Nel 2025 il settore delle M&A ha compiuto un balzo in avanti, ribaltando le difficoltà ereditate dall’anno precedente e sorprendendo anche gli osservatori più cauti. Da luglio, infatti, i volumi hanno raggiunto livelli record, trainati da mega-deal cross-border e da un aumento delle offerte concorrenti. Parallelamente, il numero dei fallimenti è diminuito, restituendo agli investitori un quadro di rischi più contenuti e di spread nuovamente remunerativi. È in questo scenario che, come osservano i gestori di Carmignac Portfolio Merger Arbitrage Plus, il merger arbitrage ritrova terreno fertile. Vediamo perché
Un mercato tornato dinamico
La ripresa delle fusioni e acquisizioni, già avviata nel 2024 ma frenata dall’incertezza geopolitica post-elettorale, ha trovato nel 2025 una nuova linfa. I volumi da inizio anno sono risultati solidi, con un’accelerazione evidente negli ultimi mesi. Luglio, in particolare, ha segnato il livello più alto degli ultimi anni: 11 operazioni superiori al miliardo di dollari per un controvalore di circa 165 miliardi e ben 4 deal oltre i 10 miliardi.
A queste operazioni si è aggiunta, in agosto, l’offerta da 18 miliardi di dollari di Keurig Dr Pepper sul gruppo olandese JDE Peet, simbolo della vivacità delle M&A cross-border. “Questi dati confermano la vitalità del settore e l’ampiezza delle opportunità per chi guarda alle strategie di merger arbitrage”, sottolineano i gestori di Carmignac.
Mega-deal e ritorno degli “spiriti animali”
Gli ultimi mesi hanno visto protagonisti settori diversi, dal ferroviario al tecnologico. Union Pacific ha annunciato l’acquisizione di Norfolk Southern per 85 miliardi di dollari, combinando cash e azioni. Baker Hughes ha presentato un’offerta interamente in contanti da 13,6 miliardi su Chart Industries, con un premio del 30% rispetto alla proposta precedente di Flowserve. Nel campo della cybersecurity, Palo Alto Networks ha messo sul piatto oltre 20 miliardi per CyberArk, in una rara operazione public-to-public.
“Il ritorno dei mega-deal e la varietà settoriale rappresentano una base solida per gli investitori”, spiegano i gestori, “anche perché segnalano il ritorno di quegli ‘spiriti animali’ che alimentano il dinamismo del mercato”.
Offerte concorrenti in crescita
Il contesto competitivo si è intensificato. Come illustrano gli esperti di Carmignac, i dati mostrano un forte aumento delle offerte concorrenti, con il tasso di contendibilità delle operazioni tornato a livelli vicini ai massimi storici.
Gli esperti di Carmignac spiegano che tra il 1998 e il 2025 il tasso di offerte concorrenti ha raggiunto livelli elevati, con valori che hanno superato il 7% nel 2025. “In contesti altamente concorrenziali, il merger arbitrage ha storicamente generato alfa record”, sottolineano i gestori. “L’attuale scenario è quindi particolarmente interessante”.
Meno fallimenti e rischi ridotti
Non solo più concorrenza, ma anche meno insuccessi. I dati raccolti al 30 giugno 2025 mostrano un forte calo delle operazioni non portate a termine negli Stati Uniti.
Come spiegano i gestori di Carmignac, questo miglioramento è dovuto a tre fattori principali: l’orientamento della nuova amministrazione americana a favorire soluzioni negoziate, la riduzione delle pressioni sui dazi e il calo dell’inflazione e dei tassi di riferimento.
“Gli esperti osservano che, al 30 giugno 2025, il tasso di fallimento delle operazioni è sensibilmente diminuito rispetto agli anni precedenti. Per un portafoglio di merger arbitrage le operazioni non concluse sono le più dolorose, ed è per questo che la riduzione dei fallimenti rappresenta un segnale particolarmente incoraggiante.”.
Spread più remunerativi
Un altro elemento che alimenta l’ottimismo riguarda la remunerazione degli spread. Secondo i dati Goldman Sachs di inizio agosto 2025, gli spread annualizzati delle operazioni annunciate negli Stati Uniti avevano una mediana del 7,7%.
“Gli spread, dopo una temporanea fase di allargamento in aprile dovuta alle tensioni sui dazi, si sono normalizzati tornando a livelli storici”, spiegano i gestori di Carmignac. “In un contesto così dinamico, questo fattore rafforza ulteriormente la costruzione di strategie risk-adjusted favorevoli”.
Il posizionamento di Carmignac Portfolio Merger Arbitrage Plus
Accanto a questo scenario, emerge il posizionamento del fondo Carmignac Portfolio Merger Arbitrage Plus, che si concentra sulle operazioni annunciate ufficialmente. La strategia si distingue per la decorrelazione dai mercati azionari e per la gestione attenta del rischio.
“Il fondo ha ridotto del 50% il tasso di insuccesso rispetto al mercato, grazie a un processo qualitativo e quantitativo consolidato in vent’anni di track record”, affermano i gestori. “Da inizio 2025, la performance della quota I EUR si attesta al +3,71%, con un drawdown massimo del -1,35%, recuperato in soli 16 giorni”.
La struttura del fondo prevede tra le 40 e le 60 posizioni, con esposizioni lunghe e corte bilanciate e un profilo di volatilità tra il 2% e il 4%, a fronte di un rendimento target pari a Ester + 400 punti base. Gli asset in gestione ammontano a 222 milioni di euro al 31 luglio 2025.
“Questi elementi dimostrano la capacità della strategia di generare rendimenti decorrelati e resilienti nei momenti di maggiore volatilità”, concludono i gestori.
Per maggiori informazioni, si prega di far riferimento alla pagina del fondo Carmignac Portfolio Merger Arbitrage Plus

