Agustin Mohedas, Portfolio Manager, Research Analyst e Luyi Guo, Research Analyst presso Janus Henderson Investors, analizzano l’attuale contesto dei settori del pharma e del biotech e spiegano perchè la loro view è positiva per il 2026.
Scenario più favorevole e driver di crescita
L’outlook per i settori pharma e biotech è diventato più favorevole verso la fine del 2025, grazie a una maggiore comprensione del quadro regolatorio e delle decisioni della Food and Drug Administration (FDA).
A ciò si aggiunge il fattore AI: i settori in questione dovrebbero rivelarsi più difensivi in un contesto in cui la possibile disruption guidata dall’intelligenza artificiale minaccia alcuni comparti. Non solo: l’intelligenza artificiale ha il potenziale per fungere da driver di crescita, aiutando ad accelerare la ricerca.
Sul fronte dell’innovazione poi, il 2026 si preannuncia un anno caratterizzato da lanci di farmaci molto attesi e risultati clinici importanti.
Settore farmaceutico: grandi traguardi nei paradigmi terapeutici in arrivo
Le recenti innovazioni hanno il potenziale per tradursi in crescita duratura, per esempio nel campo dei trattamenti per l’obesità. Il 2026 si presenta come l’”anno della pillola”: l’adozione delle formulazioni orali potrebbe semplificare significativamente la distribuzione, la conservazione e l’accesso alle terapie.
I nuovi farmaci contro l’obesità stanno diventando sempre più competitivi. Da un lato, CagriSema di Novo Nordisk ha mostrato risultati molto forti nella perdita di peso, ma nel confronto diretto è risultata leggermente meno efficace di Zepbound di Eli Lilly.
Dall’altro lato, l’attenzione si sposta sui multi-agonisti, come Retatrutide, che puntano ad agire su più meccanismi del metabolismo per ottenere risultati ancora migliori. Intanto la concorrenza aumenta, perché molte aziende stanno sviluppando farmaci simili o nuove terapie alternative.
Anche sul fronte delle neuroscienze ci sono progressi, che stanno consentendo ai programmi di intervenire più precocemente nel decorso della malattia, come nel caso dell’Alzheimer.
Aziende come Roche e Korsana stanno sviluppando nuove tecnologie di somministrazione, come i sistemi brain-shuttle, per far arrivare meglio i farmaci anti-amiloide al cervello.
Diverse aziende stanno poi lavorando su farmaci mirati ai sintomi neuropsichiatrici, come psicosi e agitazione. Alcuni esempi sono Bristol Myers Squibb e Cobenfy per la psicosi associata all’Alzheimer, Acadia e Alkermes con programmi in fase avanzata, e Axsome con AXS-05 per l’agitazione.
Biotech: catalizzatori da monitorare
Nel 2026 il biotech sarà seguito molto da vicino: diversi studi potranno dimostrare se approcci più mirati e innovativi riusciranno a fare la differenza.
Sotto la lente: Inventiva e il suo Lanifibranor, che sarà valutato nello studio di Fase 3 NATiV3 per la MASH, una forma grave di fegato grasso legata a obesità e diabete.
Per le malattie renali, Travere Therapeutics con FILSPARI attende una decisione della FDA per l’estensione dell’indicazione alla FSGS, una malattia rara e progressiva del rene. Un’approvazione sarebbe importante sia dal punto di vista clinico sia da quello commerciale, perché rafforzerebbe la presenza del farmaco in un’area con pochi trattamenti disponibili.
In oncologia, invece, la ricerca si sta orientando verso terapie sempre più basate sulla biologia specifica del tumore.
Implicazioni per il portafoglio
Le performance dei settori farmaceutico e biotech saranno sempre più guidate dai fondamentali. Un approccio attivo e selettivo potrebbe rivelarsi efficace per cogliere le opportunità e individuare le innovazioni strutturali, distinguendole dalle dinamiche di breve termine.

