Bank of England e titoli di Stato: cambi di rotta e di paradigma

Bank of England e titoli di Stato: cambi di rotta e di paradigma

Gli esperti di Vontobel prevedono profonde variazioni nel panorama del reddito fisso post shock iraniano: sensibili cambi di direzione da parte delle banche centrali, in particolare della Bank of England e un ruolo più sfumato dei titoli di Stato come safe haven

Nell’attuale scenario di mercato, caratterizzato da volatilità e crisi geopolitiche, il settore del reddito fisso è particolarmente vulnerabile. Da una parte, le banche centrali si vedono costrette a fare modifiche risolute nelle traiettorie delle politiche monetarie, dall’altra il ruolo di bene rifugio dei titoli di Stato viene messo in discussione. L’analisi di Gordon Shannon, Co-Head of Investment Grade e George Curtis, Portfolio Manager di Vontobel Institutional Clients.

Bank of England e cambio di rotta: cosa si aspettano i mercati

Poco prima dello shock iraniano, i mercati scontavano tagli dei tassi sia da parte della Federal Reserve sia da parte della Bank of England nell’orizzonte di un anno. 

Oltre tale orizzonte, le aspettative sui tassi statunitensi erano sostanzialmente invariate a due anni per poi salire moderatamente a cinque anni. La curva britannica invece assumeva una forma più ripida, inclinandosi rapidamente a due anni e ulteriormente a cinque. Questo a fronte di un’inflazione che si prevedeva potesse riaffermarsi entro i due anni nell’economia britannica. 

Dopo scoppio del conflitto in Medio Oriente, le prospettive di tagli da parte della Bank of England sono state pressochè cancellate, comportando un irripidimento della curva già a un anno.

Questo scenario ha posto la banca centrale di fronte a una scelta complessa, poi sfociata nella decisione di lasciare i tassi invariati al 3,75%. Tale decisione riflette il dilemma della BoE: sostenere un’economia debole senza però sottovalutare i nuovi rischi inflazionistici legati al rialzo dei prezzi energetici.

Anche la curva Usa si è spostata verso l’alto, ma gli investitori ritengono che la Fed disponga ancora di spazio per allentare la politica monetaria, verosimilmente per effettuare un taglio. 

A sua volta, la BCE non è rimasta immune al cambiamento: a causa della significativa esposizione dell’Europa alle interruzioni energetiche, le previsioni future sui tassi sono in aumento.

Il mercato dei Gilt sta amplificando gli effetti?

Il mercato britannico sta segnalando che il Regno Unito è più vulnerabile allo shock energetico degli USA, ma gli esperti segnalano che i prezzi dei Gilt stanno probabilmente amplificando questo messaggio per motivi tecnici. 
Lo shock energetico ha infatti spinto molti hedge fund a chiudere le loro posizioni a leva sui Gilt. Questo in seguito a massicci acquisti e previsioni diverse di taglio dei tassi prima dell’evento scatenante. 

Le vendite forzate hanno l’effetto di far scendere ulteriormente i prezzi dei Gilt e far salire i rendimenti. 

Perchè il Regno Unito è più esposto

Sia che il mercato sia amplificando i segnali sia che non lo stia facendo, l’economia britannica risulta più esposta allo shock energetico e la vulnerabilità si riflette anche nell’irripidimento della curva dei rendimenti. Questo è riconducibile alla maggiore suscettibilità storica rispetto agli Usa a episodi inflazionistici, che dovrebbe riconfermarsi in quanto il Regno Unito è importatore netto di energia.

A ciò si aggiunge il fatto che il Regno Unito oggi ha meno acquirenti domestici vincolati per i Gilt, in particolare fondi pensione a prestazione definita, che sono stati in larga parte acquisiti. Il Regno Unito si ritrova così costretto offrire rendimenti più elevati per rendere i titoli di Stato più appetibili.

Titoli di Stato: sono ancora un “porto sicuro”?

Risulta sempre più difficile associare ai titoli di Stato il ruolo tradizionale di “safe haven” in un contesto di elevata volatilità: il rendimento dei Treasury a 10 anni è salito oltre il 4,1% nei giorni successivi allo scoppio del conflitto. Molti investitori hanno infatti venduto i titoli in portafoglio, secondo una dinamica simile alle vendite innescate dai dazi nell’aprile 2025. 

Implicazioni per gli investitori obbligazionari

Gli esperti di Vontobel suggeriscono prudenza e diversificazione in uno scenario che mette in discussione il ruolo tradizionale dei titoli di Stato. 

La tipica liquidità di questi titoli non è cosi scontata: proviene anche da operatori più tattici, come gli hedge fund, che restano attivi finché il mercato è “ordinato”.

In questo contesto, gli esperti raccomandano un’esposizione ai bond sovrani accompagnata da un’esposizione ai bond corporate di aziende solide, che potrebbero essere meglio posizionate per affrontare l’attuale scenario geopolitico. 

Ma il suggerimento più importante rimane quello di mantenere un portafoglio flessibile, diversificato e in grado di adattarsi man mano che il quadro complessivo prende forma. 

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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