Le sfide che ci attendono nel 2026 a fronte di un 2025 pieno di sorprese sono molteplici: durante l’ultimo forum semestrale del Portfolio Strategy Group (PSG) di Capital Group, l’obiettivo è stato quello di identificare i temi chiave che secondo gli esperti guideranno i mercati finanziari nel futuro prossimo.
Gli investment director di Capital Group Flavio Carpenzano e Peter Becker illustrano la loro view di mercato e le strategie che ritengono adeguate da adottare per gli investitori nel mercato obbligazionario.
Le prospettive macroeconomiche: quale impatto sui tassi?
Le prospettive macroeconomiche per gli Stati Uniti e L’Eurozona divergono sensibilmente.
Per gli Stati Uniti ci si aspetta un impatto stagflazionistico derivante dalle politiche sui dazi, che non ci si aspetta possano terminare a breve.
Per quanto riguarda l’Eurozona si prevedono pressioni inflazionistiche, grazie a una crescita resiliente spinta dai piani di spesa fiscale proposti dalla Germania.
Le banche centrali quindi, secondo gli esperti, potrebbero prendere decisioni di politica monetaria opposte a seconda delle diverse prospettive appena descritte.
Le sfide negli USA e la risposta della Fed
Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la prospettiva futura è quella di un impatto stagflazionistico causato dai dazi, prospettiva rivista alla luce di una evidente smentita del fatto che la natura di tali imposte potesse essere solo temporanea.
Molte aziende hanno tentato di evitare di trasferire i costi più elevati sui consumatori finali. Per farlo hanno ridotto le scorte e utilizzato i margini per assorbire i costi. Tuttavia, visto il perdurare della politica dei dazi, è evidente che questa modalità operativa non possa essere sostenuta a lungo.
A placare l’effetto negativo delle imposte sulle importazioni ci sono i progressi dell’AI, che continua a espandersi e a richiedere ingenti investimenti in infrastrutture e chip. Questo spinge le aziende del settore a spostare o avviare la produzione in territorio americano.
Ciò nonostante, la visione futura sulle decisioni di politica monetaria è quella di una manovra espansiva sui tassi per stimolare l’economia.
Le prospettive in Europa e la risposta della Bce
Relativamente all’Europa, la situazione si rovescia: gli esperti ritengono che la Bce abbia terminato il suo ciclo di tagli e li lascerà invariati per la restante parte del 2025 prima di aumentarli nel 2026.
Questa decisione sarebbe una reazione alle pressioni inflazionistiche alimentate dalla crescita dei salari e dall’aumento dei costi alimentari, oltre che dalla ripresa economica innescata dal pacchetto di stimoli fiscali approvato dal governo tedesco.
Le implicazioni sul mercato obbligazionario
Gli esperti raccomandano cautela agli investitori nel mercato obbligazionario, quindi una posizione conservativa nei propri portafogli, concentrandosi su titoli che offrono un rendimento elevato e costante.
Gli spread creditizi sono ai minimi storici, questo riflette fondamentali solidi del settore, anche per quanto concerne il debito nei mercati emergenti.
In risposta alle previsioni future, gli esperti suggeriscono di:
- sovrappesare la parte anteriore della curva a 2-5 anni per quanto riguarda l’obbligazionario statunitense
- privilegiare una posizione di breve duration nei Bund, coerentemente con l’aspettativa che l’espansione fiscale della Germania contribuirà a guidare una ripresa ciclica.

