Carmignac: risultati 2025 e outlook 2026 in sintesi

Carmignac: risultati 2025 e outlook 2026 in sintesi

Carmignac aggiorna il mercato sui risultati del 2025 e sulle prospettive macro per il 2026. Gli asset under management salgono da 33 a 41 miliardi di euro, con raccolta diversificata tra obbligazioni flessibili, credito, azionario globale ed emergente e strategie alternative. Tra opportunità e rischi che cambiano rapidamente, la gestione attiva è la chiave per selezionare valore e gestire la volatilità nel 2026

Il gestore francese Carmignac traccia un bilancio dell’ultimo anno e delinea le principali convinzioni di asset allocation per il 2026. Dalle performance dei fondi azionari e obbligazionari alla lettura del quadro macro in Europa, USA e Cina, l’analisi mette al centro anche il ruolo dell’Intelligenza Artificiale come tema strategico per l’economia globale e per l’investimento attivo.

La performance di Carmignac sotto la lente

Kevin Thozet, Portfolio Advisor & Member of the Investment Committee, riepiloga i risultati ottenuti dalla società di gestione francese: “il 70% dei nostri fondi ottiene performance superiori alla media e si colloca nel primo quartile delle rispettive categorie1“, afferma.

Gli asset in gestione (AUM) di Carmignac sono cresciuti da 33 miliardi di euro dello scorso gennaio a 41 miliardi oggi2. I flussi netti si sono distribuiti in modo ampio tra obbligazioni flessibili, credito, azionario globale ed emergente3, oltre a strategie alternative.

Mercati azionari: la selezione titoli conta più che mai

Thozet spiega che tutti gli indici azionari stanno segnando progressi e, per la prima volta dal 2017, i mercati emergenti risultano più performantidei mercati sviluppati. In questo quadro, per intercettare le opportunità legate alle diverse aree geografiche, la gestione del rischio valutario si è rivelata un fattore decisivo, anche alla luce della marcata debolezza del dollaro USA (-10%) nel 2025.

“In un mercato in salita che non premia in modo uniforme tutte le società, la selezione dei titoli diventa l’elemento che sposta davvero l’ago della bilancia” osserva l’esperto.

Carmignac Investissement segna +17% nel 2025, con una sovraperformance di +10% rispetto alle azioni globali3. Carmignac Investissement Latitude registra a sua volta un +17%, pari a +12% di extra-rendimento relativo, mantenendo una volatilità sotto controllo. Infine, Carmignac Emergents sale del +24%, superando il proprio indice di riferimento di +7%.

Obbligazionario e credito: continuità e tenuta della volatilità

L’offerta fixed income continua a distinguersi: per il settimo anno consecutivo quasi tutta la gamma ha battuto il relativo benchmark. Oltre alla solidità in termini di performance relativa, spicca anche la regolarità della performance assoluta, con dieci trimestri consecutivi di rendimenti positivi per i principali fondi obbligazionari del gruppo4.

In sintesi, la volatilità è rimasta ben gestita su Carmignac Sécurité e Carmignac P. Flexible Bond, mentre Carmignac P. Credit ha evidenziato uno Sharpe ratio tra 2 e 3.

Multi-asset: traiettoria costruttiva

I fondi multi-asset proseguono su un percorso favorevole. Carmignac Patrimoine chiude il 2025 a +12%, con oltre +10% di sovraperformance, collocandosi nel primo decile rispetto ai peer1.

Scenario macroeconomico: le attese di Carmignac

Raphaël Gallardo, Chief Economist, illustra le prospettive macroeconomiche della società di gestione. “La crescita globale viene confermata al 3%, sostenuta dagli investimenti in Intelligenza Artificiale, dalla spesa per la sicurezza nazionale e da politiche fiscali ancora espansive”, afferma.

Europa: attivismo fiscale per “risvegliare la bella addormentata”

La ripresa ciclica europea dovrebbe concretizzarsi grazie al piano tedesco, alle risorse del Next Generation EU in Italia e alla prosecuzione di un ciclo virtuoso in Spagna. La BCE è attesa su una linea più prudente e attendista, mentre la disinflazione rallenta con un mercato del lavoro ancora robusto.

USA: stimolo diffuso, crescita oggi e inflazione domani?

Negli Stati Uniti la crescita non dà segnali di frenata. Gli investimenti in IA restano un driver centrale, con un’economia “calda” favorita da una Fed accomodante e dall’attivismo fiscale di Donald Trump. Con l’avvicinarsi delle elezioni di midterm, ulteriori misure potrebbero prolungare la dinamica espansiva.

Sul fronte prezzi, l’inflazione potrebbe restare stabilmente sopra il target per via della riduzione della forza lavoro e di dazi più elevati, anche se i guadagni di produttività legati all’IA aiutano a limitare il rischio di effetti di secondo livello.

Cina: il 15° Piano Quinquennale e la priorità dell’economia “di guerra”

Il nuovo Piano Quinquennale pone l’accento su autosufficienza tecnologica e adozione di IA industriale. Restano però assenti misure risolutive per il nuovo indebolimento dell’immobiliare e per la disoccupazione giovanile in aumento. In un contesto più protezionistico, Pechino dovrebbe ampliare il deficit per mantenere la crescita oltre il 4%.

Intelligenza Artificiale: tema strategico per economia e investimenti

L’IA è una rivoluzione potente ma anche soggetta a fasi speculative: secondo Carmignac, può essere valorizzata pienamente tramite una gestione attiva e non vincolata.

IA in Carmignac: approccio di active investing

Maxime Carmignac, Chief Executive Officer di Carmignac UK Ltd, analizza il ruolo chiave della gestione attiva. “Il nostro studio sulla gestione attiva evidenzia che i fondi azionari con forti convinzioni (active share5 > 80%) e impostazione “open architecture” tendono a sovraperformare il benchmark, al netto dei costi, in media tra 0,50% e 0,70% annuo6 (a seconda dell’area geografica)”. L’IA è ormai anche un tema geopolitico e industriale: richiede una profonda comprensione dei suoi casi d’uso, della catena del valore e dei rischi. Per questo Carmignac ha effettuato investimenti mirati e ha costruito un team dedicato per individuare opportunità di creazione di valore.

Esiste una bolla sull’Intelligenza Artificiale?

“Dalla Rivoluzione Industriale in poi, le “bolle” hanno spesso accelerato la diffusione delle grandi innovazioni tecnologiche”, osserva Frédéric Leroux, Head of Cross Asset, Fund Manager. Euforia degli investitori e necessità di investimenti massicci favoriscono la propagazione dell’innovazione, innescando la “distruzione creatrice” descritta dall’economista austriaco Schumpeter, un processo che può durare anni.

Mercati emergenti: da imitatori a innovatori

Oggi l’innovazione tecnologica è globale e non si limita più ai giganti statunitensi: si fonda su un ecosistema internazionale e senza confini.

Naomi Waistell, Fund Manager, osserva: “dalla memoria ai semiconduttori, dalla robotica alle applicazioni IA, molte aziende dei mercati emergenti guidano snodi cruciali del ciclo innovativo, con tassi di adozione elevati”. L’“IA fisica” è già presente nell’economia reale, contribuendo a produttività e margini.

Dopo anni di sottoallocazione, le valutazioni restano interessanti rispetto ai mercati sviluppati, offrendo un’alternativa credibile e un beneficio di diversificazione. “Il prossimo ciclo EM sarà incentrato su innovazione, utili e disciplina sulle valutazioni”, spiega Waistell. E aggiunge: “Le nostre strategie EM sono ben posizionate per beneficiare di questo cambiamento strutturale, puntando su abilitatori della catena del valore IA in Asia, affiancati da temi di crescita domestica in India, Sud-est asiatico e America Latina”.

IA: “disrupted” contro “disrupter”

La generazione di token (proxy della domanda di potenza di calcolo) continua a raddoppiare circa ogni due mesi. Dopo la fase di pre-training del 2024, nel 2025 l’IA ha assorbito gran parte dei dati umani disponibili, aumentando l’utilizzo e la necessità di capacità di calcolo. Poiché i data center richiedono anni per essere costruiti, l’offerta fatica a tenere il passo, con vincoli di capacità e prezzi più elevati.

“Stiamo affinando l’esposizione, riducendo i titoli con pressioni eccessive sul free cash flow dovute a piani di investimento aggressivi e privilegiando nomi hardware che beneficiano del ciclo di capex” spiega Kristofer Barrett, Head of Global Equities, Fund Manager. In parallelo, “costruiamo un’esposizione più “contrarian” sul software, dove l’IA potrebbe integrarsi gradualmente nei sistemi esistenti, più che sostituirli in modo dirompente”.

Convinzioni di asset allocation per il 2026

Jacques Hirsch, Fund Manager, Guillaume Rigeade, Co-Head of Fixed Income, Fund Manager e Pierre Verlé, Head of Credit, Co-Head of Fixed Income, Fund Manager, illustrano il loro posizionamento per le classi di azionario e obbligazionario.

Azionario: leadership confermata e nicchie di valore trascurate

Crescita nominale ed espansione fiscale dovrebbero continuare a sostenere l’azionario, rendendo utile una diversificazione attiva verso temi ancora solidi (tecnologia, mercati emergenti, ciclici europei) e verso segmenti rimasti indietro, come i presunti “perdenti” dell’ondata IA, alcuni comparti dei consumi e la sanità.

“In un quadro geopolitico teso, le materie prime appaiono interessanti, con preferenza per oro e rame”, spiega Hirsch. E aggiunge: “i bull market spesso si chiudono con una fase di maggiore volatilità: per questo è importante prepararsi già ora, sia nella costruzione del portafoglio sia nella selezione dei singoli titoli”.

Obbligazioni USA: i tassi non riflettono la forza dell’economia

Mentre Europa e Giappone hanno già “prezzato” l’impatto di politiche fiscali espansive, i tassi USA restano relativamente bassi. “Crescita resiliente e inflazione potrebbero ridurre in modo significativo il divario tra le aree”, osserva Rigeade. “La nostra gestione flessibile cipermette di sfruttare l’elevato carry sui tassi in euro e l’aumento dei rendimenti Oltreoceano”, aggiunge l’esperto.

Inoltre, “un universo d’investimento ampio consente di cogliere opportunità nel debito emergente e nelle strategie legate all’inflazione, dove le valutazioni risultano più interessanti” conclude.

Credito: maggiore selettività e più polarizzazione

Dopo tre anni di restringimento degli spread, il 2026 potrebbe vedere una polarizzazione più marcata sia nell’Investment Grade sia nell’High Yield. Verlé afferma: “in uno scenario con fattori tecnici meno favorevoli e più eventi di credito, la gestione attiva diventa un vantaggio competitivo per cogliere opportunità e contenere i rischi”. E conclude: “rendimenti impliciti elevati e forte dispersione nel credito dovrebbero permetterci di puntare a risultati attraenti in termini di rendimento corretto per il rischio”.

Per informazioni complete sui rischi dei Fondi indicati, si prega di visitare il sito web di Carmignac.

1 Dati Morningstar al 31/12/2025.
2 Fonti: Carmignac, al 31/12/2025.
3 MSCI AC World.
4 Fondi principali: Carmignac Sécurité, Carmignac P. Credit e i fondi Target Maturity. Dati al 31/12/2025.
5 L’active share misura il grado di differenza tra i titoli detenuti in un portafoglio e quelli del suo benchmark.
6 Basato su una performance mobile su cinque anni nell’arco di un periodo complessivo di dieci anni.

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Le performance passate non sono un’indicazione delle performance future. Le performance sono calcolate al netto delle spese (escluse eventuali commissioni di ingresso applicate dal distributore). Il rendimento può aumentare o diminuire a causa di oscillazioni valutarie per le quote senza copertura valutaria.

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Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Domande frequenti su Carmignac: risultati 2025 e outlook 2026 in sintesi

Qual è l'obiettivo principale dell'analisi di Carmignac?

L'analisi di Carmignac mira a fare un bilancio dell'anno precedente e a delineare le principali convinzioni di asset allocation per il 2026, considerando le performance dei fondi e il contesto macroeconomico globale.

Quale ruolo strategico riveste l'Intelligenza Artificiale secondo Carmignac?

Carmignac considera l'Intelligenza Artificiale un tema strategico sia per l'economia globale che per l'investimento attivo, dedicandovi un'analisi specifica all'interno del suo outlook.

Quali sono le aree geografiche principali analizzate nel quadro macroeconomico?

L'analisi del quadro macroeconomico di Carmignac si concentra principalmente su Europa, Stati Uniti e Cina, valutando le rispettive dinamiche economiche e politiche.

Quali sono le convinzioni di asset allocation di Carmignac per il 2026 riguardo al mercato azionario?

Per il 2026, Carmignac prevede una leadership confermata nel mercato azionario, identificando al contempo nicchie di valore che potrebbero essere state trascurate.

Come valuta Carmignac la situazione del mercato obbligazionario statunitense?

Carmignac ritiene che i tassi obbligazionari USA non riflettano pienamente la forza dell'economia statunitense, suggerendo una potenziale discrepanza da monitorare.

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