Oggi non c’è una rivista di finanza che non abbia parlato delle Magnifiche sette, le migliori azioni statunitensi che hanno portato avanti l’onere di sostenere praticamente tutta l’economia Usa sulle loro spalle. Eppure, c’è stato un tempo in cui anche le Magnifiche Sette non erano poi così magnifiche, ma solo piccoli nomi costretti a fronteggiare molte difficoltà. Apple ha rischiato il fallimento, Amazon prima si chiamava Cadabra e ha faticato molto a trovare la formula giusta per i suoi centri di distribuzione, Tesla ha fatto fatica ad aumentare il ritmo di produzione così da soddisfare la domanda e così via. Non basta una buona idea per diventare un’azienda da mille miliardi di dollari da un giorno all’altro e, proprio per questo, invece che guardare solo alle grandi star del mercato, vale la pena cercare anche tra le piccole aziende, con grandi ambizioni.
Alla scoperta delle piccole e medie imprese americane
Solo nel panorama americano ci sono migliaia e migliaia di piccole medie imprese da prendere in considerazione, ma, chiaramente, non tutte sono uguali e una ricerca accurata è necessaria.
Perché ha senso guardare oltre le big cap? Oltre al motivo ovvio, ovvero quello dei prezzi, gli esperti di Capital Group hanno sottolineato come, chiaramente, “c’è più potenziale per una società da 10 miliardi di dollari, con il giusto piano aziendale e il giusto team di gestione, di crescere fino a raggiungere una capitalizzazione di mercato di 100 miliardi di dollari. È probabilmente più difficile che una società da 1.000 miliardi di dollari arrivi a 10.000 miliardi di dollari”.
Inoltre, negli ultimi anni il mercato azionario statunitense si è fortemente concentrato, ruotando intorno a pochi macro trend, come quello dell’intelligenza artificiale. Un mercato troppo concentrato è un rischio per gli investitori, dal loro canto, le smid cap offrono un panorama estremamente più ampio, non affidandosi solo ai macro trend di lungo termine.
Come anticipato, le valutazioni delle large cap sono elevate, fin troppo, rendendo molto difficile per i nuovi investitori averci accesso. Al contrario, l’indice MSCI USA Mid è ai minimi da 20 anni rispetto all’indice MSCI USA Large Cap, con uno sconto del 20%.
“A nostro avviso – spiegano gli esperti – per i titoli a grande e media capitalizzazione c’è poco spazio per gli errori. Dall’inizio degli anni 2000, il numero di aziende di piccole e medie dimensioni quotate in borsa è diminuito. Ora che il periodo decennale di tassi di interesse prossimi allo zero è terminato, questa dinamica potrebbe cambiare”.
Economia statunitense in crescita: benefici per le piccole medie imprese
Anche per il 2025 l’economia statunitense è destinata a crescere con più forza di quella europea. Quello che ci troviamo di fronte, soprattutto se paragonato agli anni pandemici, è un periodo di espansione economica, con tassi di interesse che si stanno normalizzando e l’inflazione rientrata vicino al target, ricetta perfetta per le classi di attività procicliche, come le Smid. Inoltre, le aziende più piccole, che generano una parte maggiore del loro fatturato a livello nazionale, saranno probabilmente più isolate dall’impatto dei dazi proposti.
Guardando al futuro, investire in piccole medie imprese offre l’opportunità di trovare società che possono crescere molto nel tempo e la possibilità di investire in società meno studiate che potrebbero non essere al momento comprese dal mercato. È fondamentale concentrarsi su una ricerca approfondita, individuando team di gestione forti e tendenze emergenti non pienamente riconosciute dal mercato più ampio, solo così è possibile trovare società con forti prospettive di apprezzamento del capitale.

