – siano essi asset alternativi, asset privati o debito privato – e di poterli inserire nel portafoglio di gestione, come i Fondi Interni Dedicati (FID) tipici del Lussemburgo, o persino direttamente come fondi in una polizza vita.
In sostanza, tutto ciò che l’assicurazione vita lussemburghese può offrire in termini di sofisticatezza finanziaria, Sogelife lo fornisce con una flessibilità che rappresenta un vantaggio competitivo.
J.E: Vorrei approfondire il tema della nostra identità aziendale. Siamo parte di un grande gruppo, ma operiamo come una piccola entità. Questo ci conferisce il vantaggio unico di avere l’agilità e la reattività di una “boutique”, pur garantendo la forza finanziaria e la sicurezza che solo un gruppo di riferimento può offrire. La nostra forza risiede proprio nella capacità di innovare velocemente e nella spinta costante verso la digitalizzazione.
Questa filosofia di servizio come si traduce concretamente per gli investitori particolarmente abbienti, i cosiddetti High Net Worth Individuals (HNWI)?
J.E.: È un tema a me molto caro. Spesso diciamo che i clienti facoltosi non sono serviti con la stessa attenzione tecnologica e innovativa dedicata ai clienti “retail”, dove i grandi numeri spingono le aziende a investire di più. In Sogelife abbiamo deciso di fare l’esatto opposto, perché il nostro core business sono proprio gli HNWI. Abbiamo tradotto questo obiettivo in un progetto di trasformazione profonda per migliorare l’esperienza partner/cliente e l’efficienza operativa, essere più reattivi e offrire ai nostri clienti un’esperienza di gestione superiore.
Per quanto riguarda specificamente il mercato italiano, si tratta per noi di una priorità assoluta, essendo costantemente uno dei primi mercati della compagnia. Per questo abbiamo creato un team italiano dedicato: in ogni dipartimento dell’azienda abbiamo professionisti che parlano la lingua, comprendono la cultura locale e le dinamiche del business.
E.R.: C’è poi un altro vantaggio distintivo per questo tipo di clienti in Italia. Qualche anno fa abbiamo preso la decisione strategica di non agire come sostituto d’imposta. Sebbene possa sembrare uno svantaggio, in realtà è un vantaggio per il nostro target HNWI e UHNWI, spesso strutturato tramite holding o altre società. Ciò vale anche per i “Neo residenti”, beneficiari della flat tax ora fissata a 300.000 euro. Il nostro contratto di assicurazione sulla vita è un bene estero e l’efficienza fiscale è ottimale.
Concludiamo parlando di futuro. Quali azioni state implementando per migliorare la qualità del servizio e spingere sulla digitalizzazione?
J.E.: A me piace parlare in questo caso di trasformazione digitale, che per noi tocca tre pilastri fondamentali. Il primo riguarda l’esperienza del cliente e del partner, ovvero il “front end” della trasformazione. Il secondo è l’efficienza operativa interna, per snellire ogni processo. Il terzo è il miglioramento della nostra value proposition attraverso gli strumenti digitali. Abbiamo sviluppato API avanzate per interagire meglio con i nostri partner: oggi possiamo gestire la sottoscrizione e la vendita di polizze in formato totalmente digitale.
Abbiamo recentemente sviluppato un progetto in Francia con BoursoBank, la più grande banca digitale del Paese, lanciando il primo prodotto di assicurazione vita lussemburghese 100% digitale. Stiamo capitalizzando questa curva di apprendimento per portarla nel mercato italiano e al mercato HNWI in generale. In particolare abbiamo sviluppato una piattaforma e quest’anno lanceremo un’applicazione che permetterà ai clienti di consultare i propri contratti in tempo reale, quotidianamente. Non dovranno più aspettare la rendicontazione trimestrale: avranno tutto a portata di smartphone. L’obiettivo è chiaro: aumentare la fiducia e aggiungere valore reale al cliente.
E.R.: L’esempio francese è indicativo: più della metà delle nuove sottoscrizioni avviene digitalmente. È un fenomeno esponenziale e siamo certi che raggiungeremo questi dati molto presto anche in Italia. La digitalizzazione non è solo un trend: in un ambiente complesso come il nostro, è il modo migliore per garantire semplicità e trasparenza ai nostri clienti e partner.
(Articolo tratto dal magazine n. 87 di febbraio 2026 di We Wealth)

