Con l’amministrazione Trump che entra nel vivo del suo secondo anno di mandato, il focus della Casa Bianca si è spostato con decisione verso il tema dell’accessibilità economica, nel tentativo di dare una risposta concreta alle pressioni che gravano sulle famiglie americane. A questo si sommano le iniziative di politica estera dell’amministrazione trumpiana che rispolverano i principi legati alla dottrina Monroe e spingono l’economia globale verso un ordine bipolare (ai due poli America e Cina).
Per i consulenti finanziari, questo scenario richiede la capacità di trovare valore in settori pronti a beneficiare del nuovo ordine. Di questo complesso mosaico di opportunità e minacce hanno discusso i gestori di portafoglio di Janus Henderson Investors.
Obbligazionario: gestire l’incertezza sui mercati
Alex Veroude, Head of Fixed Income e Daniel Siluk, Head of Global Short Duration & Liquidity e gestore di portafoglio, esaminano le prospettive sul mercato obbligazionario privilegiando le brevi scadenze.
“Ci sono diversi fattori che dovrebbero sostenere l’attività economica nel 2026: gli sgravi fiscali previsti dal One Big Beautiful Bill Act, la deregolamentazione che può potenzialmente alleviare gli ostacoli aziendali e la politica monetaria potenzialmente espansiva” afferma Veroude.
Di contro, “le anomalie statistiche causate dallo shutdown governativo di fine 2025 rischiano di generare una volatilità significativa nelle letture macro economiche di inizio anno, con focus particolare al tasso di disoccupazione. Parallelamente, sebbene la fase acuta di incertezza legata ai dazi sembri alle spalle, salvo interventi contrari della Corte Suprema, l’attenzione resta alta sugli effetti di secondo livello”. Il timore è che l’aumento dei costi dei beni importati si trasmetta ai salari e ai prezzi dei servizi, alimentando una spirale inflattiva più strutturale.
“Il contesto di incertezza e la politica fiscale aggressiva in uno scenario di inflazione già elevata, hanno aumentato i timori degli investitori circa la potenziale pressione al rialzo sui rendimenti sovrani. Di conseguenza privilegiamo le cedole a breve termine nella parte iniziale della curva” spiega Siluk.
Mortgage-backed securites: gli impatti degli acquisti guidati dal governo
Nick Childs, Head of Structured and Quantitative Fixed Income e John Kerschner, Global Head of Securitised Products illustrano la dinamica dei titoli garantiti da ipoteche immobiliari (MBS).
Trump ha proposto diverse iniziative per affrontare l’accessibilità economica degli alloggi. La sua recente direttiva sull’acquisto da parte di entità sponsorizzate dal governo (Government Sponsored Enterprises – GSE) Fannie Mae e Freddie Mac di 200 miliardi di dollari in titoli garantiti da ipoteca (MBS) ne è un chiaro esempio. La direttiva ha infatti lo scopo di spingere al ribasso i rendimenti di tali titoli tramite un acquisto massiccio, riducendo a catena i tassi dei mutui.
Tuttavia, gli esperti ritengono che l’impatto sui tassi dei mutui sarà modesto perché, a differenza della Fed, queste entità devono comunque finanziarsi sul mercato emettendo altre obbligazioni, annullando in parte il beneficio.
Sanità e biotecnologie: il potenziale di crescita
Secondo Sean Carroll, Client Portfolio Manager, “il settore sanitario si prepara a una fase di riscatto dopo che l’incertezza politica ne ha compresso le valutazioni, portando i multipli P/E ai minimi storici”. Con l’avvio del 2026, i rischi normativi legati ai prezzi dei farmaci e ai dazi appaiono ormai mitigati, offrendo agli investitori una maggiore visibilità sui flussi di cassa.
Anche la Food and Drug Administration (FDA) ha dimostrato il suo sostegno, attraverso una gestione più efficiente delle scadenze e programmi di approvazione accelerata, riducendo il time-to-market delle innovazioni biofarmaceutiche. Questo mix tra valutazioni attraenti e supporto regolatorio conduce a prospettive costruttive sui rendimenti dei titoli del comparto.
Energia e servizi pubblici: affrontare la volatilità tramite un approccio attivo
Noah Barrett, analista di ricerca, afferma: “l’impatto dei dazi a lungo termine sui mercati energetici si basa sulla stabilità politica, per questo una gestione attiva si rivela una misura adeguata per affrontare la volatilità.”
Per quanto riguarda il settore Utility, quelle regolamentate sono probabilmente quelle più sotto pressione con le elezioni di medio termine nel 2026. Tale comparto ha un modello di business che è basato sulla spesa CapEx: più l’azienda spende in CapEx, più cresce la sua “Base dei Tassi” e più alti saranno i suoi profitti garantiti.
Pertanto, “se l’accessibilità economica dei costi delle utenze diventasse una questione prioritaria, potremmo assistere a potenziali minori profitti di queste imprese” aggiunge l’esperto.
Industria e materiali: focus sulla resilienza e sul ciclo breve
L’analista di ricerca David Chung spiega che la prima metà del 2026 potrebbe riservare una ripresa a ciclo breve, la cui intensità dipenderà strettamente dall’evoluzione del quadro doganale e dalla stabilità geopolitica.
“Eventi come le tensioni in Venezuela e l’imminente rinegoziazione dell’USMCA (l’accordo commerciale tra USA, Messico e Canada) rappresentano variabili critiche per la fiducia di imprese e consumatori. In un contesto macroeconomico caratterizzato da scarsa visibilità, gli investitori potrebbero concentrarsi su società con fattori idiosincratici autonomi guidate da team dirigenziali forti, in grado di generare una solida crescita degli utili anche in periodi di incertezza.”
Settore finanziario: l’incognita del tetto ai tassi sulle carte di credito
“La proposta dell’amministrazione Trump di imporre un tetto del 10% sui tassi d’interesse delle carte di credito ha scosso il comparto finanziario, pur restando un’ipotesi di difficile attuazione” osserva John Jordan, gestore di portafoglio e analista di ricerca.
Un intervento di tale portata richiederebbe il via libera del Congresso e rischierebbe di innescare una drastica contrazione nell’erogazione del credito ai consumatori, costringendo il settore a una profonda ristrutturazione.
Azioni extra-USA: la dottrina Monroe e l’ordine globale bipolare
Julian McManus, gestore di portafoglio, analizza il contesto azionario extra statunitense.
“Il riallineamento delle “placche tettoniche” geopolitiche sta spingendo l’economia mondiale verso un ordine bipolare, con gli Stati Uniti che riaffermano la loro influenza attraverso una rinascita della Dottrina Monroe” spiega l’esperto.
Il passaggio verso modelli produttivi locali favorisce settori come la difesa e il comparto bancario (chiamato a finanziare la costosa rilocalizzazione industriale) mentre espone a forti rischi le aziende con catene di approvvigionamento eccessivamente lunghe.
Infine, “il disallineamento nelle valutazioni tra i giganti tecnologici occidentali e i campioni nazionali cinesi offre opportunità tattiche per gli investitori globali”. Se da un lato il mercato sconta correttamente un premio al rischio geopolitico per aree come Taiwan, dall’altro sembra sottovalutare l’impatto delle tensioni su alcuni dei cosiddetti Magnifici 7. Questa discrepanza suggerisce un’allocazione più attenta, capace di cogliere il valore laddove la logica dei mercati efficienti sembra aver temporaneamente ceduto il passo al timore politico.

