Questo scenario è supportato dalla progressiva attenuazione delle controversie commerciali internazionali, dall’attivazione degli stimoli fiscali governativi, dalla riduzione dei tassi di interesse e, in modo preminente, dal consolidamento della spesa per l’Intelligenza Artificiale (IA) quale fondamentale propulsore della crescita economica.
Questo è quanto emerge dall’analisi di Capital Group e dalle parole di Brady Enright, portfolio manager presso New Perspective Fund® e degli economisti Jared Franz, Tryggvi Gudmundsson e Darrell Spence.
“L’economia ha navigato attraverso notevoli venti contrari,” osserva Brady Enright, citando l’aumento dei dazi, i tassi di interesse elevati e le frizioni politiche. “Riteniamo plausibile un miglioramento del contesto economico nel corso del 2026.”
La resilienza macroeconomica e le prospettive di crescita
Le stime di consenso sulla crescita economica mondiale si mantengono positive, nonostante le preoccupazioni persistenti legate alle dispute commerciali residue, ai conflitti geopolitici e all’inflazione strutturalmente elevata. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) proietta una crescita del PIL reale mondiale del 3,1% su base annua per il 2026.
Le stime di crescita sono poi del 2% per gli Stati Uniti, grazie alla spesa per l’IA e alle misure di stimolo governative, del 4% per i mercati emergenti, guidati dalla Cina, e dell’1,1% per l’economia europea, sostenuta da una maggiore spesa per difesa nazionale e infrastrutture.
Gli economisti di Capital Group sono leggermente meno ottimisti sulle prospettive dell’economia globale, ma si aspettano comunque una solida crescita. Questa è legata a una maggiore chiarezza sulla politica commerciale e sui dazi statunitensi.
Secondo l’economista Jared Franz, “Il quadro tariffario più definito dovrebbe incoraggiare le imprese a prendere decisioni di capitale, in particolare investendo nel reshoring delle catene di approvvigionamento.”
L’economista Tryggvi Gudmundsson sottolinea che, sebbene le tensioni commerciali possano riemergere, “L’incertezza politica si è attenuata, e i mercati hanno assorbito questa dinamica. Si prevede che i futuri drama tariffari saranno accompagnati da una minore reazione di volatilità nei mercati.”
La previsione di aumento dei profitti aziendali
Le favorevoli condizioni macroeconomiche offrono un solido supporto per la crescita degli utili societari nel 2026. Le aspettative sono positive, alimentate dall’orientamento della Federal Reserve verso la riduzione dei tassi, dalla spesa pubblica che sostiene l’attività industriale e, in modo cruciale, dai piani di ripresa delle spese in conto capitale (Capex), facilitate dalla maggiore trasparenza sui livelli tariffari.
Il boom dell’IA emerge come il principale motore dell’espansione del Capex, generando una domanda robusta per semiconduttori, data center e infrastrutture tecnologiche.
Considerazioni su volatilità di mercato
Nonostante i segnali incoraggianti, il contesto futuro presenta chiari fattori di rischio che impongono agli investitori di prepararsi a inevitabili correzioni di mercato.
In primo luogo, le valutazioni azionarie appaiono elevate. Dopo i solidi rendimenti dal 2023 al 2025, i rapporti Prezzo/Utili (P/E) in tutti i principali mercati (USA, Sviluppati, Emergenti) si attestano al di sopra delle loro medie decennali.
Inoltre, l’inflazione ostinatamente alta e l’aumento del debito pubblico (con le proiezioni FMI che indicano il debito USA in eccesso del 140% del PIL entro il 2030) rappresentano fonti di preoccupazione significative.
È fondamentale ricordare che le flessioni del mercato sono eventi ciclici e ricorrenti: l’indice S&P 500 sperimenta correzioni circa ogni 16 mesi (cali del 10% o più), e bear markets (cali del 20% o più) circa ogni sei anni.
“L’ottimismo incorporato nei prezzi di mercato lascia un margine limitato per eventuali delusioni,” avverte l’economista Darrell Spence. “Le sorprese inattese sono una costante annuale, anche in presenza di outlook favorevoli.”

