L’economia statunitense si trova a un bivio tecnologico che molti paragonano alle grandi rivoluzioni industriali del passato. Ma cosa guiderà concretamente i mercati nel 2026? La parola a Jeremiah Buckley, gestore di portafoglio di Janus Henderson Investors, che segue da vicino l’evoluzione delle società a grande capitalizzazione.
Il ciclo di investimenti alimenta la produttività
Buckley spiega come la spesa in conto capitale (CapEx) negli Stati Uniti stia trainando la produttività: “siamo di fronte a un boom storico della spesa in conto capitale, l’intelligenza artificiale spinge la domanda di servizi cloud e data center. Ma c’è di più: le politiche fiscali attuali, che permettono il deprezzamento immediato degli investimenti, incentivano le aziende di ogni settore a rinnovarsi”.
Secondo il gestore, un elemento distintivo dell’attuale ciclo risiede nella leva operativa. Nonostante i massicci investimenti, le aziende sembrano iniziare a raccogliere i primi frutti in termini di efficienza.
“Nelle ultime stagioni degli utili abbiamo osservato una gestione dei costi piuttosto disciplinata a fronte di ricavi in crescita”, osserva Buckley. “Questo suggerisce che gli investimenti tecnologici stiano iniziando a riflettersi sui margini operativi, sebbene la sostenibilità a lungo termine di questo trend resti legata alla capacità delle aziende di continuare a generare valore reale dall’AI”.
La resilienza del consumatore americano
Nonostante i timori di un rallentamento, il motore dei consumi sembra tenere. Buckley sottolinea come la crescita dei salari (attorno al 4,5%) continui a battere i livelli pre-pandemia.
“Malgrado il rallentamento di alcuni indicatori, i fondamentali finanziari dei consumatori restano, per ora, su livelli di stabilità. Il debito non appare fuori controllo rispetto al reddito, ma notiamo una rotazione nelle abitudini: la domanda si sta spostando dai beni verso le esperienze. In ottica 2026, la stagionalità fiscale e le riforme previste potrebbero agire da ammortizzatore, sostenendo i consumi specialmente nelle fasce di reddito più elevate, che beneficiano anche dell’effetto ricchezza generato dai mercati azionari e immobiliari.”
Oltre la “bolla”: la concentrazione del mercato è giustificata?
La concentrazione del mercato negli Stati Uniti è a un livello storicamente eccezionale. Ma se guardiamo alla crescita degli utili e alla sostenibilità delle società con la maggiore capitalizzazione di mercato, non sorprende perché sono loro a guidare la trasformazione tecnologica.
“La concentrazione riflette la leadership degli utili”, afferma Buckley. “Le società a maggiore capitalizzazione sono quelle che stanno guidando la trasformazione. Rispetto alla bolla tecnologica del 2000 oggi l’espansione dei multipli è accompagnata da una redditività reale. Se guardiamo al ROIC (ritorno sul capitale investito), i settori che pesano di più negli indici sono anche quelli che generano più valore”.
Tuttavia, il gestore avverte sulla necessità di un approccio adattivo, monitorando se queste aziende continuano a generare ricavi che giustifichino gli investimenti in AI. Se il ciclo dovesse stabilizzarsi, è importante essere pronti ad adattare il posizionamento.
Dove si nascondono le opportunità per il 2026?
In ottica 2026, l’attenzione si sposta su due categorie di attori: gli abilitatori tecnologici e gli adottanti. I primi comprendono i produttori di semiconduttori e i fornitori di infrastrutture cloud; i secondi sono aziende di settori tradizionali che, investendo massicciamente nell’automazione, riescono a trasformare il proprio modello operativo.
Un’area di particolare interesse è rappresentata dai settori industriali legati all’elettrificazione e alla gestione energetica dei data center, dove la necessità di soluzioni di raffreddamento e alimentazione crea nuove nicchie di crescita.
La solidità degli utili si è estesa oltre l’AI e la tecnologia: risultati notevoli sono stati registrati anche dal settore aerospaziale commerciale, dai mercati dei capitali, dalla tecnologia medica e dal settore dei viaggi.
Anche nell’ambito dei servizi finanziari, i ricavi dell’investment banking sono cresciuti di oltre il 50% grazie alle attività di fusioni e acquisizioni e alle offerte pubbliche iniziali.
Le società di pagamenti digitali hanno registrato una crescita degli utili del 15% annuo: merito della spesa dei consumatori che rimane elevata.
In questo contesto “la scala diventa un vantaggio competitivo decisivo: la trasformazione guidata dall’intelligenza artificiale richiede ingenti capitali e bilanci solidi. Le grandi aziende dispongono delle risorse necessarie per finanziare l’innovazione e sfruttare i dati per applicazioni efficaci.”
In sintesi, per il 2026, la combinazione di innovazione tecnologica, disciplina finanziaria e consumi resilienti suggerisce che la leadership delle Large Cap USA non sia solo una questione di momentum, ma di fondamentali solidi.

