Etf attivi, un potenziale da mille miliardi per il Vecchio continente

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Vista aerea di diverse persone che corrono su una pista di atletica rossa, proiettando lunghe ombre sulle corsie in piena luce solare.

Non più nicchia, ma motore di crescita: gli Etf attivi stanno trasformando il mercato europeo conquistando sempre più spazio nelle strategie degli investitori. Dall’obbligazionario al core azionario, l’active management in formato Etf si prepara a ridefinire i portafogli professionali

La crescita degli ETF attivi in Europa non è più soltanto un tema di previsione: i numeri mostrano un’espansione concreta e rapida, con il mercato che ha già superato i 70 miliardi di dollari in gestione, più che raddoppiando le dimensioni dall’inizio del 2024. Diversi i fattori alla base del successo, dalla ricerca di strumenti sempre più efficienti al desiderio degli investitori di integrare la gestione attiva nella liquidità tipica degli Etf. Li analizziamo con Michael John (MJ) Lytle, Head of Product Innovation di Janus Henderson Investors.

La crescita degli ETF attivi sotto la lente di ingrandimento

Negli ultimi mesi il mercato europeo degli ETF attivi ha registrato un’accelerazione senza precedenti, raggiungendo oltre 70 miliardi di dollari di asset in gestione nell’estate 2025 e più che raddoppiando le dimensioni rispetto all’inizio del 2024.
“Pur rappresentando ancora soltanto il 2,7% del mercato totale degli ETF europei – ricorda Lytle – la traiettoria di crescita è evidente: secondo i dati emersi da una ricerca commissionata da Janus Henderson nel giugno 2025 su 100 investitori istituzionali e professionali europei che gestiscono complessivamente 781,5 miliardi di dollari di asset il 42% degli intervistati ritiene che il mercato degli ETF attivi in Europa sia sulla buona strada per raggiungere i mille miliardi di dollari entro il 2030“.

La prospettiva di lungo termine riportata dalla ricerca si combina con un’accelerazione già visibile nel breve.
“Il 74% degli investitori prevede che la quota di ETF attivi passerà dal 2,7% attuale al 5% entro la fine del 2026. Un cambiamento che si inserisce in una dinamica globale ancora più marcata, con la metà dei nuovi ETF lanciati nel mondo nella prima metà del 2025 già in versione attiva e attese che entro il 2026 la maggior parte dei lanci segua lo stesso approccio”.

Un ritmo di crescita che dimostra come gli ETF attivi siano passati da nicchia emergente a pilastro fondamentale nei portafogli professionali, a testimonianza dell’interesse degli investitori verso soluzioni capaci di unire liquidità ed efficienza con la gestione attiva.

Etf attivi: non sono tutti uguali

Tale crescita non è però uniforme: dietro all’espansione del mercato europeo degli ETF attivi ci sono categorie di prodotti che hanno trainato maggiormente la domanda. Tra queste, un ruolo centrale è svolto dagli ETF active core, strumenti caratterizzati da un tracking error ridotto rispetto al benchmark e da strategie basate su indici arricchite dalla ricerca.

“La loro forza – osserva l’esperto di Janus Henderson – risiede nell’offerta di esposizioni molto simili a quelle dei tradizionali ETF passivi, ma con un livello aggiuntivo di gestione attiva che intercetta l’esigenza degli investitori di coniugare stabilità ed extra rendimento. Non sorprende quindi che il 72% degli investitori professionali li consideri ormai come sostituti naturali delle esposizioni passive nei portafogli”.

Diversa la situazione per gli ETF attivi high-conviction, che puntano su una ricerca fondamentale approfondita per costruire portafogli più concentrati.

“La loro adozione è stata finora più lenta, ma i dati dell’indagine suggeriscono un potenziale di crescita ancora maggiore: il 66% degli intervistati ritiene che questi strumenti siano destinati a sostituire in futuro le esposizioni tradizionali ai fondi comuni di investimento, ampliando così lo spettro di opportunità per i consulenti e i gestori patrimoniali”.

L’effetto sulle allocazioni

Il crescente interesse verso gli ETF attivi non si riflette solo nei dati di mercato, ma anche nelle allocazioni strategiche degli investitori.

“Alla domanda su come sarebbero cambiati i flussi nei prossimi dodici mesi – ricorda Lytle – la risposta è stata quasi unanime: il 96% degli intervistati prevede un aumento compreso tra il 25% e il 75%, a conferma di una fiducia crescente nelle potenzialità della gestione attiva quando è integrata nella struttura liquida ed efficiente degli ETF”.

La convinzione che le strategie attive possano fornire un valore aggiunto diventa particolarmente rilevante in contesti di mercato caratterizzati da volatilità e incertezza.

“In questo quadro, gli ETF attivi vengono percepiti come strumenti capaci di sfruttare l’esperienza dei gestori professionali e, allo stesso tempo, garantire la flessibilità operativa tipica dei prodotti quotati”.

In conclusione

È proprio sul terreno dell’innovazione di prodotto che si gioca la partita più rilevante per il futuro: i risultati finora evidenziano come il segmento attivo rappresenti oggi la parte più dinamica dell’industria.

“Il vero nodo – conclude Lytle – sarà garantire che gli strumenti disponibili siano coerenti con ciò che gli investitori cercano. Una gamma ben costruita di ETF attivi, che includa sia exposure core sia strategie high-conviction, può infatti mettere a disposizione degli operatori il meglio della gestione attiva, integrato con l’efficienza e la liquidità tipiche della struttura ETF”.

di Antonio Murtas

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università Bocconi di Milano. Ha scritto per We Wealth di private insurance, asset management, private banking e private markets.

Domande frequenti su Etf attivi, un potenziale da mille miliardi per il Vecchio continente

Qual è l'attuale dimensione del mercato degli ETF attivi in Europa e come è cresciuto recentemente?

Il mercato degli ETF attivi in Europa ha già superato i 70 miliardi di dollari in gestione. Questo valore è più che raddoppiato dall'inizio del 2024, evidenziando una rapida e concreta espansione.

Quali sono i principali fattori che stanno guidando il successo degli ETF attivi in Europa?

Il successo è attribuibile alla ricerca di strumenti finanziari sempre più efficienti da parte degli investitori. Inoltre, c'è un desiderio di integrare i benefici della gestione attiva con la liquidità tipica degli ETF.

Qual è il potenziale di crescita complessivo per gli ETF attivi nel 'Vecchio continente' menzionato nell'articolo?

L'articolo, attraverso il suo titolo, indica un potenziale di mercato di 'mille miliardi' di dollari per gli ETF attivi nel 'Vecchio continente'. Questo suggerisce una prospettiva di espansione su larga scala per il settore in Europa.

L'articolo evidenzia differenze tra i vari tipi di ETF attivi?

Sì, una delle intestazioni dell'articolo, 'Etf attivi: non sono tutti uguali', suggerisce che il contenuto approfondisce le distinzioni tra i vari tipi di ETF attivi. Questo implica che non tutti gli strumenti di questa categoria condividono le stesse caratteristiche o strategie.

L'articolo discute l'impatto degli ETF attivi sulle allocazioni di investimento?

Sì, l'intestazione 'L'effetto sulle allocazioni' indica che l'articolo esamina come la crescente adozione degli ETF attivi influenzi le decisioni e le strategie di allocazione del capitale degli investitori. Questo è un aspetto chiave trattato nel contenuto.

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