A due anni dal debutto su Borsa Italiana di Kruso Kapital, la storia si ripete, ma con un finale un po’ diverso.
Già quotata su Euronext Growth Milan da gennaio 2024, Kruso Kapital – operatore attivo sia nel credito su pegno sia nel mercato delle case d’aste di preziosi, opere d’arte e beni da collezione – è approdata ufficialmente sul mercato principale Euronext Milan.
Un traguardo definito dallo stesso Direttore Generale, Giuseppe Gentile, come “rilevante”, che si inserisce in una strategia più ampia di crescita ed espansione. Un percorso che ha già portato il nome di Kruso Kapital oltre i confini italiani e che non sembra destinato a fermarsi.
Da EGM al mercato principale: le tappe del passaggio
A marzo 2026 è arrivata la comunicazione dell’avvio delle attività preliminari; circa tre mesi più tardi, il via libera di Borsa Italiana al translisting su Euronext Milan e, il 22 giugno, l’avvio delle negoziazioni.
Il passaggio rappresenta un’evoluzione naturale per Kruso Kapital, trentesima società ad aver effettuato il trasferimento da Euronext Growth Milan al mercato principale. I vertici hanno voluto inaugurare un nuovo capitolo orientato alla crescita e all’espansione, innalzando al tempo stesso il livello di trasparenza, visibilità e credibilità nei confronti del mercato, degli investitori e dei clienti, come ha sottolineato Gentile.
L’uplisting non costituisce una nuova quotazione, ma il passaggio da un sistema multilaterale di negoziazione a un mercato regolamentato, caratterizzato da requisiti più stringenti sul piano dell’informativa, dei controlli e della governance.
Oggi l’azionariato di Kruso Kapital vede Garbifin S.r.l.(Gianluca Garbi) detenere complessivamente il 19,2% del capitale, seguito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo con il 15,2% e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria con l’11,5%. Seguono Fondazione Pisa, Fondazione Sicilia, Trium Capital LLP e Banca CF+, mentre il 29,3% del capitale è rappresentato dal flottante di mercato.
Crescita, innovazione ed espansione internazionale
A sostenere il nuovo approdo in Borsa è anche il percorso di crescita compiuto dalla società negli ultimi anni: i numeri del 2025 avevano già tracciato una traiettoria di crescita per la società.
Dopo un primo semestre chiuso con un utile netto di 4,4 milioni di euro, raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2024, a fine anno il risultato ha raggiunto gli 8,8 milioni, in aumento del 95% su base annua. Il margine di intermediazione si è attestato a 35,8 milioni, in crescita del 44,9%, mentre gli impieghi hanno raggiunto i 155,1 milioni.
Nel frattempo, la società ha lavorato sull’ampliamento della propria offerta, puntando molto anche sull’art lending, sull’introduzione della tecnologia e dell’AI in un settore storicamente più “tradizionale”, e sull’espansione internazionale. Avviata nel 2022 con l’ingresso in Grecia attraverso ProntoPegno, è proseguita con il Portogallo, dove opera Credito Económico Popular. Oggi il gruppo conta 16 filiali in Italia, compresa la nuova apertura a Genova, due in Grecia – una ad Atene e una, di recente apertura, al Pireo – e 16 presidi in Portogallo.
A queste attività si aggiunge Kruso Art, la casa d’aste del gruppo attiva nell’arte e in diversi segmenti del collezionismo.
La volontà di fare un salto più in alto, con la richiesta di ammissione al mercato principale, è arrivata con la consapevolezza di aver costruito un business e una struttura solidi, come ha sottolineato Gentile.
Al translisting si è accompagnato anche un riassetto della corporate governance, con l’entrata in vigore di un nuovo statuto allineato alla disciplina delle società quotate e l’istituzione di due comitati endoconsiliari: il Comitato per il Controllo Interno e la Gestione dei Rischi e il Comitato Nomine e Remunerazioni. Ai nuovi organi sono state inoltre attribuite le funzioni precedentemente svolte dal Comitato Parti Correlate, in coerenza con gli standard previsti dal Codice di Corporate Governance di Borsa Italiana.

