Family Office: la centralità della coesione nelle famiglie
Torsten Pieper, professore associato di ricerca presso il Belk College of Business UNC Charlotte, e direttore responsabile della rivista Journal of Family Business Strategy, ha aperto questo secondo webinar dell’Osservatorio Family Office con un concetto chiave: la coesione familiare come motore di longevità per le imprese familiari e per il patrimonio. “Con il passare del tempo, le famiglie tendono ad allontanarsi,” ha spiegato, “a causa di interessi divergenti, distanze fisiche e mentalità sempre più orientate a sottogruppi piuttosto che all’unità complessiva.”
Questa frammentazione costituisce una delle principali sfide per il family office, che deve essere capace di affrontarla, creando un ambiente favorevole alla resilienza familiare e alla coesione. Le famiglie coese, infatti, hanno una probabilità molto più alta di sopravvivere nel lungo termine. E lo stesso vale per le imprese longeve che, spesso, hanno alle spalle famiglie fortemente coese.
Cos’è la coesione familiare?
A sostegno della sua tesi, Pieper ha definito la coesione come “uno stato psicologico che consente a un gruppo di persone di percepirsi unito da uno scopo comune e, per questo, in grado di collaborare efficacemente per raggiungerlo”. La coesione può essere orientata verso la famiglia, l’impresa o il patrimonio e avere un legame emotivo o finanziario. Questi legami multipli danno vita a quattro dimensioni diverse: emotiva e finanziaria, ciascuna riferita sia alla famiglia che all’attività economica o al patrimonio “Le famiglie che coltivano tutte e quattro le forme di coesione hanno maggiori probabilità di successo e di durata nel tempo”, ha sottolineato.
Oggi molti family office tradizionali si concentrano quasi esclusivamente sulla dimensione finanziaria, trattando la famiglia come un semplice destinatario di servizi patrimoniali. Come se fossero una banca privata che distribuisce prodotti standardizzati e senza considerare i desideri individuali o il coinvolgimento attivo.
Al contrario, “il family office dovrebbe essere un ecosistema complesso e vitale, dove emergono opportunità e relazioni, non una monocoltura di processi standard”, ha concluso Pieper. Questo implica un cambio di paradigma: da un servizio passivo a un modello trasformativo che metta al centro l’unità familiare, i valori condivisi e una visione più ampia su tutti i “capitali” della famiglia (da quello finanziario, a quello emotivo, spirituale, sociale).
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Come definire una strategia familiare efficace?
L’unità familiare, inoltre, ha un ruolo attivo nella definizione della strategia di investimento e nell’organizzazione di un family office. Proprio su questo tema si è sviluppato l’intervento di Stefano Loconte, founding e managing partner di Loconte & Partners, e Tiziana Leone, Head of Large Private Wealth Management di Banca Patrimoni Sella & C.
Loconte ha posto una domanda fondamentale: “Cos’è un family office in Italia e quali sono i suoi obiettivi?” La risposta, ha spiegato, varia a seconda di ciò che la famiglia richiede. “Molto spesso, in Italia, il family office nasce come struttura a matrice finanziaria, ma sta virando verso una dimensione più ampia, in cui dialogare con le nuove generazioni e gestire patrimoni complessi.”
Il passaggio fondamentale nella sua attività riguarda la definizione chiara degli obiettivi familiari, attraverso documenti formali come il patto di famiglia o un family charter. “Non è tanto per una valenza giuridica stringente, quanto per l’impegno morale di condividere una visione comune,” ha precisato. Questi strumenti diventano la bussola del family office e orientano le loro scelte e la definizione della strategia di investimento.
Ma qual è il ruolo della famiglia in questo processo? Come sottolineato da Tiziana Leone, è un ruolo attivo in cui i valori della famiglia sono fondamentali. Tra questi la consapevolezza, la visione e la coerenza, cruciali soprattutto quando si affronta il delicato passaggio generazionale.
In Italia, sempre più famiglie si rivolgono a un family office. Anche per questa ragione, i family office stanno diventando “un’interfaccia tra la famiglia e i molteplici interlocutori, dagli advisor finanziari agli esperti di passaggi generazionali e filantropia”, come sottolineato da Leone. Solo questa visione globale consente scelte integrate e coerenti con gli obiettivi di investimento della famiglia. Torna anche qui il concetto di approccio olistico, con cui i family office devono andare oltre la mera gestione finanziaria.
Governance familiare e filantropia strategica
Nell’ottica di perseguire obiettivi diversi, più a lungo termine e avere famiglie più coese – come ha ricordato il professor Pieper -, lavorare sulla governance familiare è imprescindibile. Ma quali sono gli strumenti più adatti in questo senso?
Il trust come strumento di governance
Guido Bevilacqua, founding partner dello Studio Notarile Bevilacqua Simoncini, ha spiegato che il trust può essere fondamentale per preservare l’unità e semplificare la gestione del patrimonio familiare. Ma non solo.
“Il trust può essere anche un azionista della holding familiare, garantendo semplificazione degli assetti e riducendo il rischio di contenziosi,” ha aggiunto. E questo offre diversi vantaggi sia al disponente, sia ai beneficiari.
Dal punto di vista dei family office, avere un trust come azionista di riferimento della holding familiare può dare la garanzia di avere un unico interlocutore, la garanzia di poter ragionare sul lungo periodo in tema di asset allocation e di non vedere frazionato il patrimonio amministrato nel tempo.
Il trust, come ha spiegato Bevilacqua, porta con sé anche un vantaggio fiscale importante poiché permette di evitare imposte sulle successioni e donazioni in modo continuativo, garantendo così una gestione unitaria e coerente del patrimonio anche in famiglie complesse e “fluide”.
Filantropia e Family Office: un cambio di paradigma
Nell’ultima parte del webinar Christian Argiolas è tornato sul tema della filantropia, presentata – a questo punto della discussione – come una leva strategica nelle scelte di investimento e di governance. “Oggi la filantropia non è solo un gesto di generosità, ma una componente centrale nella strategia familiare,” ha affermato, sottolineando l’evoluzione verso una “filantropia strategica” che mira a creare impatti misurabili e duraturi.
Le famiglie stanno passando da donazioni “occasionali” a un sostegno a strutture organizzate, quali fondazioni e trust, che riflettono valori e missioni condivise nel tempo. Ecco perché la filantropia non deve essere vista più come un extra, ma come una parte integrante della strategia di investimento e una leva identitaria della famiglia e degli advisor che la accompagnano.
“I professionisti dovrebbero raccogliere la sfida di accompagnare le famiglie nel passaggio da donazioni estemporanee a filantropia strutturata, creando coerenza valoriale e impatto sociale duraturo”, ha concluso.
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